sabato

le altre foibe: furono i fascisti a inaugurare l’orrenda strage

Inizio con tre brani di un discorso pronunciato al Teatro Ciscutti di Pola da Benito Mussolini il 20 settembre 1920, dando inizio alle brutali violenze contro le popolazioni della Venezia Giulia: «Qual è la storia dei Fasci? Essa è brillante! Abbiamo incendiato l’Avanti! di Milano, lo abbiamo distrutto a Roma. Abbiamo revolverato i nostri avversari nelle lotte elettorali. Abbiamo incendiato la casa croata di Trieste, l’abbiamo incendiata a Pola…»…«Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini italiani devono essere il Brennero, il Nevoso e le (Alpi) Dinariche. Dinariche, sì, le Dinariche della Dalmazia dimenticata!… Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo. Basta con le poesie. Basta con le minchionerie evangeliche». Dopo quel discorso, l’Istria fu messa a ferro e fuoco. Venti anni dopo quel discorso le truppe di Mussolini invasero Dalmazia, Slovenia e Montenegro, dando inizio a nuove stragi in nome della civiltà italiana.
Dalle terre annesse all’Italia dopo la prima guerra mondiale – cioè all’ampliamento ad est dei territori di Trieste e di Gorizia, all’Istria intera, alla provincia di Fiume detta del Quarnaro ed all’enclave dalmata di Zara – le violenze fasciste e la Mussolinisnazionalizzazione forzata costrinsero ad andarsene più di 80.000 sloveni, croati, tedeschi e ungheresi, ma anche alcune migliaia di italiani antifascisti. Nel 1939, un anno prima che l’Italia fosse gettata nella seconda guerra mondiale, le autorità fasciste della Venezia Giulia attuarono in segreto un censimento della popolazione di quelle terre annesse venti anni prima, accertando che in esse vivevano 607.000 persone, delle quali 265.000 italiani e cioè il 44%, e 342.000 slavi detti allogeni, ovvero il 56%. Una cifra notevole nonostante l’esodo degli ottantamila, nonostante che agli slavi fossero stati italianizzati i cognomi, fosse stato vietato di parlare la loro lingua, fossero state tolte le scuole e qualsiasi diritto nazionale.
Nonostante le persecuzioni subite, nonostante che migliaia di loro fossero finiti nelle carceri o al confino, e che alcuni dei loro esponenti – Vladimir Gortan, Pino Tomazic ed altri – fossero stati fucilati in seguito a condanne del Tribunale speciale fascista oppure uccisi dalle squadre d’azione fasciste a Pola (Luigi Scalier), a Dignano (Pietro Benussi), a Buie (Papo), a Rovigno (Ive) e in altre località istriane. Emblematici di queste persecuzioni contro slavi e antifascisti italiani in Istria e Venezia Giulia sono i sistemi coercitivi per inviare i contadini al lavoro nelle miniere di carbone di Arsia-Albona dove, per duplicare la produzione senza però adeguate protezioni dei minatori sui posti di lavoro, nel 1938 ci fu una tragedia (allora taciuta dalla stampa) in cui persero la vita 180 minatori, lasciando oltre mille vedove ed orfani. Emblematica di quel periodo in Istria è anche una canzoncina cantata dei gerarchi che diceva: “A Pola xe l’Arena / la Foiba xe Italiani fucilano civili slavi nel villaggio di Dane in Slovenia il 31 luglio 1942a Pisin: butaremo zo in quel fondo / chi ga certo morbin”. E alludendo alle foibe, un’altra poesiola minacciava chi si opponeva al regime: “… la pagherà / in fondo alla Foiba finir el dovarà”.
Nell’aprile del Quarantuno, infine, si arrivò all’aggressione alla Jugoslavia senza dichiarazione di guerra, seguita dall’occupazione di larghe regioni della Slovenia e della Croazia, dall’intero Montenegro e del Kosovo, infine dall’annessione al Regno d’Italia di una grossa fetta della Slovenia ribattezzata Provincia di Lubiana, di una lunga fascia della costa croata che formò il Governatorato della Dalmazia con tre provincie da Zara fino alle Bocche di Cattaro, e la creazione della nuova provincia allargata di Fiume detta “Provincia del Quarnaro e dei Territori annessi della Kupa” comprendente tutta la parte montana della Croazia alle spalle del Quarnero più le isole di Veglia ed Arbe che si univano a quelle di Cherso e Lussino. Così l’Italia incorporò nel proprio territorio nazionale regioni abitate al 99% da sloveni e croati con una popolazione di oltre mezzo milione di persone che si aggiungevano al 342.000 “allogeni” già assoggettati all’Italia ed al fascismo italiano da due decenni. Il Montenegro intero fu trasformato a sua volta in un Governatorato italiano. Il Kosovo, territorio della Macedonia, fu annesso invece alla cosiddetta Grande Albania che già dal ’39 era una colonia dell’Italia.
Le violenze contro i civili dei territori annessi o occupati furono compiuti in base a “una ben ponderata politica repressiva” come ci rivela una ben nota circolare del generale Roatta del marzo 1942 nella quale si legge: «Il trattamento da fare ai ribelli non deve essere sintetizzato nella formula dente per dente, ma bensì da quella testa per dente». A sua volta il generale Robotti, ordinando rastrellamenti a tappeto nel giugno e agosto 1942, indicava queste soluzioni alle truppe dell’XI Corpo d’Armata: «Internamento di tutti gli sloveni per rimpiazzarli con gli italiani» e per «far coincidere le frontiere razziali e politiche»: «Esecuzione di tutte le persone responsabili di attività comunista o sospettate tali». Infine, «Si ammazza troppo poco!». Mi limiterò a un piccolo territorio alle spalle di Fiume e ad un solo mese, luglio del 1942. Nelle borgate di Castua, Marcegli, Vittime delle foibeRubessi, Viskovo e Spincici furono incendiate centinaia di case e fucilate decine di persone come “avvertimento”. Nel Comune di Grobnik, il villaggio di Podhum fu completamente raso al suolo per ordine del prefetto Temistocle Testa.
All’alba del 13 luglio, per “vendicare” due fascisti scomparsi il giorno prima da quel villaggio, furono dapprima saccheggiate e poi incendiate 484 case, portati via mille capi di bestiame grosso e 1300 pecore, deportati nei campi di concentramento in Italia 889 persone (412 bambini, 269 donne e 208 uomini anziani) e fucilate altre 108 persone. Uno sterminio. I fascisti italiani, passati al servizio del tedeschi dopo il settembre 1943, continuarono a battersi “per l’italianità” dei territori ceduti al Terzo Reich. Fra tanti sia ricordato l’episodio di Lipa (30 aprile 1944) dove 269 vecchi, donne e bambini sorpresi quel giorno in paese, furono sterminati: parte fucilati, parte rinchiusi in un edificio e dati alle fiamme. Di tali eccidi ce ne furono a centinaia in Istria, nel territorio quarnerino, in Slovenia, in Dalmazia, in Montenegro, ovunque arrivarono i militari fascisti e le altre formazioni inviate da Mussolini. Nei miei scritti ho documentato lo sterminio di 340.000 civili slavi fucilati e massacrati dall’aprile 1941 all’inizio di settembre 1943 nel corso dei cosiddetti “rastrellamenti” ed operazioni di rappresaglia contro le forze partigiane insorte.
Ho anche scritto, ma non sono stato il solo in Italia, di altri 100.000 civili montenegrini, croati e sloveni deportati nei capi di concentramento approntati dalla primavera all’estate del 1942 dall’esercito italiano per rinchiudervi vecchi, donne e bambini colpevoli unicamente di essere congiunti e parenti dei “ribelli”.  In quei campi disseminati dalle isole di Molat e Rab/Arbe in Dalmazia fino a Gonars nel Friuli ed altri in tutto lo Stivale, morirono di fame, di stenti e di epidemie circa 16.000 persone nel giro di poco più di un anno di deportazione. Tutto questo viene taciuto nella Giornata del Ricordo che si celebra in Italia da Giacomo Scottiuna decina d’anni. Si ricordano soltanto le nostre perdite: il dolore dei nostri connazionali costretti a lasciare le terre concesse all’Italia dopo la prima guerra mondiale, il dolore delle famiglie degli infoibati nel settembre 1943 in Istria e nel maggio 1945 a Trieste, Gorizia e Fiume subito dopo l’ingresso delle truppe di Tito.
È giusto, è doveroso ricordare foibe ed esodo, le nostre vittime, i nostri dolori, ma non si dovrebbero tacere il contesto storico, le colpe del fascismo che portarono alla sconfitta ed alla perdita di quelle regioni. Non si dovrebbero tacere o volutamente ignorare le vittime delle popolazioni slave oppresse, martoriate e decimate dapprima nel ventennio fascista in Istria ed a Zara, ma soprattutto nella seconda guerra mondiale. Sulla bilancia e nel contesto storico vanno messi, dunque, anche i dolori che noi abbiamo arrecato agli altri.

(Giacomo Scotti, estratto dal’articolo “Sulle Foibe un giorno per tutti i ricordi”, apparso sul “Manifesto” il 5 febbraio 2014 e ora ripubblicato integralmente il 10 febbraio 2020, vista la sua scottante attualità. Saggista e storico, da giovane antifascista emigrò in Istria e visse tra Pola e Fiume. Dal 1986 vive tra Italia e Croazia, dove ha ricevuto numerosi riconoscimenti).

fonte: LIBRE IDEE

domenica

il significato di "Who Cares" di Paul McCartney

Nel video musicale “Who Cares”, Paul McCartney interpreta il ruolo di un “ipnotizzatore comportamentale” che sta trattando una confusa Emma Stone. L’intensa simbologia del video suggerisce pratiche più oscure: MK ULTRA e Controllo Mentale Monarch.
Questo sito parla spesso di giovani artisti controllati dalle loro etichette discografiche che vengono poi proposti al mondo con un messaggio specifico. Bene, questo articolo non riguarderà quel tipo di artista. Avra` invece come tema un’icona di 76 anni che faceva parte del gruppo più influente nella storia della musica pop e che ha raggiunto il titolo di “leggenda vivente” circa tre decenni fa.
Paul McCartney, infatti, ha iniziato a registrare musica più di 60 anni fa. Ha pubblicato oltre 30 album come membro dei The Beatles, Wings e come artista solista. È stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1988 come membro dei Beatles e, ancora, nel 1999 come artista solista. Ha anche vinto 18 il Grammy Award e ha scritto o co-scritto 32 canzoni che hanno raggiunto il numero uno nella classifica Billboard Hot 100.
Quindi, Paul McCartney non è esattamente un nuovo arrivato. In effetti, è stato, per decenni, l’argomento della più antica teoria della cospirazione nella storia della musica pop: “Paul e` morto”.
Una copertina di una rivista degli anni ’60 sulla presunta morte di Paul McCartney.
Questa teoria, emersa intorno al 1967, afferma che McCartney morì in un incidente automobilistico nel 1966 e fu sostituito con un sosia.
I sostenitori della teoria affermano che, nel novembre 1966, McCartney ebbe una discussione con i suoi compagni di band durante una sessione di registrazione dei Beatles e se ne ando` via in macchina in preda alla rabbia, si schiantò e fu decapitato. Per evitare che il pubblico sapesse della tragedia, o semplicemente per scherzo, i Beatles sopravvissuti lo sostituirono con il vincitore di una gara di sosia di McCartney. Questo scenario fu facilitato dal recente ritiro dei Beatles dalle performance dal vivo e dalla scelta di presentarsi con una nuova immagine per il loro prossimo album, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
– Wikipedia, “Paul is Dead”
Coloro che credono che “Paul e` morto” analizzarono la struttura facciale del vero McCartney con quella del falso, decodificarono i messaggi nascosti nei testi delle canzoni del gruppo (alcuni al contrario) e interpretarono il simbolismo trovato nell’album dei The Beatles.
L’iconica cover dell’album Abbey Road è stata interpretata dai sostenitori della teoria “Paul e` morto” come una processione funebre simbolica per Paul McCartney. Si dice che John Lennon, vestito di bianco, simboleggi la figura celeste; Ringo Starr, vestito di nero, simboleggia il becchino; George Harrison, in denim, rappresenta il becchino; e McCartney, a piedi nudi e non in sincrono con gli altri, simboleggia il cadavere. La targa della Volkswagen Beetle bianca è “28IF” – che rappresenta l’età di McCartney “se” fosse ancora vivo. Inoltre, McCartney era mancino ma tiene una sigaretta nella mano destra andando a supportare l’idea che fosse un impostore.
Chiunque sia veramente Paul, quella persona ha avuto una lunga e prolifica carriera. E non sembra essere vicino al pensionamento. Il suo ultimo album Egypt Station ha debuttato al primo posto nella Billboard 200 degli Stati Uniti.
La copertina dell’album Egypt Station. I lettori di questo sito probabilmente riconosceranno alcuni simbolismi.
Tuttavia, in quest’epoca, per rimanere parte dell’industria (anche se sei una “leggenda vivente”) devi abbracciare l’agenda delle élite. E mostrare la tua sottomissione. E Paul ha fatto quello che doveva fare.
Questo è il servizio fotografico di Paul McCartney con la rivista GQ nel periodo in cui è stato pubblicato il suo album. Nascondere un occhio = sottomissione all’élite occulta.
L’ultimo video di Paul Who Cares è un altro esempio di questo fatto. Mentre la canzone ha un particolare feeling anni 80, il video è molto 2019. In effetti, ha tutti i messaggi simbolici e sul controllo mentale trovati in innumerevoli video pop odierni.
WHO CARES
A differenza del video, i testi della canzone sono piuttosto semplici: non preoccuparsi di ciò che pensano gli altri:
Who cares what the idiots say
Who cares what the idiots do
Who cares about the pain in your heart?
Who cares about you?
I do
Nel video, l’attrice Emma Stone interpreta il ruolo di una donna ansiosa in cerca di cure da Paul McCartney, che interpreta il ruolo di un “ipnotizzatore comportamentale”. Poi le cose affondano rapidamente nel mondo oscuro della programmazione Monarch. Infatti, si trasforma in un handler del controllo mentale.
Fin dall’inizio, il video utilizza molte immagini, riferimenti e simboli relativi al controllo mentale.
Il video inizia con varie immagini simboliche che prefigurano ciò che sta per accadere. Ecco una spirale ipnotica su una pagina di testo.
L’immagine iniziale presenta una spirale e un fulmine – due simboli che riappariranno nel video e che assumeranno un significato importante. C’è anche un paio di forbici d’epoca. Venivano originariamente usate dalle ostetriche per bloccare e tagliare il cordone ombelicale dei neonati. Perché è lì?
Il video effettivo inizia con Emma Stone che entra in un edificio dalla porta di uscita di emergenza. Fin dall’inizio, le cose sono sottosopra.
Emma è bagnata dalla pioggia perché non aveva un ombrello. Questo dettaglio diventerà importante in seguito.
Poi, Emma trova l’ufficio di Paul McCartney, lo pseudonimo da lui usato e` simbolico.
Il cartello della porta dell’ufficio di McCartney dice: “Dr. Lorenz, Ipnotista comportamentale, meteorologo “.
Perche` dunque McCartney si fa chiamare dottor Lorenz e perché è anche un meteorologo? Questi indizi indicano una persona specifica: Edward Norton Lorenz.
Uno dei libri fondamentali di Edward N. Lorenz. È una coincidenza che il video riguardi segretamente la programmazione Monarch?
Edward Norton Lorenz era un matematico e meteorologo americano che fondò la moderna teoria del caos da cui deriva l’effetto “farfalla” che teorizza che lo sbattere delle ali delle farfalle può portare a un tornado. In Who Cares, i campi della psicologia e della meteorologia sono combinati per raccontare una storia che si sta sviluppando nel mondo interiore di Emma Stone.
Quando Emma entra nell’ufficio di McCartney (alias Dr. Lorenz), vediamo immediatamente molti oggetti simbolici.
Sulla sinistra c’è un dipinto di una figura, disegnata in un modello dualistico in bianco e nero (puro simbolismo di programmazione Monarch). Certo, ha un occhio nascosto. Accanto al dipinto è una statuetta di Pan – il dio della natura metà-capra e metà-umano – la figura preferita dell’élite occulta. A sinistra c’è un ombrello che finirà per rappresentare la programmazione di Emma.
Mentre Emma si siede con il Dr. Lorenz, vediamo della attrezzatura old school come uno schermo CRT e un paio di cuffie sulla testa di un manichino. Si tratta di far chiarezza mentale.
Quindi il Dr. Lorenz inizia a interagire con il paziente con frasi che ricordano la PNL (programmazione neuro-linguistica).
“It’s a bit unruly here but, that’s the way it goes. Disorder. Out of order. Order out of disorder. It all gets a bit chaotic sometimes, doesn’t it? “
Tutto ciò si riferisce alla teoria del caos dell’attuale Dr. Lorenz. Inoltre, come si è visto nei precedenti articoli, il motto principale dell’élite occulta è “ordine fuori dal caos”.
Emma beve una tazza di tè offerta dal dottor Lorenz.
Subito dopo aver bevuto un po ‘di tè, Emma si addormenta. C’era qualcosa nel te`? Droghe come l’LSD sono utilizzati nella programmazione Monarch per agevolare la programmazione degli schiavi MK
Quindi il Dr. apre una scatola che rivela uno schema a spirale ipnotico. Lui le dice di concentrarsi sul modello.
Quindi, l’impostazione del video cambia drasticamente. Emma si dissocia completamente dalla realtà (l’obiettivo del controllo mentale Monarch) ed entra in una bizzarra dimensione alternativa che è piena di simbolismo. Non diversamente dai classici racconti di MK come Il mago di Oz e Alice nel Paese delle meraviglie, questo mondo alternativo rappresenta la percezione della realtà degli schiavi dissociati mentre vengono programmati attraverso il trauma.
Il mondo della dissociazione è radicalmente diverso dal “mondo reale”. È tutto basato su schemi dualistici.
Mentre è dissociata, Emma è costantemente circondata da tizi con facce dipinte di bianco e di nero, non diversamente dal dipinto visto nell’ufficio del Dr. Lorenz.
Questo dipinto di Kim Noble (una sopravvissuta del controllo mentale basato sul trauma) usa lo stesso esatto schema dualistico per rappresentare se stessa come una schiava MK.
Nel video, questi “demoni” dualistici tormentano Emma e provano piacere nel sottoporla a varie forme di trauma. I crediti dicono che questi ragazzi sono gli “idioti” che McCartney canta nel coro della canzone.
Il Dr. Lorenz è il responsabile della gestione degli “idioti”.
Al valore nominale, il dottor Lorenz insegna ad Emma a non preoccuparsi di ciò che gli idioti dicono e fanno. Questo è un ottimo consiglio. Tuttavia, considerando il simbolismo MK trovato nel video, c’è un significato più profondo. Mentre è dissociata, Emma viene effettivamente sottoposta a un trauma dagli “idioti”.
Gli idioti pugnalano il cuore esposto di Emma – un modo simbolico di rappresentare l’abuso fisico.
Emma è bloccata su una ruota che viene fatta girata. Far girare vorticosamente gli schiavi per causare disorientamento è una tecnica di programmazione classica. Il punto interrogativo invertito allude allo stato avanzato di confusione dello schiavo.
Emma viene poi bloccata all’interno di un ascensore con gli occhi e un fulmini come sopraccigli (ne parleremo più avanti).
Dentro l’ascensore: ancora traumi provocati dagli idioti
Mentre la programmazione progredisce, Emma indossa una maschera che presenta un grande, grasso, segno di un occhio che tutto vede. Mentre, per valore nominale, l’ombrello rappresenta il suo essere “immune” a ciò che dicono gli “idioti”, il contesto generale MK del video e il modello dualistico dell’ombrello potrebbe implicare che l’ombrello rappresenti effettivamente la sua interiorizzazione della programmazione del gestore.
Quindi, Emma viene colpita da un fulmine. Questo è un ottimo modo per rappresentare un’altra tecnica che induce il trauma: l’elettroshock.
Alla fine, vediamo il prodotto finale della programmazione.
Se leggi gli articoli su questo sito, sai che questo è puro simbolismo MK: dualità, occhi chiusi e coperti. Questi simboli rappresentano la cecità e l’impotenza dello schiavo programmato.
Paul infine ci mostra un occhio che tutto vede (circondato da spirali) per assicurarsi di farci capire che stava interpretando il ruolo di un gestore MK nel video.
Il video torna quindi nella realta`.
Emma si ritrova quindi seduta da sola nella stanza. Non ci sono mobili…quanto tempo e` stata dissociata la Stone?
Il Dr. ha lasciato un messaggio ad Emma dicendo “Non dimenticarti dell’ombrello” sul giornale che ha usato come ombrello. Ad un livello più profondo, “Non dimenticare il tuo ombrello” significa “Non dimenticare la programmazione”. La firma è abbastanza enigmatica.
Il video termina con un outro prolungato con alcuni oggetti curiosi.
“Dosi consigliate per i bambini”. Quindi il dottor Lorenz “tratta” anche i bambini? Hmmm ...
CONCLUDENDO
Who Cares riesce a confezionare in 6 minuti una pletora di simboli che sono direttamente associati all’élite occulta. Paul McCartney interpreta il ruolo di un ipnotizzatore che usa la falsa premessa di trattare l’ansia di Emma Stone per condurla alla dissociazione e al controllo mentale basato sul trauma.
Su una scala più ampia, questo video dimostra che l’agenda delle élite è inevitabile, anche per gli iconici artisti veterani come Paul McCartney. Per rimanere nel settore, tutti gli artisti devono attenersi alle regole orwelliane e totalitarie dell’élite che costringe tutti gli artisti ad adottare uno specifico insieme di simboli e narrazioni. E questo include la promozione della pratica più orribile dell’élite: il controllo mentale Monarch.
A chi importa? A noi.
Fonte

fonte: https://neovitruvian.wordpress.com/