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domenica

TSO: prove generali di dittatura



Marcello Pamio

Che il caldo dia alla testa è abbastanza risaputo, se poi a questo aggiungiamo qualche ettolitro di prosecco rigorosamente chimico, allora la demenza si fa preoccupante...
Esattamente come sono preoccupanti le dichiarazioni dei governanti, le attuali marionette messe sopra le cadrieghe che contano.
Da un po' di tempo sono venute alla ribalta le teorie della terra piatta, ma l'unica cosa realmente piatta è l'elettroencefalogramma degli individui al governo. La piattezza in politica oramai è lapalissiana, non esiste più alcuna differenza tra i partiti: dal ministro della salute, allo sceriffo del Veneto, dal PD, ai cinquestelle arrivando fino alla Lega infatti il modo di agire è il medesimo, e questo dovrebbe farci riflettere un bel po'...
Pensavamo di aver raggiunto il massimo grado di mentecattagine con una banale influenza? Macché, al peggio non esiste limite.
Il Ministro della salute Roberto Speranza (convolato a nozze nel 2015 in una città decisamente casuale: Gerusalemme), sta valutando “l'ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa”. Valutano in pratica “il Tso per chi rifiuta la quarantena”.
Capito l'antifona? In Italia non si è liberi di intraprendere un percorso terapeutico e neppure il suo contrario: cioè non è permesso non curarsi, se non con i loro protocolli.
Che sia chiaro: alla salute dei sudditi ci pensa lo Stato: prima li sodomizza e poi li cura. Prima mette loro una bella camicia di forza, poi se rompono le balle li imbottisce di psicofarmaci e infine viene curata l'influenza.
Se il ministro col kippah in tasca è in balia degli eventi, o meglio in balia delle lobbies, il governatore del Veneto Luca Zaia, anch'esso col cropricapo ebraico, sfoggia la spilla dorata da sceriffo: “ricovero coatto e Tso per chi rifiuta le cure”. Non ha nessun dubbio!


Matteo Salvini e Luca Zaia
Per lo statista veneto, il Trattamento sanitario obbligatorio “non si usa solo per i casi di malati di mente”, ma si può “usare anche per l'epidemia, per chi non vuole stare in ospedale se è infetto”.
Non si limita a questo purtroppo, perché l'esperto di prosecco chiede a gran voce che “a livello nazionale si possa portare al penale la violazione dell'isolamento fiduciario anche del negativo”.
Questo è molto interessante perché il governatore del Veneto vorrebbe mandare in galera anche chi viola l'isolamento SENZA aver nessun sintomo. Quindi una persona sanissima, senza sintomi e con il tampone negativo, per Zaia deve rimanere incarcerata a casa.
Il leader della Lega Matteo Salvini riferendosi alle minchiate al quadrato sparate dal collega di partito veneto dice che “fa bene a essere rigoroso”.
Siamo di fronte a ignoranza megagalattica oppure a “dissonanza cognitiva”?
La cosa certa è che quando si dice una cosa e il suo contrario, il cervello va in pappa.
Il Tso è una misura di prevenzione adottata nel caso di persone in stato di profonda alterazione psicofisica, ed è regolamentato da una legge del 1978.
Per cui Zaia e Speranza non possono non sapere che il primo problema per una sua applicazione alle persone positive al coronavirus sarebbe di tipo normativo.
Una persona deve venire giudicata da un medico con l'ausilio se necessario dell'intervento delle forze di polizia. Ma se lo psichiatra reputa che quella persona è presente a se stessa e non ha caratteristiche psico-fisiche alterate come può far applicare il Tso? Come può un medico firmare il Tso nei confronti di una persona sanissima (negativa al tampone) o asintomatica o con la febbre, se è mentalmente sana e lucida? Non si può, a meno che non vadano a modificare la normativa vigente!
A rincarare tale dose d'ignoranza ci pensa anche il presidente dell'Anci (associazione che raduna tutti i sindaci d'Italia), Antonio Decaro il quale ha auspicato che per “aiutare a controllare i focolai ci sia stato dato intanto il potere di disporre velocemente un Tso”.
Insomma tutti desiderano uno strumento più veloce e snello per psichiatrizzare quelli fuori dal coro, perché detto tra noi, le masse belanti non creano nessun problema al Sistema!
Sfugge a lorsignori un piccolo fatto: esiste già il reato penale per chi è a conoscenza di una patologia. L’articolo 438 del codice penale prevede pene tra gli 8 anni e l’ergastolo per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni.
Infine risultano ancora più preoccupanti le recenti dichiarazioni del Codacons: “sì a Tso per positivi che sfuggono a isolamento”, anche perché l'associazione dei consumatori è composta da avvocati!
Ma forse al Covid va il merito di aver tolto la maschera al Sistema, a tutte quelle persone cerebralmente anestetizzate, ma soprattutto ai lupi trasvestiti da agnelli...
Il “mongolino d'oro” però va al dottor Stefano Vella, infettivologo della Sapienza di Roma, il quale ha benedetto il Tso perché “lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie”.
Secondo Vella lo Stato può e deve decidere cosa è bene per un cittadino.
Un simile discorso generico è molto preoccupante perché lo si può estendere a chi rifiuta i tamponi o le cure per il Covid (ricovero, farmaci e vaccini), ma anche a tutti quelli che rifiutano per esempio i protocolli oncologici, e non solo...
Se questa non è una dittatura, cosa manca?
All'inagurazione della masseria della famiglia di Bruno Vespa, assembramenti di invitati, fotografi, giornalisti tutti senza mascherina e senza rispettare la distanza. Quello a destra è Luca Zaia!!!
Loro possono e noi no.


A sinistra Michele Emiliano Presidente Regione Puglia (PD), al centro Bruno Vespa (PD, Lega, Cinque Stelle, ecc.) e a sinistra Luca Zaia (Lega)
Il miracolo del Covid: unisce tutti!!!
 
fonte: DISINFORMAZIONE
 

mercoledì

Ben Gurion, padre di Israele: massacrate donne e bambini

«Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre». Sembrerebbe Hitler, ma non è lui. «C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti». A parlare non è Himmler, non è Goebbels, ma il “padre” dello Stato d’Israele, David Ben Gurion. Obiettivo di queste “raccomandazioni” affidate alle sue memorie: «Ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba». Letteralmente: pulizia etnica. «Quell’uomo – accusa Paolo Barnard – pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’Olp, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele». Problema: la “narrazione” dominante in Occidente ignora questa atroce verità storica in modo sistematico. E’ negazionismo: la stessa infamia che pretende di negare l’abominio di Auschwitz.
«Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti», dice David Ben Gurionl’intellettuale ebreo Norman Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto. «Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa», si sfoga il 17 novembre 1948 l’allora ministro dell’agricoltura del neonato Israele, Aharon Cizling, dopo i primi massacri compiuti dal nuovo Stato sui palestinesi innocenti. Sempre in quell’anno, dal “New York Times” si leva la voce di Albert Einstein, che definisce l’emergere delle forze di Menachem Begin, futuro premier israeliano, come «un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti». Paolo Barnard cita anche il compianto Edward Said, palestinese e docente di letteratura alla Columbia University di New York, che nel 2008 pubblicò il saggio “Il tradimento degli intellettuali”, puntando il dito contro «la vergognosa Edward Saidritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele».
Non vedo, non sento, non parlo: come le “tre scimmiette”, in troppi ignorano deliberatamente «i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea». Di tradimento si tratta, aggiunge Barnard, «perché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile». In altre parole, «è un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna: è complicità nei crimini ebraici in Palestina», dal momento che «l’unica speranza di porre fine alla barbarie», in quelle terre martoriate, «sta nella presa di posizione decisa dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e Menachem Beginprigioniero nell’indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione».
Barnard accusa direttamente l’intellighenzia occidentale, la “disattenzione” sospetta di televisioni e giornali, nonché l’indulgenza puntualmente dimostrata, verso il governo di Tel Aviv, da parte di opinion leader italiani come Marco Travaglio, Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni. «Se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome – che è: pulizia etnica dei palestinesi – mai si arriverà alla pace laggiù». E dato che «l’orrore continua», non denunciarlo significa averne «piena e primaria corresponsabilità». L’ipocrisia, aggiunge Barnard, sta nel fatto che i negazionisti filo-israeliani «possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla pulizia etnica dei palestinesi», senza essere «ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni dalle vittime dell’apartheid sudafricana», a partire da Nelson Mandela, «o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia».
Purtroppo è l’evidenza della storia a parlare: il progetto sionista di una “casa nazionale” ebraica in Palestina nasce molto prima della Shoah, già alla fine dell’800, «con la precisa intenzione di cancellare dalla “Grande Israele” biblica la presenza araba». Popolazione da annientare «attraverso l’uso di qualsiasi mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni». I palestinesi, aggiunge Barnard, erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell’Olocausto. «Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di pulizia etnica della Palestina», che Gaza, la strage dei bambiniperaltro è diventata il motore permanente dell’instabilità geopolitica in tutto il Medio Oriente, seminando la piaga dell’odio.
Per quanto «assassina e ingiustificabile», anche se «non incomprensibile», la violenza arabo-palestinese è sempre «una reazione, disperata e convulsa», di fronte ad oltre un secolo di progetto sionista, e in particolare «a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi». Atrocità talmente scioccanti da costringere la Commissione dell’Onu per i diritti umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele «un insulto all’umanità», come avvenuto nel 1977, nel 1985 e nel 2000, prima ancora dell’Operazione Piombo Fuso che ha massacrato oltre 1300 abitanti di Gaza, per lo più civili, compresi i bambini “arrostiti” dalle bombe al fosforo bianco. «La differenza è cruciale», sottolinea Barnard: «Reagire con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è agire violenza». Per questo, «è immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade». Ed è altrettanto immorale «condannare il “terrorismo alla spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande Terrorismo israeliano».
Le prove sotto sono gli occhi di tutti, ingombrano archivi e biblioteche: si tratta di migliaia di documenti schiaccianti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell’Onu, delle maggiori organizzazioni per i diritti umani del mondo, di intellettuali e politici, nonché testimoni ebrei indignati di fronte a uno spettacolo così insostenibile. Non mancano i saggi che cercano di sintetizzare l’enormità dell’accaduto: dal celebre “La pulizia etnica della Palestina”, dello storico israeliano Ilan Pappe, a “Pity The Nation” di Robert Fisk, fino a “Perché ci odiano”, lavoro dello stesso Barnard pubblicato da Rizzoli. Sterminata la documentazione online da parte di organizzazioni civili ebraiche, anche israeliane: “Jewish voice for peace”, “Btselem”, “Zope Gush Shalom”, “Kibush”, “Rhr Israel”, “Other Israel”. Dati che trovano conferma anche negli archivi di Amnesty International e di Human Rights Watch, oltre che Ilan Pappenella libreria delle Nazioni Unite a New York, alla voce “La questione palestinese”.
Dal grande libro dell’orrore: «Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno». Ariel Sharon, futuro “macellaio” dei profughi di Sabra e Chatila, prima ancora di diventare premier fu condannato per terrorismo nel 1953 dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per aver «rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni, facendole esplodere». Storica anche la preoccupazione dell’ambasciatore israeliano all’Onu, Abba Eban, che nel 1981 protesta con Menachem Begin: «Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome». Nel dicembre 1982, nel contesto della guerra in Libano, un’altra risoluzione dell’Onu definisce «un atto di genocidio» il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila, condotto sotto la «personale responsabilità di Ariel Sharon». Ancora nel 2007 il sudafricano John Dugard, “special rapporteur” dell’Onu per i diritti umani, scrive che l’occupazione israeliana non è altro che “apartheid razzista sui palestinesi”, e John Dugardche il governo di Israele dovrebbe essere processato dalla Corte di Giustizia dell’Aja.
«Esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani, che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco, che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi», accusa Paolo Barnard. Prove che dimostrano che il governo di Tel Aviv «viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga, ammazza i sospettati senza processo e con loro centinaia di innocenti, punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze sciite». Ventimila i civili massacrati solo in Libano, tra il 1982 e il 2006, per poi reclamare lo status di “vittima del terrorismo”. Peccato originale, la storica controversia sul Piano di Spartizione della Palestina del 1947, per la nascita dello Stato di Israele dopo la smisurata tragedia dell’Olocausto: secondo il mainstream occidentale quel piano fu respinto solo dagli arabi, ostili alla consacrazione ufficiale dell’insediamento ebraico, mentre fu lo stesso Ben Gurion – dice Barnard, citando i diari del politico sionista – a rigettare la nuova mappa disegnata dall’Onu, benché privasse i Ariel Sharonpalestinesi di ogni risorsa importante.
La prima guerra arabo-israeliana del 1948, celebrata come eroico atto di resistenza del neonato Stato ebraico, che gli arabi volevano “uccidere nella culla”? «Fu una farsa, dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta», replica Barnard. «Tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi», come confermato sempre dai suoi diari. E la Guerra dei Sei Giorni nel 1967? «Fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in anticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad, Meir Amit, a McNamara a Washington prima delle ostilità, mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace», come si evince dagli archivi desecretati della Johnson Library, negli Usa. E via così, fino agli incontri di Camp David nel 2000: «Furono un inganno per distruggere Arafat». Barnard lo dimostra nel saggio “Perché ci odiano”, intervistando i mediatori di Clinton. «I governi di Israele – aggiunge l’ex inviato di “Report” – hanno redatto 4 piani in sei anni per la Meir Amitdistruzione dell’Autorità Nazionale Palestinese sancita dagli accordi di Oslo, mentre fingevano di volere la pace».
Quei piani si chiamavano “Fields of Thorns”, “Dagan”, “The Destruction of the PA”, “Eitam”. Storia capovolta fin dai preliminari, persino nel caso della sanguinosa escalation per il controllo della Striscia: «La tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008», come confermano il “Guardian” e lo stesso quotidiano israeliano “Haaretz”, che denunciano «l’assassino di 6 palestinesi». E queste, aggiunge Barnard, sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla “epopea” sionista: «Ricordo ai nostri “intellettuali” di andarle a leggere, queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze». Da parte loro, siamo di fronte a una «ignoranza non scusabile», perché l’evidenza storica traccia di Israele un profilo inquietante: «Uno Stato innanzitutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi “canaglia”, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante».
Problema: continuare a seppellire «la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese» sotto quello che appare «un oceano di menzogne e di ipocrisia», nella più totale indifferenza di fronte allo strazio infinito di un popolo, «causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani». Sono più di cento anni, conclude Barnard, che il nostro mondo occidentale sta umiliando i palestinesi: li sta «tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario». Per di più, da almeno sessant’anni chiamiamo quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. «Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno».

fonte: LIBRE IDEE

domenica

ecco chi è il criminale Giorgetto Soros! Chiamato filantropo dai suoi servi




Ecco a voi uno dei peggiori criminali della storia dell’umanità: George Soros!
Negli anni ’90 ha dato il via alla distruzione della nostra nazione, speculando sulla nostra moneta grazie al quale ha guadagnato in pochissimo tempo MILIARDI!
Giustamente per ringraziarlo, l’università di Bologna, ha ben pensato di assegnargli una laurea “ONORIS CAUSA”.
Giorgetto è colui che foraggia tutte le guerre del mondo e punta alla distruzione di quegli stati che non si piegano ai voleri imperialisti e agevola con le sue ONG l’invasione selvaggia dell’Italia e dell’Europa.
Questo demone non pensa certo alla beneficenza o al bene collettivo. Eppure tanti SFIGATISSIMI COGLIONI ANTIFA “NO BORDER” GLOBALISTI (anche se si dichiarano no global), che sono i nemici della società civile, lo santificano perché ci sta riempendo ogni angolo della nostra nazione di disperati provenienti per lo più dall’Africa profonda sub-sahariana.
Un’ammasso di idioti che vivono nella fantasia, che non conoscono la storia, che non hanno la minima idea di come funziona la società, l’economia, la sicurezza, il  lavoro ecc… 
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George Soros
1) E’ condannato all’ergastolo in Indonesia e alla pena di morte in Malesia per speculazione sulle monete locali.
2) E’ stato condannato dallo Stato francese per insider trading a pagare una multa di 2,1 miliardi di dollari. Appellatosi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la condanna è stata confermata.
3) Dopo varie condanne in mezzo globo, da alcuni anni “lavora” principalmente da Londra.
4) E’ il principale promotore della liberalizzazione della droga nel mondo, e attraverso l’Università di Harvard ha fatto raccomandare uno studio che propaganda la produzione ed il traffico di droga come rimedio agli eccessivi deficit di bilancio.
5) Secondo il Wall Street Journal, Soros è “la mano” dietro la quale negli ultimi anni si sono fatte massicce campagne di vendite allo scoperto da parte degli hedge fund (“fondi speculativi”) con l’obiettivo di portare l’euro alla parità 1:1 con il dollaro, mentre allo stesso tempo chiede di rafforzare il sistema di governo sovranazionale dell’euro attraverso gli Eurobond, ed è un fortissimo sostenitore del TTIP.
6) Dopo la speculazione su Lira e Sterlina nel 1992, Soros guadagnò più di 2 miliardi di dollari.
7) In Italia, come “ringraziamento”, invece di un mandato di cattura ha ricevuto 4 anni più tardi la laurea honoris causa all’Università di Bologna, consegnatagli direttamente da Romano Prodi.
8) Sempre in Italia e sempre nello stesso anno (1996), ci fu anche un’inchiesta della Guardia di Finanza sui fatti del ’92 per constatare se anche “influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira”.
Secondo “Il Mondo”, tra i nomi c’erano quelli di Romano Prodi, Enrico Cuccia (ex Bankitalia e Mediobanca), Guido Rossi (quello poi divenuto famoso per “Calciopoli”) e Luciano Benetton.
Ovviamente le Procure insabbiarono tutto in un amen.
9) Ritiratosi nel 2000 dalla carriera di “speculatore” per concentrarsi sulle sue “fondazioni”, ebbe a dire: ” Sono certo che le mie attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l’ombra di un rimorso perché ho fatto un profitto dalle speculazioni. L’ho fatto semplicemente per far soldi”.
10) Soros disse che i 10 mesi dell’occupazione nazista in Ungheria furono “i più belli della mia vita, così avventurosi…”.
11) Soros finanzia Barack Obama dal 2004. E’ il terzo azionista della IDG, “coop rossa” controllata dalla Lega delle Cooperative, cioè dal PD.
12) Soros ha ammesso in diretta televisiva alla CNN di aver finanziato la “rivoluzione colorata” dell’Ucraina di piazza Maidan per “favorire l’inserimento di una giunta amica degli Stati Uniti”.
13) Ha ammesso chiaramente di aver finanziato in passato, tra le altre, la prima Rivoluzione Arancione in Ucraina, la Rivoluzione delle Rose in Georgia, la Rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan, la Rivoluzione Zafferano in Myanmar e la rivoluzione verde in Iran.
Non ha ammesso di aver finanziato i Black Bloc ed il Popolo Viola in Italia.
14) I suoi più grandi “seguaci” tra i politici sono stati e sono Tony Blair, Bill Clinton, François Mitterrand, Jacques Attali, Gerhard Schröder, Christine Lagarde, François Hollande, Romano Prodi, Marco Pannella, Julya Tymoschenko, Victoria Nuland.
15) Finanzia vari gruppi editoriali, come l’Huffington Post, vari movimenti “ambientalisti”, vari movimenti “femministi” (come le Femen e le Pussy Riots).
16) Soros vorrebbe meno sovranità anche per gli USA, a favore di organismi sovranazionali come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.
17) Soros si auto-definisce “un estremista ambientale”, vede se stesso come “una figura messianica” e vorrebbe essere ricordato come “un efficace speculatore”.
18) Finanzia ONG, arcigay, puttanate per i diritti umani ecc ecc.
19) Sky ha trovato manualetti per i migranti di sua eminenza George sulla rotta Balcanica.

Becchi: gli uomini liberi non vanno in giro con la museruola

Quando scoppiò l’epidemia da Hiv immediatamente risultò chiaro che un modo per contenere la sua diffusione c’era ed era molto semplice: usare il preservativo. Avere rapporti sessuali con estranei non protetti poteva diffondere la malattia ed il modo per evitarlo era in fondo molto semplice. Usare una precauzione. Anche allora, ricordate, c’era chi sosteneva che bastava baciarsi, per infettarsi, ma un medico – baciando in bocca una bella ragazza sconosciuta, che si era prestata al gioco – dimostrò che erano solo favole. Certo, la malattia era seria e per guarire i malati ci sarebbe dovuto essere un vaccino, ma sono passati un sacco di anni, e del vaccino non c’è ancora traccia. Mentre, per fortuna, alcune cure sono state nel frattempo sperimentate con successo, e oggi si muore sempre meno a causa di questa infezione virale. Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo virus che ha prodotto una emergenza epidemiologica in molte parti del pianeta, la quale si è presentata nella forma di una influenza virale, e anche in questo caso si è individuato uno strumento di protezione: la mascherina. C’è chi persino sostiene che l’uso regolare di essa dovrà essere prolungato sino alla scoperta di un vaccino, non prendendo in considerazione che ci vorrà del tempo, molto tempo, e non è neppure detto che alla fine si trovi il vaccino.
Ecco perché la cosa più importante da fare sarebbe quella di studiare le cure, come del resto alcuni medici, peraltro ostacolati, stanno cercando di fare. Ma è proprio vero che è assolutamente necessario, sino alla scoperta di un vaccino, l’uso della Mascherinemascherina? Beninteso, non intendo contestare la sua utilità nel momento in cui si sta diffondendo una influenza virale; soprattutto il personale sanitario dovrebbe essere in questo caso obbligato a farne uso proprio per evitare la diffusione del contagio, e lo stesso vale per gli infetti. Se fosse stata tempestivamente adottata una tale misura, i danni sarebbero stati sicuramente minori. La cosa paradossale è che quando la mascherina era indispensabile, nessuno la utilizzava o addirittura se ne sconsiglia un uso generalizzato; ora invece che essa non è più indispensabile o addirittura è nociva per la salute, la si vorrebbe rendere obbligatoria per tutti. C’è chi ritiene persino che la mascherina diventerà la nuova moda dell’estate, che dovremmo tenerla in spiaggia, per strada, quando si passeggia; insomma, pare proprio che della mascherina non ci libereremo tanto facilmente. Sarà la protagonista della fase due.
È certo un problema farsi un aperitivo con una mascherina. Pare che ne stiano progettando alcune speciali con buco attraverso il quale con l’uso di una cannuccia si potrà bere un Martini. Più difficile è mangiare con la mascherina, ma l’immaginazione italiana è infinita. Oserei dire impossibile baciare con la mascherina, ma baciare è comunque vietato anche tra i coniugi perché è difficile tenere un metro di distanza, in questo caso. C’è del metodo in questa follia? Ha un senso obbligarci a coprire il nostro volto all’aperto, anche quando il virus con il caldo non riesce a sopravvivere? Anche il “Corriere della Serva” non riesce più infatti a nascondere l’evidenza, vale a dire che la curva epidemiologica – purtroppo per il governo – è in discesa. Ragioni Mascherinasanitarie, dunque, io non ne vedo. L‘intenzione è allora quella di lanciare un nuovo capo di abbigliamento? Un tempo la cravatta per gli uomini e il foulard per le donne e ora la mascherina per tutti? Insomma, la mascherina realizza finalmente la parità dei sessi?
Se si trattasse di questo non ci sarebbe niente di male; il male sta nel fatto che vogliono imporre questo nuovo capo di abbigliamento unisex a tutti, e tutte le volte che usciamo di casa. Dal “restare a casa” all’“uscir di casa” sì, ma solo alle condizioni prescritte. Epidemia dell’idiozia? No, c’è del metodo, il metodo del fanatismo. Che differenza c’è infatti tra l’obbligo della mascherina e l’obbligo per le donne musulmane di portare il Burqa o il Niqab? Una imposizione pura e semplice, in questo ultimo caso almeno – se vogliamo – giustificata da tradizioni, usi, e costumi. La mascherina è molto peggio del Burqa, perché noi le mascherine le mettiamo solo a Carnevale quando ogni scherzo Paolo Becchivale. Mentre ora il Comitato Tecnico Scientifico del Governo Terapeutico non scherza affatto. Chi alle regionali di settembre o al referendum vorrà votare dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina e persino i guanti. L’esercizio di un diritto politico fondamentale come quello del voto è meno importante dell’uso della mascherina. Perché siamo arrivati a tanto?
L’unica risposta che mi è venuta in mente è la seguente. Dal momento che l’esperimento sociale del virus in un paese democratico è perfettamente riuscito solo in Italia, dove un popolo intero è stato ridotto per mesi allo stato di “schiavitù volontaria”, forse si può continuare nell’opera di addomesticamento, con questa ultima umiliazione. I cani possono uscire di casa, ma solo con la museruola. E chi non lo farà sarà facilmente individuabile e punibile. Perché è facile distinguere gli uomini con mascherina dagli uomini senza mascherina. Gli uomini senza mascherina saranno il vero pericolo di questa estate. Perché vuol dire che quegli uomini non hanno accettato niente di quello che sinora questo governo ha fatto, non si sono internamente piegati alle limitazioni della loro libertà, non hanno accettato il modo barbaro in cui sono stati bruciati i morti, onde evitare che si potesse scoprire l’”arma del delitto”. Questi uomini non hanno dimenticato il terrore: non quello dell’Isis, ma quello di un governo che ha gettato un popolo intero nel panico collettivo per poterlo dominare. Non l’hanno dimenticato, e per dimostrarlo vanno fieri di uscire senza il bavaglio. Questi sono gli uomini liberi.

(Paolo Becchi, “La mascherina, la museruola”, da “Libero” del 24 maggio 2020; articolo ripreso sul blog di Becchi).

fonte: LIBRE IDEE

sabato

una pandemia così pericolosa che non si trovano infetti



Prof. Adrian Hill del Jenner Institute dell'Università di Oxford
Marcello Pamio

Ecco il titolo dello sconvolgente articolo pubblicato il 23 maggio 2020 sul giornale britannico DailyMail, rifacendosi ad una intervista al Telegraph: “Lo studio sui vaccini dell'Università di Oxford ha solo il 50% di probabilità di successo perché il virus sta scomparendo nel Regno Unito - gli accademici chiedono che vengano infettati i volontari umani”.
Il professor Adrian Hill direttore del prestigioso Jenner Institute dell'Università di Oxford che guida lo studio sul vaccino contro il coronavirus e che dovrebbe fornire 30 milioni di dosi al governo di Sua Maestà entro settembre, ha detto al Telegraph che esiste solo il 50% di probabilità di successo perché il virus sta scomparendo nel Regno Unito!
Purtroppo non è uno scherzo, è tutto vero.
In pratica i 10.000 volontari che riceveranno la dose di vaccino e poi dovranno mescolarsi nella società per essere infettati naturalmente dal virus avranno pochissime probabilità che ciò avvenga perché il corona se ne sta andando.
Quindi gli scienziati non potranno dimostrare se il vaccino fa veramente la differenza!
Come risolvere questo enorme problema? Fortuna vuole che qualcuno in Inghilterra abbia seguito le peripezie del virolprodigo, nonché diversamente-umile Burioni ed abbia proposto di infettare deliberatamente i volontari con il virus per vedere se il vaccino li protegge!
Dopo aver buttato nel cesso le varie carte costituzionali, tutti i diritti umani, ora cancellano di fatto anche la bioetica. Se infatti tralasciamo le sperimentazioni criminali del passato, come quelle del nazionalsocialismo tedesco, da quando in qua un governo accetta consapevolmente di infettare delle persone sane? Tanto più sapendo che il virus sta sparendo da solo senza alcun vaccino...
Che fine hanno fatto la deontologia medica e soprattutto il Giuramento di Ippocrate?

GIURO di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza...”

GIURO di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente”.

Non sono riuscito a trovare la riga dove il medico giura per il bene altrui “di infettare e far ammalare persone sane”, ma potrei aver sbagliato giuramento...
Ovviamente tutto passa in secondo piano quando si parla di vaccini, quando si toccano interessi economici inauditi, compresa la Vita e la dignità dell'essere umano!

Fonti originali

Oxford University vaccine trial has only a 50% chance of success because virus is vanishing in UK - academics call for human volunteers to be infected

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8351369/Oxford-coronavirus-vaccine-trial-50-chance-success-professor-leading-project-warns.html
Oxford University Covid-19 vaccine trial has only 50 per cent chance of success

https://www.telegraph.co.uk/news/2020/05/23/oxford-university-covid-19-vaccine-trial-has-50-per-cent-chance/

fonte: DISINFORMAZIONE

covid-19: il punto di partenza per lanciare una "nuova era" di vaccini geneticamente modificati ad alto rischio



© 8 maggio 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
A cura della squadra di difesa della salute dei bambini
Nota: questo articolo rappresenta la parte I di una serie in due parti che esamina le tecnologie del vaccino COVID-19 e le loro implicazioni. ]
Per settimane, i capi parlanti hanno promosso i vaccini senza responsabilità che salveranno il mondo - così proclamano Bill Gates e Tony Fauci - da quello che Gates ha ora soprannominato "Pandemic I." Mentre Microsoft News lancia storie di auto-congratulazioni per il riorientamento della Gates Foundation delle sue priorità per dedicare "' totale attenzione ' alla pandemia", Fauci - facendo il giro di talk show - promette che un vaccino farà il suo debutto nel gennaio 2021 . Per non essere da meno, la Casa Bianca ha ora svelato "Operation Warp Speed" - uno sforzo congiunto farmaceutico-governativo-militare volto a " ridurre sostanzialmente i tempi di sviluppo di un vaccino" - e il presidente Trump ne promette uno entro la fine dell'anno.
La vaccinazione planetaria COVID-19 - l'obiettivo palese che tutti questi giocatori salivare in previsione - ignora una serie di ostacoli irrefutabili. Per uno, il virus RNA preso di mira, SARS-CoV-2, già "è mutato in almeno 30 diverse varianti genetiche ". Le varianti includono 19 mai visti prima così come "rari cambiamenti che gli scienziati non avrebbero mai immaginato potessero accadere". La conoscenza di queste mutazioni può rivelarsi utile per i medici che desiderano personalizzare meglio i loro trattamenti COVID-19 , ma la proliferazione delle mutazioni rende immensamente più incerte le possibilità di sviluppare un vaccino efficace.
Non preoccuparti, diciamo le entità finanziate da Gates (e anche dal Pentagono ). Gli scienziati che lavorano nel fiorente campo della biologia sintetica sono fiduciosi di poter "superare" e superare in astuzia la natura usando le tecnologie di vaccinazione di prossima generazione come il trasferimento genico e le nanoparticelle autoassemblanti, insieme a nuovi invasivi meccanismi di consegna e registrazione dei vaccini come lo smartphone tatuaggi quantistici a punti leggibili È importante che i ricercatori che hanno sperimentato questi approcci non siano mai stati in grado di superare i " cattivi effetti collaterali"“? Apparentemente no. Aiutato e incoraggiato dai generosi cancelli e dai finanziamenti militari, la pianificazione del vaccino COVID-19 ad alto ventaglio procede rapidamente.
I ricercatori hanno ribadito questo punto ... che per la maggior parte dei vaccini virali emergenti, l'ostacolo principale non è l'efficacia degli approcci convenzionali, ma la necessità di uno sviluppo più rapido e di una diffusione su vasta scala.

Velocità, non sicurezza

Dal punto di vista della produzione, i produttori di vaccini - e in particolare quelli che producono vaccini virali - hanno a lungo sfidato i limiti delle tradizionali tecnologie dei vaccini, che si basano su processi che implicano necessariamente "un considerevole ritardo tra la produzione di antigeni e la consegna del vaccino". I ricercatori hanno ribadito questo punto nel 2018, scrivendo su Nature Reviews Drug Discovery che "per la maggior parte dei vaccini virali emergenti, l'ostacolo principale non è l'efficacia degli approcci convenzionali ma la necessità di uno sviluppo più rapido e di una diffusione su vasta scala ".
Negli anni '80, i produttori furono entusiasti quando gli scienziati svilupparono nuove tecniche di ingegneria genetica (tecnologia del DNA ricombinante) che, attraverso l'uso di "sistemi di espressione" (batteri, lieviti, cellule di insetti, cellule di mammiferi o piante come il tabacco ), rese possibile avviare la produzione di vaccini e produrre i cosiddetti "vaccini subunità". Il vaccino contro l'epatite B è stato il primo a impiegare questo approccio di produzione del vaccino completamente nuovo " e un certo numero di vaccini COVID-19 attualmente in fase di realizzazione stanno impiegando queste tecniche. Tuttavia, un fattore complicante dei vaccini di subunità è che devono essere associati a adiuvanti "immunopotentanti" che tendono ad innescare una risposta immunitaria squilibrata.
Desiderosi di razionalizzare ulteriormente la tecnologia dei vaccini e di abilitare le scorte di vaccini in un arco di tempo ancora più breve , i ricercatori hanno iniziato a armeggiare a metà degli anni '90 con vaccini agli acidi nucleici, che includono vaccini a DNA e vaccini RNA messaggero (mRNA). Come forma di terapia genica, entrambi rappresentano un significativo allontanamento dai vaccini classici. Mentre quest'ultimo introduce un antigene vaccino per produrre una risposta immunitaria, i vaccini con acido nucleico inviano invece le istruzioni del corpo per produrre l'antigene stesso. Come spiega un ricercatore , gli acidi nucleici "fanno sì che le cellule producano frammenti del virus", con l'obiettivo che il sistema immunitario "monti una risposta a quei frammenti del virus".
I ricercatori hanno rapidamente appreso che entrambe le opzioni di vaccinazione del DNA e dell'mRNA hanno gravi svantaggi e, di conseguenza, i vaccini di questo tipo non sono mai stati autorizzati. Tuttavia, quasi un quarto (20/83) dei vaccini elencati dall'Organizzazione mondiale della sanità come “vaccini candidati” COVID-19 al 23 aprile — tra cui due dei principali contendenti — sono DNA (Inovio) o mRNA (Moderna) vaccini (vedi tabella).
I vaccini a DNA, per definizione, comportano il rischio di integrazione del DNA esogeno nel genoma ospite, che può causare gravi mutagenesi e indurre nuove malattie.

Vaccini a DNA

I vaccini a DNA sono destinati a penetrare fino in fondo nel nucleo di una cellula. Secondo uno scienziato biotecnologico, "Questo è un compito incredibilmente difficile dato che i nostri nuclei si sono evoluti per impedire l'ingresso di qualsiasi DNA estraneo (Pensa ai virus!)." Non sorprende, quindi, quando alcuni vaccini a DNA sono diventati studi clinici alla fine degli anni 2000, sono stati afflitti da " potenza non ottimale ". Gli scienziati hanno poi avuto l'idea di risolvere questo problema aumentando la consegna del vaccino con " elettroporazione ": shock elettrici applicati al sito del vaccino (usando un " dispositivo intelligente "") Per rendere le membrane cellulari più permeabili e forzare il DNA nelle cellule. I miglioramenti nell'efficacia del vaccino sono stati abbastanza significativi che l'elettroporazione rimane una caratteristica chiave del design di alcuni candidati al vaccino COVID-19 oggi, incluso il vaccino Moderna che sta accelerando verso gli studi clinici di Fase 2.
Un secondo aspetto dei vaccini a DNA - le loro proprietà che alterano il gene - è ancora più preoccupante e rimane irrisolto. I vaccini a DNA, per definizione, comportano il rischio di " integrazione del DNA esogeno nel genoma ospite , che può causare gravi mutagenesi e indurre nuove malattie". Incorniciato in termini più comprensibili, "l'interruzione del DNA è come l' inserimento di un ingrediente estraneo in una ricetta esistente, che può cambiare il piatto risultante". L'incorporazione permanente di geni sintetici nel DNA del ricevente produce essenzialmente un essere umano geneticamente modificato, con effetti a lungo termine sconosciuti. Parlando della terapia genica del DNA, un ricercatore ha affermato: "Integrazioni genetiche che utilizzano terapie geniche virali. può avere un effetto devastante se l'integrazione fossecollocato nel punto sbagliato nel [il] genoma. " Discutendo specificamente dei vaccini a DNA, la Harvard College Global Health Review elabora:
I potenziali effetti collaterali potrebbero includere l'infiammazione cronica, poiché il vaccino stimola continuamente il sistema immunitario a produrre anticorpi. Altre preoccupazioni includono la possibile integrazione del DNA plasmidico nel genoma ospite del corpo, con conseguenti mutazioni, problemi con la replicazione del DNA, innesco di risposte autoimmuni e attivazione di geni cancerogeni.

vaccini contro l'mRNA

Poiché i vaccini contro l'mRNA sono "particolarmente adatti allo sviluppo rapido", forse non sorprende che stiano attirando l'attenzione come "i coronavirus all'avanguardia ". Secondo quanto riferito, i vaccini contro l'mRNA possono generare risparmi di “ mesi o anni per standardizzare e accelerare. produzione di massa." Preparando la limonata dai limoni, gli addetti ai lavori dichiarano casualmente che "mentre nessun vaccino contro l'mRNA è mai stato autorizzato, la minaccia di una pandemia è un grande incentivo per accelerare i loro progressi."
Le aziende sono innamorate dell'approccio mRNA nonostante le osservazioni secondo cui le grandi molecole di mRNA sono " intrinsecamente instabili ", "inclini al degrado" e possono iperattivare il sistema immunitario. Tra i lati positivi, dal punto di vista degli scienziati del vaccino, i vaccini contro l'mRNA devono raggiungere solo il citoplasma cellulare anziché il nucleo - una "sfida tecnica apparentemente più semplice" - sebbene l'approccio richieda ancora "tecnologie di rilascio che possono garantire la stabilizzazione dell'mRNA in condizioni fisiologiche . ” Formulazioni come il vaccino mRNA-1273 di Moderna affrontano queste sfide utilizzando " modifiche chimiche per stabilizzare l'mRNA" e nanoparticelle liquide per "impacchettarlo in una forma iniettabile".
Gli approcci dell'mRNA sembrano attrarre ricercatori con una visione altamente meccanicistica degli esseri umani. Uno di questi individui elogia l'mRNA per la sua " programmabilità " intrinseca " , affermando" Proprio come [un] computer [sistema operativo], la terapia con mRNA può riprogrammare il proprio corpo per produrre le proprie terapie "[ enfasi nell'originale ]. L'amministratore delegato di Moderna descrive gli approcci dell'mRNA, che utilizzano filamenti di mRNA "personalizzati" per "trasformare le cellule del corpo in fabbriche farmaceutiche ad hoc", come "come un software : puoi semplicemente girare la manovella e far funzionare molti prodotti in sviluppo ". Allo stesso modo, la rivista Nature (commentando la tecnologia mRNA da "una prospettiva biotecnologica e industriale") si rallegra che l'approccio "consente un rapido affinamento concombinazioni quasi illimitate di derivati. "
I ricercatori del vaccino che hanno familiarità con i vaccini sia del DNA che dell'mRNA amano giocare con la sicurezza del vaccino mRNA, citando il fatto che i vaccini non devono penetrare nel nucleo cellulare. Tuttavia, con anni di sperimentazione sul vaccino mRNA alle spalle, nessuno di questi ricercatori ha ancora ottenuto la licenza. Perché? Una risposta potrebbe essere che negli studi preclinici, i vaccini contro l'mRNA hanno mostrato una componente infiammatoria "intrinseca" che rende difficile stabilire un "profilo rischio / beneficio accettabile". Gli appassionati di mRNA ammettono che esiste ancora una comprensione inadeguata dell'infiammazione e delle reazioni autoimmuni che possono derivarne. Ciò solleva molte domande su cosa accadrà se i regolatori concederanno ai produttori di vaccini mRNA COVID-19 il loro desiderio di "un processo accelerato per ottenere prima i vaccini contro l'mRNA. "

Correre verso i profitti

Il dirottamento di quasi tutte le attività economiche, sociali, artistiche e religiose da parte della SARS-CoV-2 è inquietante su molti livelli, non ultimo a causa di ciò che rivela sull'accettazione acritica da parte del pubblico della rotazione ufficiale e sul suo desiderio di proiettili d'argento medici. Come ricercatore di vaccini presso l'Istituto svedese Karolinska ha dichiarato :
Quando la Cina ha messo in quarantena un'intera megalopoli a gennaio, la gente ha detto che "solo la Cina può farlo". Poi abbiamo visto misure altrettanto drastiche in diversi paesi democratici. Penso che dica qualcosa sulla nostra fiducia nelle soluzioni mediche. Oggi ci aspettiamo di essere in grado di sviluppare medicinali e vaccini contro diverse malattie in un modo che non abbiamo fatto in passato.
La corsa allo sviluppo di vaccini COVID-19 che alterano i geni sta inoltre accelerando la fusione dei gemelli siamesi tra farmaceutica e biotecnologica. Il redditizio settore del biopharma è ora il segmento in più rapida crescita dell'industria farmaceutica globale, attualmente rappresenta il 20% del mercato mondiale e mostra un tasso di crescita annuale che è più del doppio rispetto al settore farmaceutico convenzionale. E i vaccini COVID-19 stanno aiutando a salvare le linee di fondo instabili di alcune aziende di biopharma. Nel 2017, ad esempio, Moderna stava lottando per "mantenere a galla la sua sfacciata promessa di reinventare la medicina" dopo una terapia sperimentale su cui contava si è rivelata troppo pericolosa per essere testata sull'uomo. Velocemente al 2020, quando “le cattive notizie sul coronavirus sono buone notizieper azioni Moderna. ” Anche altre società biofarmaceutiche precedentemente attive sui pattini sono in procinto di realizzare profitti record da COVID-19.
Mentre il biopharma persegue la sua corsa illimitata, etico-medica-maledetta verso una pentola d'oro COVID-19, il pubblico deve dare uno sguardo critico ai disincentivi del settore per la sicurezza e anche prendere una posizione ferma contro l'orribile prospettiva del vaccino contro il coronavirus mandati. Altrimenti, è probabile che i vaccini COVID-19 geneticamente modificati inizino a alterare in modo permanente i geni, innescando l'autoimmunità e fungendo da catalizzatore per altre lesioni o decessi da vaccino e, non ostacolati da alcuna responsabilità legale , probabilmente nessuno degli attori commerciali o governativi si occuperà.


Tratto da: https://childrenshealthdefense.org/news/vaccine-safety/covid-19-the-spearpoint-for-rolling-out-a-new-era-of-high-risk-genetically-engineered-vaccines/

L'effetto Bill Gates: il vaccino DTP dell'OMS ha ucciso più bambini in Africa rispetto alle malattie a cui era destinato
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/leffetto-bill-gates-il-vaccino-dtp.html

Il disastro del vaccino Dengvaxia ed era in via di sviluppo da vent'anni: cosa accadrà con un rapido vaccino COVID-19?
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/il-disastro-del-vaccino-dengvaxia-ed.html

Il potenziamento del vaccino COVID-19 di Gates and Company ignora i rischi significativi di vaccino contro il coronavirus SARS noti da oltre un decennio
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/il-potenziamento-del-vaccino-covid-19.html

Ecco perché Bill Gates vuole l'immunita ... Sei disposto a correre il rischio?
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/ecco-perche-bill-gates-vuole-indennita.html

L'agenda del vaccino globalista di Gates: una vittoria per il settore farmaceutico e la vaccinazione obbligatoria
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/lagenda-del-vaccino-globalista-di-gates.html

La pandemia di coronavirus serve a consolidare un'agenda globale?
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/03/la-pandemia-di-coronavirus-serve.html

fonte: INFORMARE SENZA CENSURE