2014-02-07

Federico Caffè


è stato un economista italiano.
Fu uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana in Italia, occupandosi tanto di politiche macroeconomiche che di economia del benessere. Al centro delle sue riflessioni economiche ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli. La sua scomparsa è un mistero che non è stato ancora risolto.

Si laureò all'Università di Roma nel 1936 in Scienze Economiche e Commerciali. Dal 1939 fu assistente presso la facoltà di Economia della stessa università. Nonostante la sua bassa statura, prestò il Servizio Militare e, dopo l'8 settembre 1943, fu renitente alla leva. Nel 1945 fu consulente del Ministro della Ricostruzione Meuccio Ruini durante il governo Parri.
Lavorò inizialmente presso la Banca d'Italia, per poi insegnare Politica economica e finanziaria nell'Università di Messina. Insegnò poi Economia politica a Bologna. In seguito (dal 1959), fino alla sua scomparsa, fu professore di Politica economica e finanziaria presso l'Università di Roma.
Oltre ai suoi scritti accademici, Federico Caffè fu un attento commentatore dell'attualità economica su giornali e riviste. Collaborò assiduamente a Il Messaggero e a il manifesto. Gli scritti su il manifesto, spesso sollecitati dal suo amico Valentino Parlato e dal suo allievo Roberto Tesi, sono stati raccolti in volume. Gli articoli per Il Messaggero, dovuti alla richiesta di collaborazione avanzata da Aldo Maffey, e l'Ora, sono anch'essi stati raccolti in volume.

Federico Caffè come docente e maestro

Intere generazioni di economisti italiani si formarono alla sua scuola (fu relatore della tesi di laurea di più di mille studenti), alcuni dei quali insegnano ancora nella stessa Facoltà. Tra i suoi studenti, nonché laureandi, vi sono stati il penultimo Governatore della Banca d'Italia e ora Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, l'attuale Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, e l'attuale Preside della Facoltà di Economia e Commercio della Sapienza Università di Roma, Giuseppe Ciccarone. Fu mentore e amico di Franco Archibugi, Giorgio Ruffolo, Luigi Spaventa, Marcello De Cecco, Fernando Vianello, Ezio Tarantelli (assassinato dalle BR nel 1985), Nicola Acocella, Fausto Vicarelli, Bruno Amoroso, Guido Rey, Pierluigi Ciocca, Vieri Ceriani, Marco Ruffolo, Enrico Giovannini, Daniele Archibugi, Nino Galloni, e di molti altri economisti italiani.
Non va neanche dimenticata la sua notevolissima attività di organizzatore di cultura, economica e filosofica, in collaborazione con varie case editrici; in particolare, svolse per vari anni l'attività di consulente per l'economia della Casa editrice Laterza, nella persona dell'allora direttore editoriale Enrico Mistretta. Giuseppe (Pepe) Laterza si laureò con lui nel 1981. Mantenne rapporti frequenti anche con sindacalisti eretici, quali Antonio Lettieri.

La politica economica

Federico Caffè lavorò sempre sui temi della politica economica e del Welfare, con particolare attenzione agli aspetti sociali ed alla distribuzione dei redditi.
Dedicò particolare attenzione agli economisti scandinavi ed alle esperienze di tali paesi nel Welfare. Divulgò in Italia il pensiero e gli scritti di economisti scandinavi quali Gunnar Myrdal, Frederick Zeuthen.
Il suo testo universitario Lezioni di politica economica è rappresentativo del suo pensiero. In esso Caffè definì la politica economica:

« La politica economica è quella parte della scienza economica che usa le conoscenze dell’analisi teorica come guida per l’azione pratica. »

La decennale esperienza didattica del suo autore si riscontra nel libro: le possibili domande del lettore sembrano essere già considerate. In nessun punto appaiono salti concettuali.
Come Keynes, Caffè appare eclettico nel suo accettare contributi eterogenei nella costruzione del grande edificio della scienza economica (per esempio include Marx ed i marginalisti). Ciò fa apparire più forti le sue critiche al pensiero liberista.

« Poiché il mercato è una creazione umana, l’intervento pubblico ne è una componente necessaria e non un elemento di per sé distorsivo e vessatorio. Non si può non prendere atto di un recente riflusso neoliberista, ma è difficile individuarvi un apporto intellettuale innovatore. »

« … i limiti intrinseci all’operare dell’economia di mercato, anche nell’ipotesi eroica che essa funzioni in condizioni perfettamente concorrenziali. È molto frequente nelle discussioni correnti rilevare un’insistenza metodica sui vantaggi operativi del sistema mercato, e magari su tutto ciò che ne intralci lo “spontaneo” meccanismo, senza alcuna contestuale avvertenza sui connaturali difetti del meccanismo stesso. »
(pag. 38)

La misteriosa scomparsa

Aspetto ancora irrisolto della vita di Federico Caffè è la misteriosa scomparsa dalla sua casa di Via Cadlolo, un'elegante strada di Monte Mario, avvenuta il 15 aprile 1987. Federico Caffè, che viveva con il fratello Alfonso, professore di lettere all'Istituto Massimo di Roma, aveva da poco raggiunto i limiti d'età per l'insegnamento universitario ed aveva acquisito lo status di professore fuori ruolo. Ad uno dei più antichi amici, il Professor Carlo Ruini, aveva rivelato in una lettera di essere in ansia per le proprie condizioni finanziarie che - sosteneva - sarebbero state insufficienti ad affrontare la vecchiaia. In realtà fu poi appurato che l'insigne economista non aveva alcun ragionevole motivo - almeno di tipo economico - di temere per il futuro. Ad un suo allievo confidò in più occasioni quanto fosse per lui doloroso smettere di insegnare, forse la più grande delle sue passioni. Federico Caffè scomparve alle prime luci dell'alba. Il fratello che dormiva nella stanza a fianco, non si accorse di nulla; sul comodino trovò l'orologio, i documenti e gli occhiali che usava per leggere. Emozionò l'opinione pubblica italiana come i suoi studenti setacciarono la città di Roma nei giorni successivi alla sua scomparsa.

Rimembranze

A lui è dedicata la Facoltà di Economia dell'Università Roma Tre, la Biblioteca del Dipartimento di Economia e Diritto dell'Università "La Sapienza" di Roma e l'Aula magna della facoltà di Economia dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Pescara. Anche l'Istituto Tecnico Superiore di Roma, nel quartiere Monteverde di Roma è stata a lui intitolato.
I suoi allievi che insegnano presso La Sapienza organizzano anche una Lezione annuale a lui intitolata, svolta grazie al contributo della Banca d'Italia. Le Lezioni Federico Caffè sono state tenute da alcuni dei più importanti economisti della nostra epoca. Molte delle lezioni sono pubblicate in una collana della Cambridge University Press sotto la direzione di Nicola Acocella e Mario Tiberi.
L'ultima lezione intitolata a Caffè, svolta il 24 maggio 2012 presso la Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma, è stata introdotta dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco e tenuta dal Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, entrambi allievi di Federico Caffè. Alcuni studenti hanno contestato le politiche monetarie della Banca Centrale Europea, sostenendo che Caffè sarebbe stato a favore di una politica economica più espansiva.
Sono intitolate a Federico Caffè una piazza nel Comune di Roma (inaugurata alla presenza, tra gli altri, del Prof. Mario Draghi il 25 novembre 2008), una via nel Comune di Pioltello e una via nel Comune di Pescara.

Bibliografia

Opere di Federico Caffè

Saggi sulla moderna "economia del benessere", (curatore), Boringhieri, Torino (1956)
Economisti moderni, (curatore), Garzanti, Milano (1962); ristampa con varianti, Laterza, Bari, (1971).
Politica economica, Boringhieri, Torino (1966 e 1970 - due volumi)
Teorie e problemi di politica sociale, Laterza, Bari (1970)
Un'economia in ritardo, Boringhieri, Torino (1976)
Lezioni di politica economica, Bollati Boringhieri, Torino (1978)
L'economia contemporanea. I protagonisti e altri saggi, Edizioni Studium, Roma (1981)
In difesa del welfare state, Rosenberg & Sellier, Torino (1986)

Raccolte di scritti postume

La solitudine del riformista, Bollati Boringhieri, Torino (1990), a cura di Nicola Acocella e Maurizio Franzini,
Scritti quotidiani, Manifestolibri, Roma (2007); Raccoglie gli articoli scritti da F. Caffè per il manifesto dal 1976 al 1985.
Contro gli incappucciati della finanza. Tutti gli scritti: Il Messaggero 1974-1986, L'Ora, 1983-1987, a cura di Giuseppe Amari, Castelvecchi, Roma, 2013.

Opere su Federico Caffè

Nicola Acocella, Guido Rey, Mario Tiberi (curatori), Saggi di politica economica in onore di Federico Caffè, tre volumi, Franco Angeli, Milano (1990, 1992, 1999)
Daniele Archibugi, Federico Caffè, solitario maestro, Micromega, n. 2, (1991)
Ermanno Rea, L'ultima lezione, Einaudi, Torino (1992)
Autori Vari, Federico Caffè. Realtà e critica del capitalismo storico, Donzelli, Roma (1995)
Riccardo Faucci, L'economia per frammenti di Federico Caffè, Rivista italiana degli economisti, n. 3 (2002)
Bruno Amoroso, La stanza rossa - Riflessioni scandinave di Federico Caffè, Edizioni Città Aperta, Troina (Enna), (2004). Nuova edizione con il titolo Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa, Castelvecchi, Roma, (2012)
Giuseppe Amari (a cura di), Federico Caffè: un economista per il nostro tempo, Roma, Ediesse, 2009.
Voce "Federico Caffè" in AA.VV., Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Roma, Acc. dei Lincei, 1976, p. 797-798.

Cinema

Alla tragica scomparsa di Federico Caffè è dedicato anche il film di Fabio Rosi "L'ultima lezione", dove la parte dell'economista è interpretata dall'attore Roberto Herlitzka.

fonte: Wikipedia

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