2013-06-15

Giulio Natta




 è stato un ingegnere e accademico italiano. È stato insignito del premio Nobel per la chimica nel 1963.

I primi anni

Giulio Natta nacque a Porto Maurizio, in provincia di Imperia, il 26 Febbraio 1903 da Francesco Maria, magistrato, ed Elena Crispi. Diplomatosi ad appena 16 anni al Liceo classico Cristoforo Colombo di Genova, frequentò il biennio propedeutico in matematica nella stessa città. Nel 1921 si iscrisse la corso di laurea in Ingegneria Industriale al Politecnico di Milano e l'anno successivo divenne allievo interno all'Istituto di Chimica Generale del Politecnico, dove fu assistente del professore Bruni. Si laureò in ingegneria chimica nel 1924, a soli 21 anni di età. Nel 1925 Natta accettò una borsa di studio a Friburgo in Brisgovia, in Germania, presso il laboratorio del professor Seemann, entrando in contatto con il gruppo di lavoro di Hermann Staudinger che si occupava di macromolecole. Natta intuì l'importanza e le potenzialità delle macromolecole e tornato a Milano iniziò uno studio sulla struttura cristallina di polimeri.
In questo periodo fu professore incaricato di Chimica generale al Politecnico (1925-1932) e, nel contempo, tenne anche un corso di chimica fisica presso l'Università di Milano (1929-1933). Nel 1933 vinse il concorso alla cattedra di Chimica Generale dell'Università di Pavia, dove rimase fino al 1935, quando venne chiamato a ricoprire la cattedra di Chimica Fisica dell'Università La Sapienza di Roma. Nel 1937 ricoprì la cattedra di Chimica Industriale al Politecnico di Torino. L'anno successivo ritornò al Politecnico di Milano, alla cattedra di Chimica Industriale, che lasciava nel 1973, dopo 35 anni.

L'evoluzione della carriera

Fu chiamato a dirigere l'Istituto di chimica industriale del Politecnico di Milano per sostituire Giorgio Renato Levi (costretto dalle leggi razziali a lasciare l'insegnamento).
La scoperta dei catalizzatori di Ziegler-Natta fruttò a Giulio Natta e Karl Ziegler il Premio Nobel per la chimica nel 1963.
Al Politecnico rimase fino al 1973 come professore ordinario di Chimica industriale e direttore dell'omonimo istituto, dedicandosi alla ricerca sui polimeri a struttura cristallina.
Durante gli anni della guerra ha soggiornato, come sfollato milanese, alla Cascina Marzorata di Vittuone.

Gli ultimi anni

A Natta venne diagnosticato il Parkinson nel 1956. A partire dal 1963 le sue condizioni di salute erano andate peggiorando e per questo motivo divenne necessario affiancargli il figlio e altri quattro colleghi, che presenziarono inoltre al conferimento del Nobel a Stoccolma. Natta morì a Bergamo all'età di 76 anni.

La memoria

Nel 2007 è stata assegnata alla sua memoria la cittadinanza onoraria di Cucciago, paese dove Natta aveva trascorso periodi di vacanza e sposato nel 1936 la moglie Rosita Beati.

fonte: Wikipedia

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