2010-06-28

segreti celati


Un mistero sembra avvolgere due dipinti di due tra i più noti pittori rinascimentali italiani: Michelangelo e il Tintoretto. In entrambe le opere sarebbe infatti celato un codice.


Simboli, allegorie e rappresentazioni ben occultate e svelate da recenti studi, un po' come già successo per il ben più noto 'codice da Vinci' che ha ispirato libri (come quello di Dan Brown) e pellicole cinematografiche su precisi messaggi nascosti nelle opere di Leonardo.
Ma procediamo con ordine per cercare di capire cosa Michelangelo e il Tintoretto abbiano celato nei loro dipinti. Il primo caso riguarda la Cappella Sistina: osservando attentamente gli affreschi di Michelangelo, in particolare quello della creazione dell'uomo, due esperti della John Hopkins University School of Medicine ritengono di vedervi una precisa rappresentazione del cervello umano.
Un vero e proprio codice che chiama in qualche modo in causa lo stesso Leonardo da Vinci. Leggendo le dichiarazioni di uno dei esperti , si scopre infatti che Michelangelo avrebbe riprodotto proprio tra le figure di Adamo e di Dio la sezione posteriore del cervello umano, con una certa dovizia di particolari, ispirata molto probabilmente dai disegni dell'epoca di Leonardo.
Ma perché Michelangelo avrebbe dovuto 'nascondere' nella sua celebre opera l'immagine di un cervello umano? Il mistero sembra sciogliersi pensando all'oggetto stesso dell'affresco. Probabilmente il pittore voleva far sapere ai più attenti osservatori che il Creatore, oltre all'anima, aveva donato all'uomo un formidabile strumento: la ragione, rappresentata dal cervello.
Un'ipotesi che però non convince un esperto di arte come Vittorio Sgarbi, che la bolla come "una stupidata". Sgarbi, oltre a ricordare, il significato che aveva l'arte per Michelangelo ritiene che la ricerca dei due esperti sia viziata dal fatto che si tratta di "due studiosi del cervello umano, e probabilmente lo vedono ovunque".
Certamente più complicato il caso che riguarda il Tintoretto. L’ultimo grande pittore rinascimentale è autore di un quadro (conservato in Inghilterra) che sta ponendo diversi interrogativi a esperti e studiosi dell’arte. L'opera è conosciuta con il titolo di 'Apollo e le muse', ma per gli esperti il soggetto del quadro non ha nulla a che vedere con il titolo.
A quanto pare nel quadro non sarebbe raffigurato Apollo, inoltre le muse sono stranamente sette e non nove come vorrebbe la mitologia greca. Vi sono poi degli oggetti raffigurati cui nessuno sembra riuscire a dare una spiegazione, in particolare un calice e uno scrigno che Apollo calpesta e che secondo gli esperti celerebbe il codice dell'opera.
Chi ritrae dunque il Tintoretto nel quadro? Paul Taylor, vice curatore del Warburg Institute, sembra sciogliere il mistero, smontando diverse ipotesi. Con diverse argomentazioni, Taylor ritiene che il pittore abbia voluto rappresentare un poeta. Si potrebbe trattare di un personaggio classico come Orazio o Cicerone, piuttosto che di un contemporaneo che il Tintoretto ha inteso omaggiare. Allegorie che restano comunque misteriose e sembra che questa nell'epoca rinascimentale, come ribadisce Taylor, fosse una sorta di 'moda' tra gli artisti.


1 commento:

petrolio ha detto...

ma sì evviva il mistero!!! :O