2013-03-27

circoncisione







La circoncisione (dal latino circum, "attorno" e caedere, "tagliare") è una pratica chirurgica che consiste nell'asportare parte o la totalità del prepuzio.
Il termine è talvolta impropriamente usato nella proposizione: circoncisione femminile, che, ove non effettuata per scopi medici dovuti a gravi patologie, include alcune pratiche di mutilazioni genitali femminili, in uso presso alcuni popoli a scopo religioso o rituale che implicano la rimozione del prepuzio clitorideo, cioè una delle varie pratiche di escissione (o ablazione o infibulazione).

Significati socioculturali

La circoncisione è applicata nella medicina moderna con lo scopo di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, come le fimosi o le balaniti. Può essere praticata anche in alcuni casi di cancro al pene e infezione delle vie urinarie. È inoltre praticata anche in alcuni casi di eiaculazione precoce (circa il 10% dei casi di eiaculazione precoce ha infatti origine fisica e non psicologica).
Tale pratica medica è applicata con diversa frequenza a seconda della cultura medica dominante: negli Stati Uniti, per esempio, è più frequente rispetto all'Europa, specie con finalità preventive.
In caso di fimosi, è talvolta eseguita contemporaneamente anche la rimozione del frenulo; la finalità è liberare più pelle nella zona del frenulo stesso, talvolta troppo corto.
La maggior parte delle operazioni eseguite per il trattamento della fimosi hanno esito positivo, portando a un generale miglioramento della vita dell'individuo, consentendogli rapporti sessuali di migliore qualità.
L'intervento chirurgico lascia una lieve cicatrice, ma se eseguito in giovane età e in strutture adeguate, si riassorbe quasi sempre in breve tempo, senza lasciare eccessiva traccia.

La circoncisione praticata a scopi non terapeutici

Alcuni uomini decidono di farsi circoncidere e non per problemi funzionali. La decisione può discendere dalla convinzione di provare maggior piacere sessuale e/o da preferenze estetiche. Questo "mito" deriva in parte dalla notevole diffusione di film pornografici americani in cui gli attori, generalmente superdotati, sono quasi sempre circoncisi. Dal punto di vista neurologico e fisiologico il risultato è esattamente l'opposto. La circoncisione, più diffusa negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, Nuova Zelanda può essere richiesta in Europa anche per motivi meramente estetici, sociali, igienici e culturali, oltreché per motivi medici.

Effetti

Sebbene la circoncisione abbia generalmente effetti poco determinanti sulle prestazioni sessuali, la lieve diminuzione di sensibilità che può derivarne può essere utile per combattere casi di eiaculazione precoce.
Alcuni soggetti a cui è stata applicata la circoncisione lamentano tuttavia riduzione della sensibilità complessiva dovuta alla perdita di tessuti erogeni, poca maneggevolezza del pene, scomodità e difficoltà masturbatorie, perdita di sensibilità del glande (che, rimanendo sempre scoperto, non è più protetto per esempio dallo sfregamento sugli indumenti) e della zona del frenulo (per molti la più importante, ai fini del piacere), con conseguente maggior difficoltà a raggiungere l'orgasmo.
Vi sono periodi refrattari maggiori anche perché diventa spesso necessaria una forte stimolazione dei tessuti che, fortemente "stressati", possono arrivare a rendere dolorosi e frustranti anche i rapporti sessuali penetrativi, oltre che la masturbazione.
Tali effetti collaterali non sono presenti in tutti i maschi circoncisi e sono in parte correlati con alla tecnica chirurgica utilizzata (da cui dipende anche la quantità di pelle rimossa), all'esperienza del chirurgo e al momento della vita del maschio a cui è praticata (cioè in periodo perinatale, a sviluppo psicofisico in corso oppure ultimato).

Dibattiti e contrasti circa la circoncisione

L'utilità della circoncisione, quando non strettamente finalizzata a risolvere evidenti problemi funzionali, è oggetto di dibattito.
Sebbene alcune correnti nella medicina moderna sostengano questa pratica (Schlossberger e al.), la questione resta dibattuta e manca di analisi effettuate su un numero abbastanza ampio di soggetti e indipendentemente dalla cultura di provenienza.
Il dibattito include anche questioni etiche, come la liceità o meno di praticare la circoncisione nei neonati, che da adulti si trovano così un corpo irreversibilmente modificato dall'altrui volontà. Da segnalare, in proposito, che un tribunale finlandese ha dichiarato la circoncisione maschile infantile illegale, a meno che non si operi per fini strettamente terapeutici; una analoga sentenza è stata emessa in Germania, nel 2012.
La diffusione negli Stati Uniti della pratica medica della circoncisione, anche nei casi in cui non è strettamente indispensabile, è legata probabilmente ad alcune circostanze culturali che hanno contribuito ad accrescerne il favore tra medici e genitori. Per esempio, alcune ricerche risalenti al 1890 ritenevano d'aver dimostrato effetti benefici a seguito della rimozione del prepuzio, credendo che la sua presenza fosse legata a casi di asma, epilessia, disfunzioni erettili, insonnia.
Via via guadagnarono credibilità anche alcune ricerche che mostravano una minore incidenza di cancro al pene e alla prostata nei circoncisi. Questo ha diffuso la pratica in tutti i paesi dell'America centrale. Tuttavia è stato in seguito dimostrato che una buona igiene del glande (per rimuovere ad esempio lo smegma) nei maschi non circoncisi è pienamente sufficiente per renderli statisticamente equivalenti ai circoncisi per quanto concerne i rischi di incidenza del cancro al pene e alla prostata.
In Francia sono nati diversi movimenti in favore dell'abolizione della circoncisione rituale, almeno a livello comunitario, alcuni dei quali invitano i circoncisi adulti a denunciare in sede penale i propri genitori per maltrattamenti e mutilazioni.
Esistono varie tecniche per ripristinare il prepuzio, sia chirurgicamente che tramite metodi per lo stiramento della pelle, che si allunga fino a tornare quasi all'aspetto di un pene non circonciso. Tale pratica si chiama "restoring" e può richiedere fino a cinque anni di tempo.

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