2013-04-24

Osho Rajneesh



« Se non c'è uno specchio, non vuol dire che non hai un volto. »

(Osho, Con te e senza di te)

Osho, alla nascita chiamato Chandra Mohan Jain (hindi devanagari: चन्द्र मोहन जैन), anche noto come Acharya Rajneesh dagli anni Sessanta in poi e come Bhagwan Shree Rajneesh negli anni Settanta e Ottanta - adottò il nome Osho, che significa probabilmente "oceanico", nel 1989, è stato un filosofo, mistico e maestro spirituale (guru) indiano, che acquisì seguito internazionale. I suoi insegnamenti sincretici enfatizzano l'importanza della meditazione, della consapevolezza, dell'amore, della celebrazione, della creatività e dell'umorismo - qualità che egli riteneva soppresse dall'adesione a sistemi di credenze statici, alla tradizione religiosa, al socialismo. Fu un forte critico delle religioni organizzate e dei sistemi di potere ad esse legati. Egli considerava la maggior parte delle credenze religiose come superstizioni che nascondevano la verità sull'illuminazione. Le sue idee ebbero un notevole impatto sul pensiero New Age occidentale e sulla controcultura ereditata dagli anni sessanta e la loro popolarità è decisamente aumentata dalla sua morte.
Osho era un professore di filosofia e viaggiò per l'India negli anni Sessanta del XX secolo come conferenziere. Le sue posizioni contro il socialismo e la religione istituzionale erano considerate controverse. Sosteneva anche una più aperta attitudine verso la sessualità, una posizione che gli guadagnò il nomignolo di "guru del sesso" presso la stampa indiana e successivamente internazionale. Nel 1970 si stabilì per breve tempo a Mumbai (Bombay). Prese ad iniziare discepoli, noti come neo-sannyasin e assunse il ruolo di maestro spirituale. Nei suoi discorsi rentrerpretava gli scritti di tradizioni religiose, mistici e filosofi di tutto il mondo. Trasferitosi a Pune nel 1974, fondò un'ashram che attrasse un gran numero di occidentali. L'ashram offriva terapie derivate dallo Human Potential Movement ai suoi seguaci occidentali, e apparve sui giornali in India e all'estero, in particolare per i suoi insegnamenti permissivi e provocatori. Verso la fine degli anni Settanta, vi erano contrasti crescenti col governo e con la società indiani.
Nel 1981 Osho si trasferì negli Stati Uniti e i suoi seguaci fondarono una comune, in seguito nota come Rajneeshpuram, nello stato dell'Oregon. Entro un anno la guida della comune entrò in conflitto con i residenti locali, principalmente riguardo all'uso dei terreni, con episodi di ostilità da ambo le parti. L'ampia collezione di Rolls-Royce di Osho, donata da alcuni ricchi seguaci, divenne famosa. La comune di Osho collassò nel 1985, quando Osho in persona rivelò che i dirigenti della comune avevano commesso numerosi gravi crimini, incluso un attacco biologico contro i cittadini di The Dalles. Osho fu arrestato poco dopo e accusato di violazioni della legge sull'immigrazione. Fu estradato dopo una richiesta di patteggiamento. Ventuno Stati gli negarono l'ingresso, e Osho dovette viaggiare a lungo prima di tornare a Pune, dove morì nel 1990. La sua ashram è oggi l'Osho International Meditation Resort.

L'infanzia

Osho nasce a Kuchwada nel Madhya Pradesh, in India Centrale, l'11 dicembre 1931, in una famiglia jainista, anche se verrà influenzato molto anche dall'induismo nella sua formazione. Egli ha raccontato come il periodo dell'infanzia ebbe grande influenza sulla sua crescita, perché in casa dei nonni questi gli diedero la massima libertà e gli dimostrarono grande rispetto. Fu lasciato senza cure particolari né restrizioni o alcun tipo di educazione imposta. Come egli stesso ebbe a dire, i bambini, durante i primi sette anni, vengono influenzati in maniera negativa dall'esser forzati ad imparare e dal negare loro la dignità: "se ad un bambino nei suoi primi anni è permessa la libertà, crescerà forte e abbastanza intelligente da decidere e discutere, e potrà auto-educarsi". Se un bambino riceve rispetto, afferma Osho, è più obbediente verso i genitori; se i genitori ignorano la sua individualità, il bambino a sua volta li ignorerà.

L'«illuminazione» e le prime comunità

Da giovane Osho era ateo e marxista: rinnegherà più tardi la sua posizione politica. Il 21 marzo 1953, all'età di ventun anni, dopo un intenso periodo ebbe l'esperienza dell'"Illuminazione", quella in cui si raggiunge il più alto grado di consapevolezza, dove " la goccia si fonde nell'oceano, nell'attimo stesso in cui l'oceano si riversa nella goccia". È il momento della suprema comprensione, della caduta di tutti i veli che impediscono la chiara visione della realtà. Convinto dell'importanza di ciò che aveva acquisito, da allora volle invitare ogni individuo a condividere la sua esperienza. Cominciò così a viaggiare per l'India, istituendo dibattiti e convegni e attirando migliaia di persone.
Conclusi gli studi, insegnò al Sanskrit College di Raipur e successivamente negli anni sessanta ottenne la cattedra di filosofia alla università di Jabalpur. Nel 1969 un gruppo di discepoli stabilì una fondazione in supporto al suo lavoro, permettendogli di lasciare il lavoro universitario. Iniziò a proporre le sue tecniche di meditazione con l'intento, condiviso da antiche tradizioni, di raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, che per Osho e per la corrente spirituale di cui lui è stato l'iniziatore si può concretizzare in quello che in Oriente viene chiamato il «risveglio» interiore. Il 26 settembre del 1970 iniziò il suo primo discepolo (o sannyasin) durante una meditazione all'aperto, uno dei grandi incontri in cui dava conferenze e guidava meditazioni di gruppo.
Nel 1974 si trasferì a Pune dove fondò il suo ashram, centro di comunità spirituale e dove intensificò i discorsi offrendo degli spunti per cogliere il Silenzio da cui ha origine la consapevolezza. Qui il flusso di visitatori, in particolar modo quelli occidentali, diventò inarrestabile. Alla fine degli anni '70 l'ashram di Pune ospita il Centro di terapia e di crescita interiore più grande del mondo, dove migliaia di persone accorrono per partecipare a gruppi terapeutici e a corsi di meditazione, per ascoltare il discorso giornaliero tenuto al mattino da Osho, ora chiamato Bhagwan, oppure partecipare al darshan (incontro col Maestro) serale.

La comune in Oregon

Nell'estate del 1981 l'esperimento comunitario viene trasferito in America, dove ebbe modo di affermarsi nel mondo occidentale fondando una comune nello stato dell'Oregon (USA) presso il ranch "Big Muddy" ad Antelope. La nuova Comune viene chiamata "Rajneeshpuram ("Essenza di Rajneesh"), è grande ben 65.000 acri, riscuote un grande successo fino ad ingrandirsi alle dimensioni di una piccola cittadina.

Espulsione dagli Stati Uniti

Dopo un inizio travolgente, la Comune entrò in contrasto con le autorità locali, e, nel 1984, alcuni esponenti di spicco del movimento, tra cui la segretaria di Osho, che aveva il comando della comune mentre il guru si era ritirato in meditazione solitaria, organizzarono una serie di attacchi biologici, probabilmente all'insaputa del maestro (secondo i seguaci di Osho), con l'intento di influire sulle elezioni locali. La reazione della popolazione locale costrinse Osho ad allontanarsi dal ranch e a rifugiarsi presso la casa di una discepola. Fu poi arrestato, dopo essersi consegnato alla polizia, ma riconosciuto colpevole solo di violazione di leggi sull'immigrazione, e incarcerato in più prigioni per dodici giorni, fino a che fu condannato a dieci anni di carcere, sospesi con la condizionale, ed espulso dagli Stati Uniti. Osho considerava la faccenda un complotto contro di lui e le sue idee, da parte dei fondamentalisti cristiani.

Il ritorno a Pune

Chiese il visto di ingresso a molti paesi che glielo negarono: solo l'Italia lo concesse dopo lunghe battaglie condotte da seguaci di Osho e da intellettuali come Giorgio Gaber e Federico Fellini ed esponenti politici come Marco Pannella, ma a quel punto il guru era già partito per l'India. Qui il giornalista Enzo Biagi gli fece una lunga e famosa intervista. Ritornò in India e si stabilì nuovamente a Pune. Qui il vecchio ashram divenne la nuova Comune, che ancora oggi, sotto il nuovo nome di Osho International Meditation Resort, riceve persone che vengono da tutto il mondo, fedeli al suo pensiero e alla pratica dei suoi insegnamenti. I libri a lui intitolati, o meglio le trascrizioni dei suoi discorsi, sono centinaia, tradotti e letti in decine di lingue, coerentemente alla persistenza del movimento. Assunse il nome "Osho" in gennaio. Il suo ultimo anno fu rattristato dal suicidio della sua compagna di sempre, che egli riteneva la reincarnazione di un suo amore giovanile. Per il suo mahasamadhi, la partenza fisica dal mondo, lasciò la seguente epigrafe: "OSHO. Never Born, Never Died. Only Visited this Planet Earth between Dec 11 1931 – Jan 19 1990." ovvero "Osho. Mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra dall'11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990". Il corpo fu cremato e le ceneri sepolte sotto una lapide con, appunto, questo epitaffio. Alla sua morte, dopo un lungo periodo in cui la sua salute era sempre più malferma e di cui lui stesso aveva parlato come conseguenza di un avvelenamento da tallio subito in carcere in America, la Comune di Pune, in cui ha sede una "Multiversità dell'essere" con programmi e corsi di crescita interiore, restò guidata da un gruppo di 21 persone da lui nominate qualche tempo prima.

L'insegnamento

Il suo insegnamento è stato considerato da alcuni come un insieme di idee proprie delle filosofie orientali (Induismo, Giainismo, Buddismo Zen, Yoga, Tantra, Taoismo) e di alcuni tratti del pensiero occidentale (psicologia junghiana, psicologia umanista, l'antica filosofia greca, in particolare Socrate, e quella moderna, specialmente Nietzsche e il suo Così parlò Zarathustra), del mondo della mistica Sufi e della religione di Zoroastro.

Il sincretismo e i valori proposti

L' originalità dell'opera di Rajneesh in anni di diffuso interesse per la tradizioni spirituali orientali consiste nell'intenzione di adattare i millenari concetti e pratiche delle antiche culture religiose, mistiche e psicologiche, al moderno uomo occidentale. Da questa esigenza nascono gli esercizi di meditazione dinamica introdotti da Osho, elaborati in modo sincretico. Osho afferma che la grazia più grande che possa essere concessa ad un uomo sia l'esperienza dell'illuminazione spirituale. Questa «illuminazione» non può essere descritta a parole, la mente è inadeguata a comprendere una esperienza che va oltre i dati sensibili. Una definizione può essere questa: è la comprensione, non razionale, di ogni cosa di cui è fatto l'universo; tuttavia, poiché la mente si lascia distrarre da una molteplicità di fattori non riesce a cogliere la totalità. In particolare, le distrazioni provengono dalle attività umane del pensiero razionale, così come dai vincoli emozionali che ci legano alle aspettative della società, con le conseguenti paure e inibizioni. Per chiarire agli ascoltatori il suo approccio e per dare degli strumenti sistematici al suo metodo di ricerca, Osho estrasse e espose varie filosofie da diverse fonti. Fu un ricercatore molto attivo e prolifico: in innumerevoli discorsi sia nella lingua hindi che in inglese si occupò di varie tradizioni spirituali e religiose, incluse quelle di Buddha, Krishna, Guru Nanak, Gesù, Socrate, dei maestri Zen, del Chassidismo (ramo dell'ebraismo), dei Sufi.
Volle evitare di costruire un "sistema di pensiero" dal momento che, secondo le sue parole, nessuna filosofia può esprimere completamente la verità. Una definizione possibile (anche se probabilmente può essere considerata riduttiva) del suo pensiero potrebbe essere quella di una "filosofia della non-filosofia". Oratore consumato, utilizzò il suo acume psicologico, la vastissima cultura di cui era dotato (aveva letto oltre diecimila libri), l'acutissima memoria che lo sorreggeva, per veicolare il messaggio insistendo sul fatto che l'unico scopo per il quale continuava a parlare era quello di convincere gli ascoltatori a guardare finalmente dentro se stessi e contemporaneamente a liberarsi delle abitudini e degli schemi mentali che hanno accompagnato loro per l'intera vita. E per ottenere ciò occorre intraprendere un percorso di meditazione.
Fu spesso erroneamente chiamato il "guru del sesso", dopo che alcuni suoi discorsi della fine degli anni sessanta scandalizzarono la parte della società più conservatrice. Questi, che erano il commento di alcuni libri sacri del Tantra, vennero in seguito trascritti e pubblicati sotto il titolo Dal sesso alla supercoscienza. A suo avviso, «per il Tantra tutto è sacro, e nulla è profano», e ogni morale sessualmente repressiva era controproducente dal momento che «non si può trascendere il sesso senza averne avuto un'esperienza completa e consapevole».

La meditazione

Secondo Osho, la meditazione è uno stato che va «oltre la mente», di totale presenza di sé nel quale raggiungere consapevolmente il silenzio interiore. Egli insistette molto sul fatto che la meditazione non può essere spiegata o descritta in modo esaustivo, essendo un'esperienza nella quale la mente ed ogni pensiero logico (quindi anche il linguaggio) vengono trascesi. La pratica della meditazione non comprende quindi necessariamente pensieri spirituali o religiosi, e non è possibile forzarla con un atto di volontà anche se è una disciplina, ma soltanto lasciare che questo stato di «non mente» cioè del guardare la cosa in sé senza dare giudizi di sorta, si manifesti spontaneamente. È questa la mente del bambino che guarda incantato le meraviglie del mondo; è la mente innocente che si affaccia per la prima volta sull'universo e lo contempla.
Osho partì dal presupposto che l'essere in "meditazione" sia una condizione comune e naturale dell'uomo. Ma, aggiunse, è molto difficile per l'uomo moderno raggiungere tale condizione con le tradizionali tecniche (come sedersi in silenzio semplicemente, a gambe incrociate), poiché egli subisce continuamente tante "distrazioni" e stimoli esterni e la mente è talmente piena di pensieri i quali corrono da una parte e dall'altra che ha perso la capacità di stare immobile e di dedicarsi al proprio ascolto interiore. Per questo motivo individuò alcune tecniche di meditazione attiva' il cui fine essenziale era di calmare la mente per creare quello spazio di silenzio e consapevolezza necessario alla meditazione.
Alcuni di questi esercizi preparatori possono essere ritrovati nelle terapie della moderna psicoterapia occidentale (a.e. la psicoterapia della Gestalt), e consistono nell'alterazione del respiro, nel gibberish (l'esprimersi in un linguaggio sconosciuto), nel piangere o ridere liberamente, nel danzare e muovere il corpo fino a raggiungere lo stato di catarsi, ovvero di crollo delle sovrastrutture mentali e liberazione dalle stesse attraverso un'esplosione emozionale. In questo modo si liberano il corpo e la struttura psico-energetica di tutti quei blocchi emozionali che impediscono la libera espressione di sé nella vita quotidiana.
Le tecniche di meditazione principali proposte da Osho sono chiamate Active Meditations (meditazioni attive) e comprendono le meditazioni: "dinamica", "kundalini", "nadabrahma", "nataraj". Esse si basano sui seguenti presupposti: 1. la concezione di piena identità fra corpo e struttura psichica (ogni emozione repressa o trauma interiorizzato ha un corrispettivo nel corpo fisico); 2. i condizionamenti sociali ed emotivi subiti dall'uomo fin dalla sua prima infanzia, se molto radicati nella propria struttura psicofisica, devono essere eliminati, il che richiede un atto di volontà del praticante.
Osho re-introdusse anche alcune tecniche tradizionali di meditazione, riducendole alla loro più essenziale espressione, astraendole dai rituali e dai formalismi propri, e mantenendone le parti maggiormente «terapeutiche». Inoltre sostenne la teoria per la quale lo stato meditativo può essere raggiunto e mantenuto, con una sufficiente pratica, anche attraverso le azioni quotidiane.

Un'illuminazione terrena

Con la pratica continua, senza interruzioni della meditazione, si ottiene, secondo Osho, l'Illuminazione, ovvero uno stato in cui "si è continuamente in uno stato di meditazione".
Osho non predicò mai una fuga dal mondo terreno verso quello spirituale né contrappose la vita profana alla vita religiosa ma invitò a vivere in maniera "naturale" e consapevole che per lui coincideva con quella sacra. Il percorso che conduce all'Illuminazione consiste quindi nel qualificare, con la massima presenza di sé, ogni atto della vita quotidiana, dal lavoro alla vita di coppia, dal sesso alle relazioni sociali. Non a caso, figura ricorrente nei discorsi di Osho è quella di Zorba il Buddha, che unisce in sé la vita vissuta pienamente sia nella dimensione materiale e quotidiana (simboleggiata da Zorba il Greco, personaggio dell'omonimo romanzo di Nikos Kazantzakis), sia in quella spirituale e meditativa, simboleggiata dalla figura di Buddha. Questa concezione di spiritualità, che è consapevolezza immersa nel quotidiano, è quindi in aperta rottura con la tradizionale visione delle più importanti religioni, per le quali i due mondi sono separati: quello dello spirito e quello della materia.

Opere

Gli insegnamenti di Osho sono stati raccolti in circa seicento libri, molti dei quali tradotti in italiano. Bibliografia essenziale dei libri tradotti in lingua italiana ordinati in base ai temi trattati.

Biografie

Dimensioni oltre il conosciuto, Roma, Edizioni Mediterranee, 1982.
Bagliori di un’infanzia dorata, Roma, Edizioni Mediterranee, 1988.

Chassidismo

L'arte di morire, Firenz, Giuntina, 1992.

Cristianesimo

Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti. Commenti ai Vangeli. India, 21-30 ottobre 1975, Roma, Libreria Camelot editrice, 1995; Roma, Il Minotauro, 2006.

Insegnamenti vari

La dottrina suprema. 17 discorsi sulla Kena-Upanishad, tenuti il mattino e la sera, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1983.
Con te e senza di te. Una nuova visione delle relazioni umane, Milano, Mondadori, 2005.

Libri di e con sannyasin

Le lacrime della rosa mistica di Swami Rajneesh - a cura di Swami Gyan Visarjana (2008)
I miei giorni di luce con Osho. Il nuovo Sutra del Diamante di Ma Prem Shunyo, Peschiera del Garda, Edizioni del Cigno, 1996.

Meditazione

Il Libro Arancione. Le tecniche di meditazione di Osho, Roma, Edizioni Mediterranee, 1983.
Mistici occidentali 2010
Zarathustra un Dio che danza. 23 discorsi sul Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche, Genova, ECIG, 1989.
Zarathustra il Profeta che ride. 23 discorsi sul Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche. Vol. 2, Genova, ECIG, 1991.

Sufi

Le onde e l'oceano (2004)

Tantra

Il libro dei segreti. Discorsi su Vijnana Bhairava Tantra, Milano, Bompiani, 1978.
I segreti della trasformazione, Milano, Tascabili Bompiani, 2000.
I segreti del tantra, Milano, Tascabili Bompiani, 2003.
I segreti della gioia, Milano, Tascabili Bompiani, 2005.
I segreti del risveglio, Milano, Tascabili Bompiani, 2007.
Liberi di essere. Il libro della comprensione, Milano, Mondadori, 2007.

Tao

I libri del fiore d'oro. Discorsi su il segreto del fiore d'oro, Milano, Bompiani, 2007.

Buddhismo

L’antico canto dei pini. Lo Zen passo per passo, Torino, Libreria editrice Psiche, 1991.
Il sutra del diamante. Discorsi sul sutra Vajrachchedika Prajnaparamita di Gautama il Buddha, Milano, Edizioni del cigno, 1995.

Filmografia

"Osho Bhagwan Shree Rajneesh" - intervista filmata di Silvano Agosti

fonte: Wikipedia

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