lunedì

il rogo dell'ultimo gran maestro dei Templari


La nebbia si alzava lieve dalla Senna.
La pioggia diffondeva un lugubre messaggio di morte.
Il fango incrostava il passaggio dei carri.
Villani e cittadini si confondevano nella scarsa luce del giorno. 
Le urla si mescolavano alle esclamazioni di sorpresa.
Il passaggio delle bestie non copriva il grido di gioia del popolo, intervenuto per avere luce dal fuoco.
I lunghi capelli dei contadini si confondevano con i sorrisi delle monache.
Mendicanti e fanciulli si accalcavano, schiacciati entro le strette vie della città.
Lo spento scintillio delle alabarde risaltava dalle armature degli uomini della prevostura.
Nel grigiore generale solo i pennacchi dei cavalieri riportavano uno spiraglio di luce.
Era dai tempi del tentativo di sollevazione contro Filippo il Bello che Parigi non ricordava tale baraonda.
Da sempre e per sempre il popolo si muove per terrore o curiosità.
Le infangate turbe non dirigevano i propri passi verso la residenza del Re, ma nei confronti dell’isola di La Gourdaine, detta anche dei Giudei.
Quell’angolo di Parigi era il centro dell’universale attrazione di tutti i movimenti della giornata.
Fortunati coloro che godevano, per nascita o dignità, del privilegio dei posti migliori.
Le nobili donne, appollaiate sulle alte logge, erano il centro dell’invidia e delle sporche parole di coloro che dovevano godersi lo spettacolo dal basso del loro grado sociale.
All’improvviso un cupo silenzio zittì l’isola detta dei Giudei.
Il nulla che precede l’ingresso di nobili e cavalieri che si battono a singola tenzone?
Non si odono trombe.
Non si vedono trofei.
Il vento non accarezza stendardi colorati.


Solo due ampie pire di legna, sormontate da pali, si ergono al centro dell’immenso confluire di persone.
Unico drappo che si mostra, un nero vessillo adornato dalla mano dorata della giustizia.
Il silenzio fu rotto dal suono di un corno e dallo scricchiolare delle armi.
L’araldo utilizzò voce di tuono per farsi udire.
«Indietro cittadini. Indietro villani. Lasciate spazio alla giustizia di Dio e a quella del Re»
L’assenza di suoni si trasformò in un lento brulicare di parole, di bisbigli che non dovevano essere uditi da coloro che stavano alla distanza del braccio teso.
Il cammino della processione era aperto da uno scudiero del Re.
Un drappo azzurro con gigli d’oro si ergeva nello spazio.
Seguivano oltre cinquanta soldati a cavallo, capitanati da Roggero di Foix.
Un passo dietro scudieri, cavalieri, paggi ed illustri personaggi di corte: Carlo di Valois, Roberto di Guienne e Guglielmo di Nogaret, gran cancelliere del Re.
Infine una gran processione di domenicani, guidati da Frate Guglielmo, grande inquisitore di Parigi, che si fece precedere da un Cristo in croce tra due ceri ardenti.
Segno premonitore del fuoco che seguirà.
Presagio della chiusura di quel giorno di marzo del 1314.
Il Cristo illuminato non era chiusura del corteo ma inizio della partecipazione di popolo.
Jacques de Molay, gran maestro dei Templari, avanzava a piedi, con le mani legate, il capo scoperto e la persona addobbata da una logora tunica.
La fisionomia dell’uomo sconvolta dalla durezza delle torture.
Faticava nell’avanzare.
Lo sguardo fiero, senza arroganza.
Il corpo fermo, senza ostentazione.
Seguiva, di uguale aspetto fisico, Geoffrey de Charnay, priore di Normandia.
Dopo un’ora di cammino giunsero alla meta del doloroso viaggio.
Il mare di gente, nell’ansietà del momento, non proferiva verbo.


Guglielmo di Nogaret, con una voce simile a quella dell’angelo della morte, disse:
«Iacopo di Molay, Geoffrey de Charnay, le deposizioni di veridici testimoni, le vostre confessioni e quelle dei vostri fratelli v’incolpano d’apostasia, idolatria e ogni altro genere d’abominio. Il santo concilio di Vienne ha decretato l’abolizione del vostro ordine e l’Inquisizione vi ha rimessi alla punizione del braccio secolare. La giustizia del Re vi condanna a perire di lento fuoco, cosicché si possa perdere memoria delle vostre scelleratezze.»
Jacques udiva in silenzio la sentenza di morte.
Il sangue bolliva.
Le labbra serrate a fatica.
Alzò lo sguardo.
Un cenno con la testa.
«Parlate o Iacopo» disse il grande inquisitore di Parigi.
«Impudenti menzogne» esordì l’ultimo Gran Maestro dei Templari.
«Menzogne noi stiamo ora udendo. Menzogne che voi fabbricaste ai nostri danni. Menzogne che ci strappaste dalle labbra nel momento della tortura. Io attesto qui per Dio, per la Vergine Santa e per San Giorgio, che tutti noi siamo innocenti» concluse Jacques nel suo primo intervento.
«Templari non volete pentirvi?» intervenne prontamente Fra Guglielmo, che aggiunse «confessate, confessate per pietà dell’anima vostra. I vostri minuti sono contati
Jacques de Molay non si fece intimidire e sferzante intervenne « sia. Ma dite a coloro che ci condannano che contati sono pure i loro giorni. Dite a Papa Clemente e al Re che prima di un anno da ora li attendiamo al cospetto della giustizia di Dio. La li attendiamo.»
Guglielmo di Nogaret concluse « Maledizione alle vostre anime. Ola giustizieri fate il vostro dovere ».
Immediatamente costoro attaccarono i prigionieri ai pali.


Uno di loro prese una torcia infiammata ed appiccò il fuoco alla catasta.
Un turbine di fumo avvolse la piazza.
Null’altro si vide per interi minuti.
Il fetido odore delle carni bruciate saliva sino a confondersi con le nebbie del cielo.
Un soffio di vento.
Un attimo.
Un solo respiro.
Le nubi furono dissipate.
Si scorsero nel centro dei fuochi due masse scure, informi, che s’agitarono sino a crollare.
I corpi ricaddero carbonizzati nel mezzo delle fiamme.
Il padre inquisitore intonò il miserere.
Migliaia di bocche ripeterono quelle flebili note.
Il belare umano chiuse il supplizio dell’ultimo Gran Maestro dei Templari.


Papa Clemente V si spense nell'aprile dello stesso anno.
Filippo il Bello giunse sino a novembre, dello stesso anno.


Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

Fabio Casalini - fondatore del blog i Viaggiatori Ignoranti


Bibliografia
Pietro Tamburini - Storia generale dell'Inquisizione - Bastogi, Milano 1862
Georges Bordonove - La vita quotidiana dei Templari nel XIII secolo - Mondadori, 1995
Georges Bordonove - La tragedia dei Templari, Bompiani - 2003

venerdì

sacco di Magdeburgo



da Wikipedia:

« Non c'era null'altro che percosse e incendi, saccheggi, torture, omicidi. In particolar modo ciascuno dei nemici era intento ad assicurarsi più bottino [...] Così in un singolo giorno questa nobile e famosa città, l'orgoglio dell'intera regione, andò in fuoco e fumo; e il resto dei suoi cittadini, con le loro mogli e figli, furono presi prigionieri e condotti via dal nemico »

(Otto von Guericke)

Il Sacco di Magdeburgo fu un episodio della fase svedese della Guerra dei trent'anni e si riferisce all'assedio e al conseguente saccheggio della città tedesca di Magdeburgo; l'assedio ebbe inizio nel mese di novembre del 1630, e la città fu espugnata il 20 maggio 1631.

Con lo sbarco degli svedesi nell'isola di Usedom, in Pomerania, il 6 giugno 1630, e con il conseguente scoppio delle ostilità tra la Svezia e l'Impero, la città di Magdeburgo, unico alleato svedese in Germania, si trovò in una difficile situazione. All'origine del passaggio dalla parte svedese della città ci fu il piano del margravio Cristiano Guglielmo di Brandeburgo, il quale era stato amministratore dell'arcivescovado, ma, nel 1627, era stato deposto dal capitolo del duomo, che puntava al ripristino dei suoi incarichi, un tempo detenuti presso le alte sfere del potere ecclesiastico cittadino. Questi sperò di rientrare in possesso del beneficio con l'aiuto degli svedesi. In seguito alle manovre ed istigazioni del suo cancelliere Stallmann, appoggiato dal clero evangelico, e dietro assicurazione che un notevole corpo di truppe svedesi era in movimento per venire a difendere la città, questa si decise il 1º agosto 1630 a stringere alleanza con Gustavo Adolfo.

La città, con i suoi rifornimenti, rappresentava una base ideale per gli svedesi per il controllo della regione del fiume Elba, e per questo motivo le truppe della Lega Cattolica si diressero verso la città e iniziarono l'assedio, al comando del Conte di Pappenheim.

Nel mese di maggio del 1631 il conte di Tilly giunse con rinforzi cattolici, che permisero di assaltare la città il 20 maggio. Grazie anche ad alcune posizioni già conquistate nelle difese avversarie nei giorni precedenti, l'assalto ebbe successo, e le truppe cattoliche, circa 40.000, entrarono nella città; a questo punto tuttavia persero ogni controllo, e la sottoposero ad un violento saccheggio, che si stima sia costato la vita di 25.000 dei 30.000 abitanti della città.

Le motivazioni del saccheggio e il fatto che sia o meno stato preordinato sono tuttora oggetto di discussione; tuttavia, alcune considerazioni hanno fatto propendere diversi storici per la tesi secondo la quale l'evento non fu ordinato, ma ebbe origine dal furore delle truppe cattoliche, divenute incontrollabili. A favore di questa versione dei fatti vi sarebbe la proposta di resa fatta da Tilly alla città alcuni giorni prima dell'assalto, che sembrerebbe indicare la volontà da parte del comandante cattolico di sfruttare la città come propria base operativa; inoltre ad un comandante esperto come Tilly difficilmente sarebbero sfuggiti gli svantaggi, sia politici che militari, derivanti dalla distruzione di Magdeburgo. Ha trovato seguito anche la tesi secondo la quale a spingere Tilly a consentire il saccheggio alle truppe sia stata l'impossibilità di far fronte, diversamente, alle esigenze di rifornimento per il proprio esercito. Gli approvvigionamenti, infatti, venivano impediti a causa del boicottaggio esercitato da Wallestein sulle linee di rifornimento e sarebbe stata questa situazione a porre il Conte di Tilly di fronte all'esigenza di lasciare mano libera alla razzia della città da parte del suo esercito. La distruzione della città, secondo alcuni storici, sarebbe stata dovuta allo scoppio di un incendio sulle cui cause non si è fatta ancora chiarezza.

Dopo la distruzione di Magdeburgo, la propaganda svedese additò Tilly quale responsabile dell'incendio che aveva divorato la città simbolo del protestantesimo, al fine di distogliere l'opinione generale dall'insuccesso delle forze svedesi, le quali si erano dimostrate incapaci di fornire soccorso alla città assediata e di impedire il massacro.

Il saccheggio ebbe conseguenze politiche rilevanti: convinse i titubanti stati di Sassonia e Brandeburgo ad unirsi alla causa svedese e facilitò in ultima analisi l'invasione svedese della Germania; la presenza di una base fortificata tenuta dai cattolici nella valle dell'Elba avrebbe infatti potuto rappresentare un serio ostacolo per le truppe protestanti.

Documenti d'epoca

« Obbligato che fu il Tillij ad abbandonare il tentativo contro Torgau, e volger i suoi pensieri à Mersburg verso dove mandò il Conte di Pappenheim con parte dell' esercito. La Piazza subito sé gli s’arrese. Entrarono gli Imperiali nel paese di Misnia il più fertile di tutta la Sassonia. Occuparono Veissènfels, Zeitz, Pegau, Jene, Naumburg, e altre Piazze, oltre l'incendio di alcuni Villaggi.S' era di già la Città di Magdeburg dichiarata per il Re Suedo a persuasione di Cristiano marchese di Brandeburg allora Amministratore, poco ben affetto alla Casa d' Austria. Quest' era una Piazza di molta considerazione; mentre ella dominava molte leghe di paese. Situata sopra S Elba, forte, popolata, ricca. Il Tillij per tanto lasciati da parte tutti li travagli dati¬gli dalli progressi de gli Suezzesi, s' applicò all'assedio di quella Città con 30 mila Soldati, cingendola d'ogni parte. Egli prese il suo quartier generale alla parte di Zoll. Pappenheim sopra le strade di Neustat. Il Duca d’Holstein s' allargava sin presso di Crochen. Il Conte di Mansfelt si teneva da Heidech, sino al forte di Marsch. Con gli approcci furono attaccate da 4. le mura; ma con poco effetto per la bontà delli ripari e per la valorosa resistenza dei Difensori. Teneva il Tillij qualche intelligenza tra quei habitanti, da quali era avvisato di quanto passava nella Città. Finse di prepararsi alla ritirata per incamminarsi contro lo Suevo. Quest'apparenza confirmata per vera dalli suoi corrispondenti riempì d' allegrezza tutto il Popolo Così che più si pensava all’estrinsecare il giubilo con li convitti e con le feste, ch'all' invigilare la sicurezza colle guardie. Il Tillij si valse dell' occasione, e d'ogni parte spinse i suoi ad un Generale assalto la notte precedente il dì 20 di Maggio 1631. La dove erano mal guardate le mura salirono gli Imperiali con tanto coraggio, che penetrarono sopra i parapetti. Rivoltarono l'Artiglierie contro la Città. E prima che dalla Piazza giungesse il soccorso condotto dal Flachemberg penetrarono dentro, dopo ostinata difesa all'imboccatura d'una strada fatta dagli habbitanti, nella quale fu ammazzato il medesimo Flachemberg. Dalli Aggressori surono tagliati à pezzi quanti incontrarono. La Città Saccheggiata e incenerita. Tra quelli, che si diportarono con più valore fu il Conte Raimondo Montecuccoli egli con la sua compagnia di fanti entro il primo nella Città, dove prese le chiavi delle Porte e le presentò al Tillij, il quale pubblicamente lodò il suo coraggio, e lo ringraziò. Morirono oltre Flachemberg li Tenenti Colonnelli Laemnies, e Trost diversi Capitani. Restarono prigioni Amstelrach sargente Generale, il Colonnello Usle Suedo. ilTenente Colonnello Boy. Il Maggiore Schissman con la cavalleria, che si fece forte avanti la casa del Capitolo nella Piazza del Mercato nuovo [...] L’Amministratore, ch’alcuni giorni avanti ferito d’una moschettata in una gamba, ancora non era risanato, fu preso nel suo alloggiamento, e condotto con termini poco cortesi nella carozza del Pappenheim a Volmerstat, dove rimproverato dalli duchi di Sassen Louneburg, e d’Holstein, perché avesse intrapreso la difesa di quella città, contro l’armi di Cesare, con parole gravi, e da Principe, sostenne le sue ragioni, e predisse, che per l’innocente sangue sparso da tanta gente, s'avarebbero ricevuto da Dio il meritato castigo. [...] Perirono più di 25. mille persone con lacrimevole spettacolo. Le case delli corrispondenti degli Imperiali furono le prime ad essere svaligiate. Insomma fu desolata una delle belle Città d'Alemagna; con grandissimo terrore di tutto il paese circonvicino. »

lunedì

Ebola e Aids creati in laboratorio

Una notizia ovviamente CENSURATA dai nostri media che merita di essere divulgata, è che il più importante quotidiano liberiano, il Daily Obserber, ha pubblicato un articolo firmato dal dottor Cyril Broderick, professore di patologia vegetale molto stimato a Monrovia, che ipotizza, argomentando con cura, cheEBOLA e AIDS sarebbero stati CREATI IN LABORATORIO DAGLI USA, precisamente "armi biologiche da testare sugli africani, per ridurre la popolazione". 



Di seguito vi proponiamo l'articolo, tradotto in italiano tramite Google traduttore. La traduzione ovviamente non è impeccabile. QUI sul sito originale.

Redazione Informatitalia


Gli scienziati sostengono malattie mortali come Ebola e l'AIDS sono armi bio essere testati sugli africani. Altri rapporti hanno collegato l'epidemia di virus Ebola a un tentativo di ridurre la popolazione dell'Africa. Liberia sembra essere più veloce crescente popolazione continenti.


Ebola, AIDS Prodotto Da Pharmaceuticals Occidentali, US DoD?



Gli scienziati sostengono
By: 
Il dottor Cyril Broderick, professore di patologia vegetale

Cari cittadini del mondo:
Ho letto una serie di articoli dal tuo outreach Internet, nonché gli articoli da altre fonti circa le perdite in Liberia e in altri paesi dell'Africa occidentale circa la devastazione umana causata dal virus Ebola. Circa una settimana fa, ho letto un articolo pubblicato sulla pubblicazione sommaria notizia internet degli Amici della Liberia che ha detto che vi era un accordo che l'inizio della epidemia di Ebola in Africa occidentale è dovuto al contatto di due anni di età bambino con i pipistrelli che avevano volato in dal Congo. Tale relazione mi ha fatto sconcertato con la segnalazione su Ebola, e ha stimolato una risposta agli "Amici della Liberia," dicendo che gli africani non sono ignoranti e creduloni, come viene implicato. Una risposta da Dr. Verlon Stone ha detto che l'articolo non era la loro, e che "Amici della Liberia" è stato semplicemente fornendo un servizio. Ha poi chiesto se poteva pubblicare la mia lettera nel loro forum Internet. Ho dato il mio permesso, ma io non l'ho visto pubblicato. A causa della diffusa perdita della vita, paura, traumi fisiologici, e disperazione tra i liberiani e altri cittadini dell'Africa occidentale, è doveroso che io faccio un contributo alla risoluzione di questa situazione devastante, che può continuare a ripresentarsi, se non è adeguatamente e adeguatamente affrontato. Mi affrontare la situazione in cinque (5) punti:
1 Ebola è un organismo geneticamente modificato (OGM)
Horowitz (1998) è stata deliberata e inequivocabile quando ha spiegato la minaccia di nuove malattie nel suo testo, Virus emergenti: AIDS e Ebola - Natura, incidenti o intenzionali. Nella sua intervista con il Dr. Robert Strecker nel capitolo 7, la discussione, nei primi anni 1970, ha reso evidente che la guerra era tra i paesi che hanno ospitato il KGB e la CIA, e la 'produzione' di 'AIDS-come i virus' era chiaramente orientata all'altra.Passando Durante l'intervista, si è parlato di Fort Detrick, "il Palazzo Ebola," e 'un sacco di problemi con malattie strane "in" Frederick [Maryland]. "Dal capitolo 12 del suo testo, aveva confermato l'esistenza di un militare-medico-industria americana che conduce i test di armi biologiche con il pretesto di amministrare vaccinazioni per controllare le malattie e migliorare la salute di "africani neri all'estero." Il libro è un testo eccellente, e tutti i leader più chiunque abbia interesse per la scienza, la salute, la gente, e l'intrigo dovrebbero studiarlo. Sono stupito che i leader africani stanno facendo nessun riconoscimenti o riferimenti a questi documenti.
2 EBOLA ha una storia terribile, e TEST è stato segretamente che si svolgono in AFRICA
Ora sto leggendo The Hot Zone, un romanzo, da Richard Preston (copyright 1989 e il 1994); è strazianti. Lo scrittore prolifico e prominente, Steven King, è citato come dicendo che il libro è "Una delle cose più orribili che abbia mai letto. Quello che una notevole parte di lavoro. "Come un bestseller del New York Times, The Hot Zone è presentato come" Una storia vera terrificante. "Terrificante, sì, perché la descrizione patologica di ciò che è stato trovato in animali uccisi dal virus Ebola è ciò che il virus ha fatto ai cittadini della Guinea, Sierra Leone e la Liberia nel suo focolaio più recente: virus Ebola distrugge gli organi interni delle persone e il corpo si deteriora rapidamente dopo la morte. Si ammorbidisce e tessuti trasformano in gelatina, anche se viene refrigerato per mantenerlo freddo. Liquefazione spontanea è ciò che accade al corpo di persone uccise dal virus Ebola! L'autore indicato nel punto 1, il Dr. Horowitz, rimprovera zona calda per la scrittura di essere politicamente corretto; Capisco perché il suo libro fa ogni sforzo per essere molto fattuale. Il 1976 Ebola incidente in Zaire, durante Presidente Mobutu Sese Seko, è stata l'introduzione degli OGM Ebola in Africa.
3. siti intorno AFRICA, E IN AFRICA OCCIDENTALE, HANNO CORSO DEGLI ANNI stato istituito per i test MALATTIE EMERGENTI, SOPRATTUTTO EBOLA
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e diverse altre agenzie delle Nazioni Unite sono stati implicati nella selezione e paesi africani allettanti per partecipare agli eventi di prova, promuovendo le vaccinazioni, ma perseguendo vari reggimenti di test. Il 2 agosto, 2014 articolo, Africa Occidentale: Cosa US Biological Warfare ricercatori facendo nella zona Ebola? da Jon Rappoport di Global Research individua il problema che sta affrontando i governi africani.
Evidente in questa e altre relazioni sono, tra gli altri:
(A) La US Army Medical Research Institute di Malattie Infettive (USAMRIID), un noto centro per la ricerca bio-guerra, che si trova a Fort Detrick, nel Maryland;
(B) la Tulane University, a New Orleans, Stati Uniti d'America, vincitore di assegni di ricerca, tra cui una sovvenzione di oltre 7000 mila dollari il National Institute of Health (NIH) per finanziare la ricerca con la febbre emorragica virale Lassa;
(C) il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC);
(D) Medici Senza Frontiere (conosciuto anche con il nome francese, Medici Senza Frontiere);
(E) Tekmira, una società farmaceutica canadese;
(F) GlaxoSmithKline del Regno Unito; e
(G) il Kenema governo Hospital di Kenema, Sierra Leone.
Rapporti raccontano storie del Dipartimento della Difesa (DoD) finanziano studi Ebola sull'uomo, studi iniziati poche settimane prima dello scoppio di Ebola in Guinea e Sierra Leone. I rapporti continuano e dichiarare che il DoD ha dato un contratto del valore di 140 milioni dollari di dollari per Tekmira, una società farmaceutica canadese, per condurre una ricerca Ebola. Questo lavoro di ricerca ha coinvolto l'iniezione e infusione di esseri umani sani con il virus Ebola mortale. Quindi, il DoD è elencato come collaboratore in uno studio clinico "First in Human" Ebola (NCT02041715, iniziato nel gennaio 2014 poco prima di una epidemia di Ebola è stata dichiarata in Africa occidentale a marzo. Inquietante, molte relazioni concludono inoltre che il governo degli Stati Uniti dispone di un laboratorio di ricerca virale febbre bioterrorismo in Kenema, una città l'epicentro del focolaio di Ebola in Africa occidentale. L'unico ramoscello d'ulivo positivo ed etico pertinente visto in tutta la mia lettura è che Theguardian.com riferito, "Il finanziamento del governo degli Stati Uniti della sperimentazione sull'uomo sano Ebola viene in mezzo avvertimenti di scienziati di Harvard e Yale che tali esperimenti virus rischio innescando una pandemia in tutto il mondo. "Quella minaccia persiste.
4 LA NECESSITÀ DI UN'AZIONE LEGALE intende ottenere il risarcimento danni derivanti alla perpetuazione dell'ingiustizia nel MORTE, LESIONI E TRAUMA IMPOSTE liberiani ED ALTRI AFRICANI DEL Ebola e da altri agenti patogeni.
Gli Stati Uniti, Canada, Francia, e Regno Unito sono tutti implicati negli atti detestabili e diabolici che questi test sono Ebola. Vi è la necessità di perseguire un risarcimento penale e civile per danni, ed i paesi africani e le persone dovrebbero garantire la rappresentanza legale per chiedere i danni da questi paesi, alcune aziende e le Nazioni Unite. Prove sembra abbondante contro Tulane University, e si adatta dovrebbe cominciare da lì. Articolo di Yoichi Shimatsu, Il Ebola Breakout ha coinciso con il vaccino campagne delle Nazioni Unite, pubblicato il 18 agosto 2014, nella Liberty Beacon.
5. leader africani ei paesi africani hanno bisogno di prendere l'iniziativa di NEONATI Difendere, BAMBINI, donne africane, uomini africani, e gli anziani. Questi cittadini non meritano di essere utilizzato come CAVIE!
L'Africa non deve relegare il continente a diventare la località per lo smaltimento e la deposizione di sostanze chimiche pericolose, droghe pericolose, e agenti chimici o biologici delle malattie emergenti. Vi è urgente necessità di azioni positive per proteggere i meno abbienti dei paesi più poveri, in particolare cittadini africani, di cui i paesi non sono scientificamente e industrialmente dotato come gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali, le fonti di maggior parte degli OGM virali o batteriche che sono strategicamente progettati come armi biologiche. E 'più inquietante che il governo degli Stati Uniti ha operato una febbre emorragica virale laboratorio di ricerca bioterrorismo in Sierra Leone. Ci sono altri? Dovunque esistono, è il momento di terminare loro. Se esistono altri siti, si consiglia di seguire il passo in ritardo ma essenziale: la Sierra Leone ha chiuso il laboratorio statunitense armi biologiche e si fermò Tulane University per ulteriori test.
Il mondo deve essere allarmato. Tutti gli africani, americani, europei, mediorientali, asiatici e persone provenienti da ogni conclave sulla Terra dovrebbe essere stupito. Popoli africani, in particolare i cittadini più in particolare della Liberia, Guinea e Sierra Leone sono vittime e muoiono ogni giorno. Ascoltare le persone che diffidano gli ospedali, che non può scuotere le mani, abbracciare i loro parenti e amici. Persone innocenti stanno morendo, e hanno bisogno del nostro aiuto. I paesi sono poveri e non possono permettersi l'intero lotto di dispositivi di protezione individuale (DPI) che la situazione richiede. La minaccia è reale, ed è più grande di alcuni paesi africani. La sfida è globale, e chiediamo assistenza da tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Australia, India, Germania, Italia, e anche le persone di buon cuore negli Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Corea, Arabia Saudita, e in qualsiasi altro luogo il cui desiderio è quello di aiutare. La situazione è più tetro di quello che all'esterno può immaginare, e noi dobbiamo fornire assistenza per quanto possibile. Per garantire un futuro che ha meno di questo tipo di dramma, è importante che noi ora chiediamo che i nostri leader e governi siano onesti, trasparenti, eque e produttivamente impegnati. Essi devono rispondere alle persone. Si prega di alzarsi di interrompere le prove Ebola e la diffusione di questa malattia vile.

Grazie mille.
Cordiali saluti,

Il dottor Cyril E. Broderick, Sr.

Chi l'Autore:
Il dottor Broderick è un ex professore di Patologia Vegetale presso l'Università di Liberia di Facoltà di Agraria e Forestali. Egli è anche l'ex Osservatore Farmer nel 1980. Fu da questa colonna nel nostro giornale, il Daily Observer, che Firestone lo vide e gli offrì la carica di direttore della ricerca alla fine del 1980. Inoltre, egli è uno scienziato, che ha insegnato per molti anni presso l'Agricultural College della University of Delaware.


fonte: terrarealtime.blogspot.it