2018-02-21

un vile marrano ai tempi del colera


Garcia de Orta nacque a Castelo de Vide, probabilmente nel 1501, figlio Fernao da Orta, mercante, e Leonor Gomes. Garcia aveva tre sorelle, Violante, Catarina e Isabel. I genitori erano ebrei spagnoli fuggiti, come molti altri, in Portogallo al tempo del decreto di Granada. Il decreto dell'Alhambra, noto anche come decreto di Granada, fu emanato dai re cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona, il 31 marzo del 1492 con l'obiettivo di espellere le comunità ebraiche dai regni spagnoli e dai loro possedimenti a partire dal 31 luglio dello stesso anno. Pochi anni dopo un provvedimento di tal genere, e con medesimi effetti, entrò in vigore anche nel Regno portoghese con il sovrano Manuele I.
Nel 1497 la famiglia di Garcia de Orta fu forzatamente convertita al cristianesimo e i suoi componenti classificati, in modo dispregiativo, come marranos, ovvero suini. I marranos si differenziavano dai conversi, anch'essi ebrei convertiti al cristianesimo, poiché continuavano segretamente a praticare il giudaismo.


Garcia de Orta grazie alle intuizioni e agli aiuti di un nobile di Castelo de Vide, Dom Fernao de Sousa signore di Labruja, riuscì a studiare in Spagna presso le università di Alcala de Henares e Salamanca. Si laureò e torno in Portogallo nel 1525, due anni dopo la morte del padre. Praticò la medicina prima a Castelo de Vide e successivamente, a partire dal 1526, a Lisbona, città nella quale ottenne la cattedra universitaria nel 1532 e divenne medico reale con Giovanni III del Portogallo. 
Temendo il crescente potere dell'inquisizione portoghese, ed eludendo il divieto di emigrazione per i marranos, Garcia riuscì a salpare per l'India portoghese nel marzo del 1534 come medico a bordo della flotta di Martim Alfonso de Sousa, figlio di quel Dom Fernao amico del padre di Garcia. Nel settembre dello stesso anno raggiunse Goa, insediamo stabile portoghese dal 1510, anno nel quale riuscirono a sconfiggere i re del Bijapur con l'aiuto degli alleati locali. Gli invasori europei incoraggiarono la conversione al cattolicesimo, spesso attraverso misure repressive che costrinsero una parte consistente della popolazione a convertirsi. Garcia e de Sousa viaggiarono per diverso tempo sino a quando, nel 1538, si stabilirono a Goa.


Garcia ricoprì il ruolo di medico del viceré e del governatore portoghese, entrando in contatto con la dinastia Nizam Shah. Dopo poco tempo fu nominato medico personale del Sultano ed insegnante di portoghese del figlio. Inoltre iniziò a guadagnare con il commercio delle spezie, delle medicine e delle pietre preziose. Studiò la farmacopea e la pratica dei medici asiatici.
Nel 1543 sposò la ricca cugina Brianda de Solis, conversa, rifugiata a Goa per fuggire al potere dell'inquisizione portoghese. Dal rapporto tra Garcia de Orta e Brianda nacquero due figlie. La madre e le sorelle di Garcia, ancora residenti a Lisbona a metà del cinquecento, rischiarono l'incriminazione da parte dell'inquisizione. L'accusa fu quella di praticare in segreto il giudaismo.
Nel 1549 tutta la madre e due delle sorelle riuscirono a fuggire dal Portogallo rifugiandosi a Goa, dove Garcia le attendeva. Nel frattempo il medico del viceré riuscì a fondare un orto botanico sull'isola deserta di Bombay. In quel contesto incontaminato riuscì a sperimentare la coltivazione di piante provenienti dall'Europa, dall'Iran e dalla Cina. La mente geniale di Garcia de Orta non si limitò alla botanica ed alla farmacopea. Fu il primo europeo a descrivere le malattie tropicali asiatiche, soprattutto il colera, e ad eseguire la prima autopsia registrata in India su una vittima del colera.


Garcia de Orta fu il primo relativamente a quello spicchio di mondo poiché alcune descrizioni storiche del colera si trovano già a partire dal V secolo prima della nascita di Cristo. Per conoscere nel dettaglio la malattia dovremmo attendere la metà dell'ottocento, periodo a cui si riferiscono gli studi del medico inglese John Snow. Il batterio fu identificato la prima volta nel 1854 dall'italiano Filippo Pacini e studiato dettagliatamente nel 1884 dal medico tedesco Roberto Koch. Il nome deriva dal greco choléra, dove cholé è la bile, che indicava la malattia che scaricava con violenza gli umori del corpo e lo stato d'animo conseguente, la collera. Ritornando a Garcia de Orta, nel 1563 pubblicò il primo libro di medicina tropicale redatto da un europeo, Coloquios dos simples e drogas e cousas medicinais da India. Il volume fu scritto sotto forma di cinquantotto conversazioni tra il dottor Ruano e lui stesso, con appassionate digressioni sugli elefanti, sugli ospedali per uccelli e sui movimenti delle flotte cinesi.
Nello stesso periodo l'inquisizione portoghese decise di aprire un tribunale a Goa, poiché doveva occuparsi anche dei possedimenti d'oltremare. Anche nelle colonie, l'ambito primario di attività erano i convertiti poiché i tribunali ecclesiastici potevano giudicare solo i battezzati. Il fatto che l'ambito di competenza della magistratura civile fosse limito territorialmente mentre quello dei tribunali inquisitoriali si estendeva a tutti i battezzati, ovunque si trovassero, fece si che i sovrani si servissero degli inquisitori, chiaramente complici di questo sistema, al di là degli scopi puramente religiosi. I compiti dell'inquisizione si estesero ai libri, alla stregoneria e alla bigamia. 


Gli inquisitori divennero uno strumento per intervenire nella vita civile e culturale della società. A Goa l'inquisizione si stabilì regolarmente a partire dal 1560, con il compito di sorvegliare le persone che si erano convertite dall'induismo al cristianesimo.
I guai per Garcia de Orta iniziarono poco dopo la pubblicazione del libro perché, all'interno dello stesso, consigliava l'uso dei profumi per distendersi, fatto considerato sacrilego dalla chiesa.
Garcia morì nel 1568, apparentemente senza aver sofferto un'incriminazione da parte dell'inquisizione portoghese.
L'anno seguente, 1569, una delle sorelle, Catarina, accusata di giudaismo fu catturata, processata e arsa viva a Goa.
Il destino della madre, delle altre sorelle, della moglie e delle figlie è avvolta da un fitto mistero.
Cosa rimane degli studi di Garcia de Orta?
Di lui nulla poiché nel 1580 fu condannato, postumo, dall'inquisizione per giudaismo. 
I resti furono esumati, bruciati e le ceneri disperse alla fine di un autodafé dove il medico fu rappresentato in effige, la quale immancabilmente aiutò il fuoco nel suo lugubre lavoro.
I suoi libri furono bruciati.


Per fortuna, precedentemente, alcune versioni del libro di Garcia furono pubblicate in latino a partire dal 1567 e in italiano, a cura di Annibale Briganti, dal 1576. Le versioni ebbero molto successo, tanto da essere ristampate sino al 1605.
Dal 1855 il giardino pubblico della capitale di Goa, Panijm, è intitolato a Garcia de Orta.
Il Portogallo non dimenticò il grande medico dedicandogli un francobollo nel 1963 e la banconota da 20 escudos nel 1971.

Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

Bibliografia
Roddis, Louis (1931). "Garcia da Orta, the first European writer on tropical medicine and a pioneer in pharmacognosy".Annals of Medical History.

Révah, I. S. (1960). "A família de Garcia de Orta". Revista da Universidade de Coimbra

Pimentel, Juan; Soler, Isabel (2014). "Painting naked truth: the Colóquios of Garcia da Orta (1563)". Journal of early modern history

Saraiva, António José (2001). The Marrano Factory: The Portuguese Inquisition and Its New Christians 1536-1765


Jacques Attal (2014)i, Dizionario innamorato dell'ebraismo, Fazi editore


FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

2018-02-03

pensateci bene

L’ èlite che controlla il mondo fa scontrare tra loro le nazioni ed il suo obiettivo è la distruzione dei valori tradizionali, creando il caos ed estendendo deliberatamente la povertà e la miseria, per dopo usurpare il potere e posizionare i suoi servi.
I membri dell’èlite agiscono totalmente all’unisono contro il beneficio pubblico, contro una vita migliore per l’umanità, nella quale l’individuo sia libero di sviluppare la sua creatività innata, una vita libera dalle guerre e dallo spargimento di sangue.
Come la ‘Matrix’ nasconde la verità?
In questa ‘Matrix’ ognuno di noi ha il suo programma sul suo sistema di credenze ed esperienze..
Man mano che si incominciano a capire le cose, la ‘Matrix’ tridimensionale si dissolve e la coscienza degli esseri umani si armonizza con la frequenza multidimensionale e sarà più facile accedere alla verità nel nostro interiore.
Stiamo vivendo, grandi cambiamenti energetici. Proprio in questo periodo sta arrivando moltissima energia sul nostro pianeta, direttamente dalla nostra stella il Sole, e questo sta provocando grandi cambiamenti nella nostra realtà.
Questo possiamo sentirlo a livello energetico. Nonostante i molti problemi quotidiani a volte basta guardare anche una sola immagine che ritrae dei bimbi nello stupendo tramonto su un lago , per capire cosa significa vivere la vita come andrebbe vissuta tutti i giorni.

Penso che questi siano indizi di una nuova epoca di risveglio ai valori umani che un po’ tutti noi abbiamo smarrito.
Stiamo andando verso una nuova era e di questo ormai ne sono pienamente convinto, l’avverto nel mio essere.
La nuova epoca sarà sicuramente più armonica e piena di luce nel nostro mondo.
Il mondo non può essere quello che stiamo percependo in quest’epoca piena di cattiveria e di paura.
Stiamo vivendo una Bugia, e la b maiuscola non è messa casualmente.
Pensateci bene, tutti i giorni ci svegliamo nella stessa stanza e percorriamo la stessa strada, andiamo al lavoro, portiamo a scuola i nostri bimbi, vivendo lo stesso giorno di ieri.
Parlando con i miei nonni o con mio padre una volta non era così e ogni giorno era diverso e offriva molte più strade.
La vita era diversa e le intere giornate sembravano non avere fine, tuttavia qualcosa durante il tragitto è cambiato e molto.
Pensateci bene, i nostri giorni sono programmati.
Da bambini volevamo diventare grandi, adulti, volevamo essere liberi giusto?
E questa la chiamate libertà?
Siamo realmente liberi, ve lo siete mai chiesto?

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A 6 anni si incomincia ad andare a scuola, scoprendo così il mondo attraverso i libri di testo. Pensateci, si passano anni seduti su un banco di scuola ripetendo in maniera meccanica tutto quello che ci viene detto…
Ci mettono in competizione tra di noi a scuola, classificandoci come dei vestiti belli o brutti, bravi o meno bravi…
Non viene data un ‘educazione tale da farci emergere come individui, ma per far si che diventiamo tutti uguali, renderci sufficentemente bravi per fare un lavoro ma non abbastanza per domandare il perchè lo svolgiamo.
E cosi lavoriamo, lavoriamo sempre, che non rimane il tempo per vivere la vita per la quale lavoriamo…
Fino al giorno in cui si invecchia e quindi diventiamo improduttivi per il sistema..ed è proprio in questo momento che ci lasciano morire.

Ma non è finita qui perchè i nostri figli prendono il nostro posto nella scacchiera della vita.
Pensateci bene, il percorso della vita sembra unico per ognuno di noi, ma se pensiamo in collettivo non siamo altro che combustibile che alimenta il Sistema che si nasconde dietro l’etichette delle multinazionali, ricordate la pila che mostra Morpheus a Neo in Matrix?
Noi siamo la risorsa del Sistema, l’energia che alimenta questo maledetto Sistema.
Pensateci bene, siamo a noi a costruire le sue città, facciamo funzionare i suoi macchinari e siamo sempre noi a combattere le sue guerre!

Ormai l’abbiamo capito, quello che interessa al Sistema non è il denaro, ma il potere!!
Il denaro per il quale tutti noi ci battiamo ogni giorno per sopravvivere è solo il loro strumento che usano per controllarci.
Un giorno loro ci diedero il denaro ed in cambio noi gli abbiamo consegnato il mondo.
Quando ci renderemo davvero conto che il denaro non si può mangiare e che in realtà non ha nessunissimo valore?
Dobbiamo renderci conto che siamo sull’orlo del collasso globale.
Pensateci bene, le guerre di oggi e del domani non avranno nessun vincitore, perchè la violenza non sarà mai la risposta e distruggerà tutte le possibili soluzioni.
Quando parliamo tra amici delle nostre aspirzioni, delle nostre passioni..beh scoprirete che i nostri desideri o sogni, non sono tanto diversi.
Tutti noi vogliamo la stessa cosa, stare bene, la felicità!!
Stiamo distruggendo il nostro mondo, alla ricerca di quella felicità che possiamo trovare solo dentro di noi e non la fuori.
Pensateci bene, quando guardate la TV e vedete quegli stati molto poveri, come in Africa o in America Latina, le facce sorridenti dei bimbi che vivono in miseria in confronto a noi..be nonostante tutto loro sono i più felici.
Pensateci bene, siamo veramente felici con il nostro smartphone nuovo, una casa di lusso ed una super automobile?
Ci siamo tutti scollegati dalla vita come andrebbe vissuta. Siamo tutti in rete e adoriamo gente che non conosciamo personalmente a livello umano.
Pensateci bene, assistiamo ad eventi straordinari sugli schermi dei nostri smart-TV, su i nostri iPhone e diventa ordinario tutto il resto…
Dentro di noi speriamo sempre che qualcuno ci porti dei cambiamenti mentre il vero cambiamento deve avvenire dentro di noi.
Le elezioni in qualsiasi stato del mondo potrebbero avvenire solo lanciando una monetina, sono sempre le due facce della stessa medaglia.
Andiamo alle elezioni riponendo le nostre speranze, sognando, illudendoci di scegliere di cambiare.
Ma non cambia mai nulla, tutto rimane sempre uguale…
Pensateci bene, la gente non si rende conto che che la politica non serve più il popolo, ma coloro che li finanziano per arrivare lassù, al potere!!

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Possiamo continuare in questo modo? Possiamo continuare a distruggere il pianeta e noi stessi?
Beh credo proprio di no.
Dobbiamo risvegliarci e capire che in questo momento siamo in caduta libera..
Pensateci bene, ormai abbiamo solo gli schermi dei tablet, dei PC, degli smartphone e per questo non vediamo dove andiamo.
Il presente è solo il risultato dei nostri passi. Siamo il risultato di tutti quelli che sono venuti prima di noi.
Dobbiamo smetterla di aspettare il cambiamento dobbiamo convertirci, dobbiamo essere il nostro cambiamento che vogliamo diventare.
La razza umana è qui per lavorare per un futuro diverso.
E’ il nostro turno adesso, siamo al bivio. Dobbiamo decidere se continuare sulla stessa strada che ci ha portato qui e che tanti hanno già percorso o cercare nuovi sentieri.
La vita non è un film, il copione non è stato ancora scritto.
Pensateci bene…

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

2018-02-01

il segreto di Renaissance, misteriosi matematici miliardari

Renaissance Technologies, uno dei più prestigiosi hedge fund del mondo, ha guadagnato (e continua a farlo) montagne di soldi in Borsa grazie ad un algoritmo. La Renaissance è considerata la più grande macchina da soldi nella storia della finanza. Il segreto del successo del suo fondo, Medallion, risiederebbe in un codice di programmazione, «accompagnato da tanta omertà e da un serrato isolamento dei suoi impiegati dal mondo esterno», scrive “Money.it”. A nord di New York, in una cittadina isolata che prende il nome di East Setauket, la sede di Renaissance Technologies è completamente blindata e le telecamere sono ovunque. Dirigenti e dipendenti dell’hedge fund abitano tutti nei dintorni, in ville lussuose circondate da parchi così grandi da impedirne completamente la visione dalla strada. «Si tratta di una sorta di club privato: vivono tutti vicini e custodiscono insieme un segreto che li rende sempre più ricchi, giorno dopo giorno». La Renaissance è stata fondata negli anni ‘80 da James Simons, matematico di fama mondiale, già analista strategico della Nsa, cuore dell’intelligence Usa. «Fin dall’inizio, invece di preferire collaboratori che provenissero dal mondo della finanza, Simons ha optato per colleghi appartenenti al settore scientifico, tra cui 6/7 informatici che stavano lavorando al progetto Watsons, il programma di intelligenza artificiale di Ibm».
Grazie alle conoscenze di matematici e informatici di alto livello, Renaissance Technologies è diventato un colosso finanziario senza uguali al mondo: fa molto meglio di personaggi come Ray Dalio e George Soros, con un patrimonio (nel 2015) di oltre 60 James Simonsmiliardi di dollari. L’importanza della Renaissance è confermata dalla giornalista Katherine Burton, di “Bloomberg”, tra le pochissime voci a far luce sulla realtà di questo hedge fund. Il funzionamento dei loro sistemi dipenderebbe da un algoritmo che sarebbe «tra i segreti meglio celati al mondo». Una setta esoterica di matematici pitagorici, hanno definito i misteriosi “uomini d’oro” della Renaissance: «Nessuno lascia quel posto di lavoro: per tenersi stretti i dipendenti è stato creato un fondo ad hoc a loro riservato». Da quando è nato, il fondo Medallion ha guadagnato in media il 40% l’anno. «Chi all’inizio ha investito 1.000 dollari, ora si ritrova in tasca circa 14 milioni». Il famoso “algoritmo misterioso” sfrutterebbe il “machine learning”, «una branca dell’intelligenza artificiale che affida ai computer la capacità di imparare da soli, senza il bisogno che siano programmati esplicitamente».
Robert Mercer, che ha sostituito Simons alla guida del fondo, è un noto esponente dell’estrema destra americana. «Ha investito 11 milioni di dollari nel giornale online “Breitbart” ed è il fautore dell’applicazione del machine learning all’interno delle campagne elettorali», scrive “Money.it”. «Il banco di prova sono state le elezioni Usa nel 2016: non riusciamo ad immaginare quanti soldi abbia guadagnato Renaissance Technologies con l’“inaspettata” vittoria di Donald Trump». Senz’altro c’è di mezzo la fisica quantistica, il cui lontano antenato è probabilmente la proto-scienza alchemica, arte di cui era un maestro lo stesso Isaac Newton. Lo stesso nome, “Tecnologie del Rinascimento”, sembra amiccare al periodo di massima fioritura dell’esoterismo rosacrociano, ipotizza una ricercatrice indipendente come Lara Pavanetto. «La cosa che più di ogni altra sbalordisce, della Renaissance, è che non ne parla mai nessuno: è ricchissima e potentissima, ma sostanzialmente invisibile, Robert Mercerinaccesibile ai media, lontanissima dal mondo dell’informazione finanziaria che invece, ogni giorno, dà conto delle imprese di Dalio, Soros e colleghi».
Il fondo Medallion, scrive Pavanetto nel suo blog, è uno dei grandi misteri della finanza: secondo la leggenda, sarebbe nato da un investimento iniziale di appena 1000 dollari. «Gli investitori sono i dipendenti stessi della società, che gestisce altri tre fondi aperti a investitori istituzionali per un totale di 25 miliardi di dollari». La Renaissance Technologies è stata fondata dal matematico Jim Simons nel 1982. Simons è stato a capo del dipartimento di matematica dell’università di Stony Brook e professore anche al Mit e ad Harvard. Un’inchiesta di “Bloomberg” ha cercato di far luce su questa misteriosa entità, scoprendo che la società «è un avanzatissimo laboratorio di matematica, con computer, complesse basi statistiche e un esercito di laureati votati alla sistematica ricerca di anomalie sui vari mercati». Molti uomini della società “invisibile” sono acquartierati a sessanta miglia da Wall Street, vicino a Long Island. Palazzi da milioni di dollari, in un villaggio chiamato Old Field. «Gli abitanti del posto hanno però dato un altro nome a questo territorio: la Riviera del Rinascimento. Questo perché i più ricchi residenti della zona sono scienziati, e lavorano per Renaissance Technologies, con sede nella vicina East Setauket».
Questi scienziati, per lo più matematici, «sono i creatori e sorveglianti del fondo più grande del mondo: Medallion», che ha circa 300 dipendenti, il 90% dei quali laureati in matematica. «Renaissance è la versione commerciale del Progetto Manhattan», spiega Andrew Lo, professore di finanza alla Sloan School of Management del Mit e presidente di AlphaSimplex, una società di “ricerca quantitativa”. Andrew Lo lavora per Jim Simons, per riunire tanti scienziati a caccia di profitti economici: «Questi matematici sono l’apice dell’investimento “Quant”. Nessun altro vi è nemmeno lontanamente vicino». Tutti hanno sentito parlare della Renaissance, ma quasi nessuno sa ciò che accade all’interno: «Ricordano i pitagorici, cioè una setta filosofica di matematici». Quasi nulla si sa di questo piccolo gruppo di scienziati, «il cui vasto patrimonio influenza sempre di più la politica degli Stati Uniti», scrive Pavanetto. Proprietari e dirigenti evitano le interviste. Il loro sembra un sistema unico al mondo, «per il genio e l’eccentricità della sua dirigenza». Esempio: «Peter Brown, uno dei boss, di solito Peter Browndorme su un letto nel suo ufficio. Il suo omologo, Robert Mercer, raramente parla. I due sono laureati in matematica e teorici della famosa “teoria delle stringhe”».
Il mistero dei misteri? «E’ il modo in cui Medallion è riuscito a garantire rendimenti annuali di quasi l’80 per cento in un anno, al lordo delle commissioni». La spiegazione? I computer di Renaissance “pensano”, oltre a fare calcoli. Gli uomini Renaissance hanno più dati e meglio organizzati. Dispongono di più indizi su cui basare le loro previsioni e vantano modelli migliori per l’allocazione del capitale. Prestano molta attenzione al costo dei vari trade e di come il trading si muova sui mercati. «Molti di questi scienziati sono partiti dalla Ibm nel lontano 1980, dove hanno usato l’analisi statistica per affrontare le sfide più scoraggianti all’epoca pionieristica dei computer». Tuttavia, aggiunge Pavanetto, non è chiaro come sia possibile che nessuna informazione sia mai trapelata, in un mondo come quello dell’alta finanza, dove molti modelli sono simili e i dipendenti migrano da un hedge fund all’altro, dalla Goldman Sachs alla Jp Morgan. Invece da Renaissence non se ne è andato mai nessuno, o se qualcuno l’ha fatto è rimasto muto come una tomba. Non c’è fuga di segreti perché, davvero, a guadagnarci sono solo i dipendenti?
Se così fosse, secondo Lara Pavanetto si paleserebbe un mistero ancora più grande: «Il modello avrebbe forti dosi di componenti deterministiche e le ottimizzazioni stocastiche interverrebbero solo nella parte residuale di un ipotetico “decision tree”, il che violerebbe il principio della aleatorietà dei mercati». Come dire che alla Reinassence sarebbero in possesso della legge deterministica dei mercati. «Un cosa che somiglierebbe molto alla “pietra filosofale”, tenendo conto che tale modello sarebbe stato concepito in un’epoca in cui le capacita computazionali erano un’infinitesimo di quanto lo sono oggi». Pochi sanno che James Simons, il fondatore di Reinassence, all’inizio della sua carriera fu un crittografo, sottolinea Pavanetto. Simons lavorò per la difesa degli Stati Uniti prima di essere licenziato, apparentemente, per il suo dissenso (a mezzo stampa) sulla Guerra del Vietnam. «Fece i suoi soldi inizialmente tramite un investimento in Colombia, e poi con il fondo Limroy, un precursore del fondo Medallion. Ha sempre reclutato personale che non ha mai lavorato a Wall Street. I suoi investitori Edmundo Esquenaziinizialmente furono gente come Jimmy Meyer, uno dei più vecchi amici di Simons, e Edmundo Esquenazi, uomo d’affari di origine ebraica che fondò società emblematiche come Pavco, Mexichem Resinas Colombia (ex Petco) e Propilco».
Ma il nome di Simons, continua Pavanetto, sarebbe anche legato all’affare Madoff, la truffa dello schema Ponzi (il cui nome viene da quello di un immigrato italiano che, agli inizi del Novecento, per primo lo mise in atto su grande scala). Il gioco: promettere agli investitori alti guadagni ma in modo fraudolendo, cioè pagando coi soldi dei nuovi investitori gli interessimaturati dai vecchi investitori. «La truffa consisteva nel fatto che Madoff versava l’ammontare degli interessi pagandoli con il capitale dei nuovi clienti. Il sistema saltò nel momento in cui i rimborsi richiesti superarono i nuovi investimenti». Nell’ultimo periodo le richieste di disinvestimento avevano raggiunto i 7 miliardi di dollari, al punto che Madoff non fu più in grado di onorare la remunerazione degli interessi promessi. Attenzione: «La dimensione della truffa messa in piedi da Madoff è almeno tre volte più grande dell’ammanco causato dal crac Parmalat». Dopo averli ascoltati, la Sec (autorità di vigilanza finanziaria) ha poi deciso di non procedere contro molti “senior partners” della Reinassence come Paul Broder, Henry Laufer, Nat Simons (figlio Scott Christiansondi Jim), Jimmy Meyer e vari “portfolio managers” del Meritage Fund, “gemello” di RenTech, uno dei fondi Reinassence.
«Ciò che sorprende di più – scrive Pavanetto – è che la Renaissance Technologies non ha mai fatto cenno alla Sec», anche se Jimmy Meyer era «uno dei più vecchi amici di Jim Simons». Altra stranezza, infine: le strane morti attorno al mondo Reinassance. Due dei quattro figli dello stesso Jim Simons perdono la vita prematuramente Paul Simons muore nel 1996 investito da un’auto e suo fratello Nicholas annega nel 2003 nelle acque di Bali. Tre anni dopo, nel 2006, Alexander Astashkevich, impiegato (russo) di RenTech, uccide se stesso e sua moglie. Nel 2014 viene trovato impiccato William Broeksmit, un dipendente della Deutsche Bank che gestiva le opzioni di paniere di RenTech oggetto dell’investigazione americana Irs. «Le e-mail di Broeskmits che spiegavano l’uso del commercio da parte di RenTech sono state fornite agli investigatori statunitensi prima della sua morte», scrive Pavanetto, che cita anche l’ultima delle “strane morti”, quella di Scott Christianson, avvocato e giornalista, deceduto il 14 maggio 2017 “cadendo dalla scala di casa” doppo aver pubblicato, con il collega Greg Gordon, «un’indagine approfondita sui legami tra il presidente Donald Trump e il magnate dell’hedge fund Medallion Robert Mercer».

fonte: http://www.libreidee.org/

2018-01-08

chi erano i Rosacroce?

Ci sono quattro teorie ben distinte per l'enigma Rosacrociano. Ognuna è il risultato di una attenta considerazione delle prove degli studiosi che hanno passato le loro vite a setacciare gli archivi della sapienza Ermetica. Le conclusioni raggiunte dimostrano chiaramente l'inadeguatezza dei documenti disponibili riguardanti la genesi e le prime attività della “Confraternita dei Rosa+Croce”.

Facevano parte di una organizzazione di grandi pensatori ribelli alle limitazioni inquisitorie religiose e filosofiche del loro tempo, oppure erano dei trascendentalisti isolati, uniti soltanto dalla somiglianza dei loro punti di vista e deduzioni?
Dov'era la “Casa dello Spirito Santo” nella quale, secondo i loro manifesti, essi si incontravano una volta all'anno per pianificare le future attività del loro Ordine?
Chi era la misteriosa persona a cui facevano riferimento come “Il nostro Illustre Padre e Fratello C.R.C.”?
Queste tre lettere stavano veramente per le parole “Christian Rosa Croce”?
Christian Rosencreutz è stato il presunto autore delle Nozze Alchemiche, la stessa persona che con altre tre persone fondò “La Società dei Rosacroce”?
Che parentela esisteva fra il Rosacrocianesimo e la Massoneria medioevale?

Perché i destini di queste due organizzazioni furono così strettamente intrecciati?
La “Fratellanza dei Rosa+Croce” è il collegamento più riconosciuto fra la Massoneria del Medioevo e il simbolismo e misticismo dell'antichità?
E la moderna Massoneria continua a rendere perpetui i loro segreti?
L'originale Ordine dei Rosa+Croce si disintegrò durante l'ultimo periodo del diciottesimo secolo, oppure la Società esiste ancora come un'organizzazione che mantiene sempre la stessa segretezza per la quale fu così famosa all'inizio?
Qual era il vero fine per il quale fu costituita la “Fratellanza dei Rosa+Croce”?
I Rosacrociani facevano parte di una Fratellanza religiosa e filosofica, come loro stessi dichiaravano di essere, oppure i loro principi più importanti nascondevano il vero scopo della Confraternita, che probabilmente era quello del controllo politico dell'Europa?
Questi sono alcuni dei quesiti che nascono dallo studio del Rosacrocianesimo.
Ci sono quattro teorie ben distinte per l'enigma Rosacrociano. Ognuna è il risultato di una attenta considerazione delle prove degli studiosi che hanno passato le loro vite a setacciare gli archivi della sapienza Ermetica. Le conclusioni raggiunte dimostrano chiaramente l'inadeguatezza dei documenti disponibili riguardanti la genesi e le prime attività della “Confraternita dei Rosa+Croce”.

Il primo Postulato

Si presume che l'Ordine dei Rosa+Croce sia esistito conformemente alle descrizioni della sua fondazione e successive attività pubblicate nel suo manifesto, il Fama Fraternitatis, che si crede sia stato scritto nel 1610, ma sembra che non sia stato pubblicato fino al 1614, sebbene alcune voci autorevoli suppongono esista una precedente edizione.
Una considerazione intelligente sull'origine del Rosacrocianesimo richiede una familiarità con i contenuti del suo primo e più importante documento.
La Fama Fraternitatis comincia col ricordare a tutto il mondo della bontà e misericordia di Dio, e mette in guardia la intellingentia sul proprio egoismo e cupidigia, che la porteranno a seguire falsi profeti e ad ignorare la vera conoscenza, che Dio nella Sua bontà le ha rivelato.
Perciò è necessaria una riforma, e a tal fine Dio ha innalzato filosofi e saggi.
Allo scopo di aiutare a realizzare la riforma, un misterioso personaggio chiamato “L'Altissimo Padre Illuminato C.R.C.”, tedesco di nascita e discendente da nobile famiglia ma sfortunato, istituì la “Società Segreta dei Rosa+Croce”.
C.R.C. fu portato in un monastero quando aveva soltanto cinque anni, ma più tardi, quando cominciò ad essere in disaccordo con quel sistema educativo, egli cominciò a frequentare un fratello ordinato sacerdote che stava organizzando un pellegrinaggio in Terra Santa.
Partirono insieme, ma il fratello morì a Cipro e C.R.C. proseguì da solo per Damasco. La salute cagionevole gli impedì di raggiungere Gerusalemme, così rimase a Damasco, studiando con i filosofi che abitavano laggiù. Mentre proseguiva negli studi, venne a conoscenza di un gruppo di mistici e cabalisti dimoranti nella mistica città araba di Damcar. Rinunciando al suo desiderio di visitare Gerusalemme, egli si accordò con degli arabi per farsi portare a Damcar. C.R.C. aveva appena sedici anni, quando arrivò a Damcar. Fu ricevuto come una persona che era stata aspettata a lungo, un compagno e amico nella filosofia, e fu istruito nei segreti degli adepti arabi. Mentre era laggiù, C.R.C. imparò la lingua araba e tradusse il libro sacro M. in latino; e quando tornò in Europa portò con sé questo importante volume.
Dopo aver studiato per tre anni a Damcar, C.R.C. partì per la città di Fez, dove dei maghi arabi dichiaravano che gli avrebbero dato ulteriori insegnamenti. A Fez fu istruito su come comunicare con le vite Elementali (le creature evolute ne quattro regni od elementi di Natura, terra, acqua, aria e fuoco), e questi gli svelarono molti altri grandi segreti della Natura. I filosofi di Fez non erano così grandi come quelli di Damcar, però le precedenti esperienze di C.R.C. lo resero capace di distinguere il vero dal falso e quindi di aumentare notevolmente il suo bagaglio di conoscenza.
Dopo due anni trascorsi a Fez, C.R.C. si imbarcò per la Spagna, portando con sé molti tesori, fra cui piante rare e animali, accumulati durante i suoi vagabondaggi. Ingenuamente egli sperava che gli eruditi d'Europa avrebbero ricevuto con gratitudine i rari tesori sia intellettuali che materiali che egli avrebbe portato loro. Invece incontrò soltanto il ridicolo, poiché i cosiddetti saggi avevano paura di ammettere la loro ignoranza e di compromettere il loro prestigio.
A questo punto nella narrazione c'è una nota che afferma che Paracelso, pur non essendo un membro della “Confraternita dei Rosa+Croce”, abbia letto il libro M. e che da un esame dei suoi contenuti abbia avuto informazioni sicure che fecero di lui il più importante medico dell'Europa medioevale. Stanco, ma non scoraggiato, come risultato dei suoi vani sforzi, C.R.C. tornò in Germania, dove costruì una casa nella quale egli potè portare avanti tranquillamente i suoi studi e le sue ricerche. Costruì anche numerosi strumenti scientifici per la ricerca. Avrebbe potuto rendersi famoso commercializzando la sua conoscenza, e invece preferì la compagnia di Dio alla stima degli uomini.
Dopo cinque anni di ritiro, decise di dare battaglia per una riforma delle arti e delle scienze del suo tempo, questa volta con l'aiuto di pochi amici fidati. Andò al monastero dove egli aveva ricevuto la sua prima formazione e chiamò a sé i tre fratelli, che vincolò con il giuramento di mantenere inviolati i segreti che avrebbe impartito loro e le informazioni che avrebbe dettato e scritto a beneficio dei posteri.
Queste quattro persone fondarono la “Confraternita della Rosa+Croce”.
Prepararono il loro linguaggio segreto cifrato e, secondo il Fama, un grande dizionario in cui tutte le forme di saggezza furono classificate per la gloria di Dio.
Cominciarono anche a trascrivere il libro M., ma trovarono quest'impresa troppo difficile a causa delle richieste avanzate dal grande numero di malati che arrivarono da loro per guarire.
Poiché avevano completato una costruzione più nuova e più grande, che chiamarono “La Casa dello Spirito Santo”, decisero di includere quattro nuovi membri nella Confraternita, quindi di portare il numero a otto, sette dei quali erano tedeschi. Erano tutti celibi.
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La Croce d'Oro e Rosa
Da Geheme Figuren der Rosenkreuzer
Si dice di questa croce che sia fatta d'oro spirituale e che ogni Fratello la metta sul suo petto. Essa porta i simboli alchemici del sale, dello zolfo e del mercurio; anche una stella dei pianeti, e intorno ci sono le quattro parole FEDE, SPERANZA, AMORE e PAZIENZA. L'aquila a due teste, o Fenice, lascia sottilmente prefigurare l'ultimo stato androgino dell'essere umano. L'alchimia rosacrociana non riguarda soltanto i metalli. Lo stesso corpo umano era il laboratorio alchemico, e nessuno poteva raggiungere la qualifica di Adepto Rosacruciano finché non avesse raggiunto la suprema condizione di trasmutazione, cambiando i metalli di base dell'ignoranza nell'oro puro della saggezza e comprensione.

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Lavorando alacremente insieme, completarono velocemente l'arduo lavoro di preparazione dei documenti, istruzioni e misteri dell'Ordine.
Misero in ordine anche la casa chiamata “Spirito Santo”: Poi decisero di separarsi e visitare le altre nazioni della terra, così non solo avrebbero potuto trasmettere la loro saggezza ad altri che la meritassero, ma avrebbero potuto anche verificare e correggere gli errori esistenti nel loro stesso sistema.
Prima di separarsi, i Fratelli prepararono sei regole, o norme, e ognuno di loro si impose di obbedirvi.
La prima norma imponeva loro di non avere altro merito o rango se non quello di guarire senza farsi pagare.
La seconda era che da quel momento in poi essi non avrebbero indossato alcun vestito o mantello speciale, ma avrebbero dovuto indossare abiti adeguati agli usi del paese in cui avrebbero abitato.
La terza stabiliva che ogni anno, in un certo giorno, si sarebbero dovuti incontrare nella “Casa dello Spirito Santo” o, se impossibilitati a farlo, avrebbero dovuto essere rappresentati da una lettera.
La quarta stabiliva che ogni membro avrebbe dovuto cercare una persona degna di succedergli alla sua scomparsa.
La quinta stabiliva che le lettere “R.C.” sarebbero dovute essere il loro sigillo, marchio e carattere da quel momento in poi.
La sesta specificava che la Confraternita sarebbe dovuta rimanere sconosciuta al mondo per un periodo di cento anni.
Dopo aver prestato giuramento su questo codice, cinque dei Fratelli partirono per terre lontane e un anno dopo gli ultimi due rimasti presero pure loro la loro strada, lasciando Padre C.R.C. solo nella “Casa dello Spirito Santo”. Anno dopo anno si incontravano con grande gioia, poiché promulgavano sinceramente e tranquillamente le loro dottrine tra i saggi della terra.
Quando il primo dell'Ordine morì in Inghilterra, fu deciso che i luoghi di sepoltura dei membri avrebbero dovuto rimanere segreti. Poco tempo dopo Padre C.R.C. chiamò insieme i restanti sei, sembra per preparare la sua tomba simbolica.
Il Fama racconta che nessuno dei Fratelli vivo al momento in cui fu scritto, sapeva dove Padre C.R.C. morì o dove fu seppellito.
Il suo corpo fu scoperto accidentalmente 120 anni dopo la sua morte quando uno dei Fratelli, che aveva grandi conoscenze in architettura, decise di apportare alcune modifiche nella “Casa dello Spirito Santo”. (È soltanto supposto che la tomba fosse nell'edificio).
Mentre faceva queste modifiche, il Fratello scoprì una lapide su cui erano scritti i nomi dei primi membri dell'Ordine. Egli decise quindi di trasferirla in una cappella più importante, visto che fino ad allora nessuno sapeva in quale paese Padre C.R.C. era morto, in quanto i primi membri avevano tenuto nascosta questa informazione.
Mentre stava apprestandosi a rimuovere questa lapide, che era sostenuta da un grosso chiodo, alcune pietre e pezzi d'intonaco caddero dalla parete, scoprendo una porta nascosta nella muratura. Immediatamente i membri dell'Ordine ripulirono il vano dalle macerie e scoprirono l'ingresso di una cripta. Sopra alla porta a grandi lettere c'erano le parole: POST CXX ANNOS PATEBO. Queste, secondo l'interpretazione mistica dei Fratelli, significavano: “in 120 anni io verrò dinanzi”.
La mattina seguente fu aperta la porta e i membri entrarono nella cripta, che aveva sette lati e sette angoli; ogni lato era lungo cinque piedi e alto otto piedi. Sebbene il sole non fosse mai penetrato in questa tomba, era brillantemente illuminata da una misteriosa luce posta nel soffitto. Al centro della stanza c'era un altare circolare, sopra al quale c'erano targhe in ottone con strani caratteri incisi. In ognuno dei sette lati c'era una porticina che, una volta aperta, rivelava un gran numero di scatole piene di libri, istruzioni segrete, e sembra anche del presunto segreto perduto della Confraternita.
Spostando l'altare da una parte fu scoperta una copertura in ottone. Sollevandola rivelò un corpo, presumibilmente quello di C.R.C. che, sebbene fosse disteso laggiù da 120 anni, era così ben preservato, da sembrare appena interrato. Era decorato e abbigliato con i vestiti dell'Ordine, e in una mano aveva racchiusa una misteriosa pergamena che, assieme alla Bibbia, era il più grande valore in possesso della Società. Dopo aver accuratamente ispezionato la stanza segreta, furono rimessi a posto la lastra d'ottone e l'altare, la porta della cripta fu sigillata di nuovo, e i Fratelli andarono per le loro strade, i loro spiriti crebbero e la loro fede accresciuta dallo spettacolo miracoloso a cui avevano assistito.
In effetti il documento finisce dicendo “Secondo il volere di Padre C.R.C.; il Fama è stato preparato e inviato ai saggi e dotti di tutta Europa in cinque lingue, in modo che tutti possano conoscere e capire i segreti dell'augusta Confraternita. Tutte le anime sincere che lavorano per la gloria di Dio sono invitate a comunicare con i Fratelli ed è promesso che il loro appello sarà udito, indipendentemente da dove si trovano o da come i messaggi saranno inviati. Allo stesso tempo, quelli che hanno motivi egoistici o altri motivi, sono avvisati che soltanto il dolore e la miseria attenderanno chi tenta di scoprire la Fratellanza senza un cuore pulito e una mente pura”.
Questa è in breve la storia del Fama Fraternitatis.
Coloro che lo accettano alla lettera, vedono Padre C.R.C. come il vero fondatore della Confraternita, che si crede da lui fondata intorno al 1400. Il fatto che evidenze storiche dei punti importanti del Fama non siano mai state scoperte, è contro questa teoria.
Non esiste prova che Padre C.R.C. abbia mai avvicinato i dotti della Spagna. La misteriosa città di Damcar non può essere trovata, e non esiste alcuna prova che in Germania sia mai esistito un posto dove un gran numero di malati si sia mai fermato e sia misteriosamente guarito.
“La Tradizione Segreta nella Massoneria” di A. E. Waite contiene un'immagine di Padre C.R.C. che lo rappresenta con una lunga barba sopra al suo petto, seduto davanti a un tavolo sopra al quale brucia una candela. Egli appoggia la sua testa su una mano mentre con l'altra sta appoggiando la punta del suo dito medio sulla tempia di un teschio umano. Tuttavia la figura (vedi l'immagine all'inizio del capitolo), non prova niente.
Padre C.R.C. non è mai stato visto da nessun altro al di fuori dei membri del suo Ordine, e loro non hanno conservato una sua descrizione. Che il suo nome fosse Christian Rosencreutz è molto improbabile, poiché i due non furono mai associati fino allo scritto delle Nozze Alchemiche.

Il secondo Postulato

Quei Fratelli Massoni che hanno studiato questa materia, accettano l'esistenza storica della “Confraternita dei Rosa+Croce” ma sono divisi per quanto riguarda l'origine dell'Ordine.
Un gruppo sostiene che la Società ebbe origine nell'Europa medioevale come un risultato della speculazione alchemica. Robert Macoy, 33°, crede che Johann Valentin Andreae, un teologo tedesco, sia stato il vero fondatore, e crede anche che sia possibile che questa sia già una confraternita, fondata da Sir Henry Cornelius Agrippa, semplicemente riformata e ampliata. Alcuni credono che il Rosacrocianesimo sia la prima invasione in Europa delle culture buddhiste e brahmine. Altri ancora credono che la “Confraternita dei Rosa+Croce” sia stata fondata in Egitto durante la supremazia filosofica di quell'impero, e che abbia anche perpetuato i Misteri dell'antica Persia e della Caldea.
Nel suo “Apocalisse”, Godfrey Higgins scrive: “I Rosacroce della Germania sono abbastanza ignoranti circa le loro origini: ma, per tradizione, essi si credono discendenti degli antichi Egiziani, Caldei, Magi e Gymnosofisti.”. (L'ultimo era un nome dato dai seguaci di Alessandro Magno a una casta di Uomini Saggi nudi che trovarono a meditare lungo le sponde di un fiume in India).
L'opinione generale fra queste fazioni è che la storia di Padre C.R.C., come la leggenda massonica di Hiram Abiff, sia un'allegoria e non dovrebbe essere presa alla lettera. Un problema simile si è posto agli studiosi della Bibbia, che hanno trovato non soltanto difficile, ma nella maggior parte dei casi impossibile, sostenere i loro sforzi per provare l'interpretazione storica delle Scritture.
Ammettendo l'esistenza dei Rosacroce come una società segreta con fini sia filosofici che politici, è da rimarcare il fatto che una organizzazione con membri sparsi in tutte le parti d'Europa abbia potuto mantenere il segreto assoluto per secoli. Tuttavia, la “Confraternita dei Rosa+Croce” era apparentemente capace di farlo.
Un gran numero di studiosi e filosofi, fra cui Sir Francis Bacon e Wolfgang von Goethe, furono sospettati di affiliazione con l'Ordine, ma la loro appartenenza non è stata mai provata per la soddisfazione di storici prosaici.
Abbondavano pseudo-Rosacrociani, ma i veri membri dell'“Antico e Segreto Ordine dei Filosofi Sconosciuti” hanno fatto onore al loro nome: fino ad oggi sono rimasti sconosciuti.
Durante il Medio Evo apparvero un certo numero di opuscoli, aventi la pretesa di essere scritti dalle penne dei Rosacroce. Comunque molti di essi erano falsi, essendo stati pubblicati da persone senza scrupoli per il loro prestigio , che usarono il magico e riverito nome dei Rosacroce con la speranza di guadagnare potere religioso o politico. Questo ha largamente complicato il lavoro di ricerca e studio sulla Confraternita.
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La Rosa Crocefissa
Il simbolo originario della Confraternita dei Rosa+Croce era una rosa stilizzata crocifissa su una croce. La croce era spesso issata su un Calvario con tre scalini. Occasionalmente il simbolo di una croce nascente da una rosa fu usato in relazione alle loro attività. La rosa dei Rosacroce fu avvicinata alla Tavola Rotonda di Re Artù, ed è il motivo centrale per i collegamenti che formano la catena dalla quale il “Grande Giorgio” è sospeso fra i gioielli dell'Ordine della Giarrettiera. Hargrave Jennings crede che questo Ordine sia in qualche modo collegato con i Rosacroce.
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Un gruppo di pseudo-Rosacroce arrivò a fornire i loro membri di una corda nera come mezzo per riconoscersi l'un l'altro, e li misero in guardia che se avessero tradito il giuramento di segretezza, la corda sarebbe stata usata per strangolarli.
Alcuni principi dei Rosacroce sono stati conservati nella letteratura, dei resoconti frammentari dei loro principi e attività sono stati pubblicati soltanto per la Confraternita originaria.
Nel suo “Simboli Segreti dei Rosa+Croce”, Dr. Frantz Hartmann descrive la Confraternita come “una società segreta di uomini che posseggono poteri sovrumani – se non soprannaturali; si diceva fossero capaci di predire eventi futuri, di penetrare nei più profondi misteri della Natura, di trasformare Ferro, Rame, Piombo o Mercurio in Oro, di preparare un Elisir della Vita, o Panacea Universale, di preservare la loro gioventù e virilità con l'uso di esso; e per di più si credeva che avrebbero potuto comandare gli Spiriti degli Elementi della Natura, e conosciuto il segreto della Pietra Filosofale, una sostanza che rendeva chi la possedeva onnipotente, immortale ed enormemente saggio”.
Inoltre lo stesso autore definisce un Rosacroce come “Una persona che tramite il risveglio spirituale ha conseguito una conoscenza pratica del significato segreto della Rosa e della Croce. […] Il chiamare una persona Rosacrociana non la rende tale, così come chiamare una persona Cristiana non la fa diventare un Cristo.
Il vero Rosacruciano o Massone non può essere costruito; egli deve crescere per esserlo tramite l'espandersi e il rivelarsi del potere divino dentro al proprio cuore.
La negligenza verso questa verità è il motivo per cui molte chiese e società segrete sono così lontane da essere quello che esprimono con il proprio nome.”
I principi simbolici dei Rosacroce sono così profondi che persino oggigiorno sono poco valutati come meritano.
Le loro carte e diagrammi implicano complessi principi cosmici che loro trattano con una conoscenza filosofica decisamente innovativa se comparata alla ristretta ortodossia prevalente ai loro giorni.
Secondo la documentazione disponibile, i Rosacroce erano tenuti insieme da aspirazioni comuni piuttosto che da leggi di una confraternita. Si è creduto che i “Fratelli Rosacrociani”abbiano vissuto in maniera riservata, lavorando attivamente in commerci e professioni, senza svelare la loro segreta affiliazione a nessuno – in molti casi nemmeno ai loro stessi familiari.
Dopo la morte di C.R.C., sembrava che la maggior parte dei Fratelli non avesse un posto centrale dove incontrarsi.
Qualunque rito di iniziazione l'Ordine avesse, era così strettamente difeso che non è stato mai rivelato. Senza dubbi è stato nascosto nella terminologia chimica.
Sforzi per unirsi all'Ordine erano chiaramente inutili, poiché i Rosacroce scelgono sempre i loro discepoli.
Dopo essersi accordati su una persona che loro credevano avrebbe onorato la loro illustre confraternita, comunicavano con lui tramite una delle molte misteriose maniere. Egli poteva ricevere una lettera, sia anonima che con un particolare sigillo, di solito portante le lettere “C.R.C.” o “R.C.” sopra di essa. Egli sarebbe stato istruito per andare in un certo posto a un certo orario. Che cosa gli fosse spiegato egli non lo avrebbe mai rivelato, sebbene in molti casi i suoi scritti successivi avrebbero mostrato che una nuova influenza era entrata nella sua vita, approfondendo la sua comprensione e allargando il suo intelletto.
Pochi hanno scritto in modo allegorico riguardo a ciò che avevano contemplato quando erano alla augusta presenza dei “Fratelli Rosacrociani”.
A volte degli alchimisti ricevevano visite nei loro laboratori da parte di stranieri misteriosi, i quali consegnavano dissertazioni riguardanti i processi segreti delle arti ermetiche e, dopo aver svelato certi procedimenti, partivano, senza lasciar tracce. Altri dichiararono che i “Fratelli Rosa+Croce” comunicavano con loro attraverso sogni e visioni, rivelando loro i segreti della Saggezza Ermetica mentre erano addormentati. Dopo esser stato istruito, il candidato era tenuto al segreto non soltanto per le formule chimiche che gli erano state spiegate, ma anche per il metodo con il quale egli le avrebbe protette.
Mentre questi adepti senza nome erano sospettati di essere “Fratelli Rosa+Croce”, non si è mai potuto provare chi fossero, quelli esaminati potevano soltanto farlo dubitare.
Molti credono che la rosa Rosacrociana sia una forma stilizzata del fiore di loto egiziano e hindu, con lo stesso significato simbolico di questo archetipo antico.
La Divina Commedia caratterizza Dante Alighieri come essere familiare con la teoria dei Rosacroce. Secondo questo punto di vista, Albert Pike nel suo “Moralità e Dogma” fa questa significativa affermazione: “Il suo inferno non è altro che un purgatorio negativo. Il suo paradiso è composto da una serie di cerchi cabalistici, divisi da una croce, come il Pentacolo di Ezechiele. Al centro di questa croce sboccia una rosa e vediamo per la prima volta il simbolo degli Adepti della Rosacroce pubblicamente esposto e abbastanza esplicitamente spiegato.”
Il dubbio è sempre esistito se il nome Rosacroce venga dal simbolo della rosa e della croce o se questo fu soltanto un paravento per ingannare i disinformati, e quindi poi celare il vero significato dell'Ordine.
Godfrey Higgins crede che la parola Rosacroce non sia derivata dal fiore, ma dalla parola Ros che significa rugiada. È anche interessante notare che la parola Ras significa saggezza, mentre Rus è tradotta con occultamento. Senza dubbio tutti questi significati hanno contribuito al simbolismo Rosacrociano. A.E. Waite sostiene con Godfrey Higgins che il processo per formare la Pietra Filosofale con l'aiuto della rugiada sia il segreto nascosto nel nome Rosacroce.
È possibile che la rugiada a cui si riferisce sia una misteriosa sostanza all'interno del cervello umano, strettamente rassomigliante alla descrizione data dagli alchimisti circa la rugiada che, cadendo dal cielo, liberò la terra.
La croce è il simbolo del corpo umano, e i due simboli insieme – la rosa sulla croce – significano che l'anima dell'uomo è crocifissa sul corpo, dove è tenuta da tre chiodi.
È probabile che il simbolismo Rosacrociano sia una perpetuazione delle dottrine segrete dell'egiziano Ermete e che la Società dei Filosofi Sconosciuti sia il vero collegamento fra la moderna Massoneria, con la sua massa di simboli, e l'antico Ermetismo egizio, fonte di quel simbolismo.
Nella sua “Dottrina e Letteratura della Kabalah”, A. E. Waite fa questa importante osservazione: “Ci sono importanti indicazioni che mirano ad un possibile legame fra la Massoneria e il Rosacrocianesimo, e questo, se riconosciuto, costituirebbe il suo primo collegamento con il passato. Tuttavia, la prova non è convincente, o almeno è ingarbugliata. La Massoneria di per sé, nonostante l'affinità con il misticismo che ho appena menzionato, non ha mai mostrato alcun carattere mistico, né ha una chiara opinione su come essa possa derivare dai suoi simboli.”
Molti di coloro che furono collegati con lo sviluppo della Massoneria furono sospettati di essere Rosacrociani; alcuni, come nel caso di Robert Fludd, scrissero anche in difesa di questa organizzazione.
Frank C. Higgins, un moderno massone simbolista, scrive: “Il Dottor Ashmole, membro di questa Confraternita (Rosacrociana), è venerato dai Massoni come uno dei fondatori della prima Gran Loggia in Londra” (vedi Ancient Freemasonry).
Elias Ashmole è soltanto uno dei tanti collegamenti intellettuali che collegano il Rosacrocianesimo con la genesi della Massoneria. L'Enciclopedia Britannica ricorda che Elias Ashmole fu iniziato nell'Ordine Massonico nel 1646, e aggiunge che egli fu “il primo gentiluomo, o dilettante, ad essere accettato.”
Su questo stesso argomento, Papus, nel suo “Tarocchi dei Bohemieni”, ha scritto: “Non dobbiamo dimenticare che i Rosacroce furono gli Iniziatori di Leibnitz, e fondatori della vera e propria Massoneria attraverso Ashmole.”
Se i fondatori della Massoneria furono iniziati nel Grande Arcano d'Egitto – e il simbolismo della moderna Massoneria indicasse che le cose stavano così – allora sarebbe ragionevole supporre che loro salvaguardarono la loro scienza tramite una società di cui essi ammettevano l'esistenza, e che fu debitamente resa idonea ad insegnare loro questi simboli ed allegorie.
Una teoria riguardante i due Ordini è che la Massoneria fu una conseguenza del Rosacrocianesimo: in altre parole, che i “Filosofi Sconosciuti” diventarono conosciuti attraverso una organizzazione che loro stessi crearono per loro utilità nel mondo materiale.
La storia va avanti narrando che gli adepti Rosacroce diventarono insoddisfatti della loro progenie e silenziosamente si ritirarono dalla gerarchia Massonica, lasciandosi dietro il loro simbolismo ed allegorie, ma portandosi via la chiave tramite la quale aprire quei simboli che avrebbero potuto spiegare le loro idee segrete.
Alcuni pensatori sono andati così oltre, da asserire che, secondo loro, la moderna Massoneria ha completamente assorbito i Rosacroce ed è divenuta la più grande società segreta del mondo.
Altre menti altrettanto colte dichiarano che la Confraternita dei Rosa+Croce esiste ancora e che preserva la sua individualità come risultato, per essersi ritirata dall'Ordine Massonico.
Secondo la tradizione largamente accettata, la sede dell'Ordine dei Rosa+Croce è vicina a Carlsbad, in Austria (vedi Dottor Franz Hartmann). Un'altra versione dice che una scuola misteriosa, assomigliante nei principi generali alla Confraternita dei Rosa+Croce e che si chiama “I Fratelli Bohemieni”, ancora mantiene la sua peculiarità nella Schwarzwald (Foresta Nera) in Germania.
Una cosa è certa: in Europa con la nascita della Massoneria, l'Ordine dei Rosa+Croce praticamente sparì e, anche se esistono dichiarazioni contrarie, è certo che il diciottesimo grado (comunemente conosciuto come il Rosacroce) perpetua molti dei simboli del Fuoco degli Alchimisti Rosacrociani.
In un manoscritto anonimo e non pubblicato del diciottesimo secolo e riportante il contrassegno della kabalah Rosacrociana, appare questa dichiarazione: “Ebbene, adesso io darò al mondo esterno un paradosso da essere risolto, precisamente che alcuni uomini illuminati si sono impegnati a fondare Scuole di Saggezza in Europa e queste per alcune strane ragioni si sono chiamate Fratres Rosa Crucis. Ma in seguito, ben presto crebbero false scuole che corruppero le buone intenzioni di questi uomini saggi. Tuttavia, l'Ordine non è più come molte persone vorrebbero concepirne l'esistenza e, cosi come in questa Confraternita del Seculo Fili i membri si chiamano Fratelli della Rosa Croce, così anche quelli del Seculo Spiritus Sancti si chiamano Fratelli della Croce del Giglio e Cavalieri del Leone Bianco. Poi le Scuole di Saggezza cominceranno di nuovo a fiorire, ma il motivo per cui le prime scelgono proprio quel nome e perché anche le altre sceglieranno il loro, lo possono chiarire soltanto coloro che hanno acquisito la propria conoscenza nella Natura”.
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La Rosa Rosacrociana
Da Geheime Figuren der Rosenkreuzer
La rosa è un simbolo ionico associato con il generare, la fecondità, e la purezza. Il fatto che i fiori sboccino aprendosi, li portò a sceglierlo come simbolo della crescita spirituale. Il colore rosso della rosa si riferisce al sangue di Cristo, e il cuore d'oro nascosto nel mezzo del fiore corrisponde all'oro spirituale nascosto nella natura umana. Il numero dei suoi petali, dieci, è anche un sottile ricordo del numero perfetto pitagorico.
La rosa simbolizza il cuore, e il cuore è sempre stato accettato dai Cristiani come l'emblema delle virtù di amore e compassione, come la natura di Cristo - la personificazione di queste virtù. La rosa, come emblema religioso, è enormemente antico. Fu accettato dai Greci come il simbolo del sole nascente o dell'alba. Nel suo “Metamorfosi”, o “Asino D'Oro”, Apuleio, si tramutò in un asino a causa della sua stoltezza, e riprese le sua sembianze umane mangiando una rosa sacra datagli dai sacerdoti egizi. La presenza di una rosa stilizzata sopra lo stemma di Martin Lutero è stata alla base di molte indagini, come se esistesse una connessione fra la sua Riforma e le attività segrete dei Rosacroce.
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Le aspirazioni politiche dei Rosacroce furono espresse con i lavori di Sir Francis Bacon, il Conte di St. Germani, e il Conte di Cagliostro.
L'ultimo è stato sospettato di essere stato un emissario dei Cavalieri Templari, una società profondamente implicata nel trascendentalismo, come ha sottolineato Eliphas Levi. Esiste una ipotesi popolare che dice che i Rosacroce furono almeno in parte istigatori della Rivoluzione Francese. (Notare in particolare l'introduzione del Zanoni il romanzo Rosacrociano di Lord Bulwer-Lytton ).

Il Terzo Postulato

La terza teoria prende forma da un completo rifiuto del Rosacrocianesimo, asserendo che il così chiamato Ordine originale non ebbe mai basi reali, ma fu interamente un prodotto dell'immaginazione. Questo punto di vista è bene espresso dalle domande che sono ancora poste dagli studiosi di questo vago gruppo di metafisici.
La “Confraternita dei Rosa+Croce” fu semplicemente una mitica istituzione creata nella fertile mente di alcuni cinici letterati, al fine di deridere le scienze alchemiche ed Ermetiche? È mai esistita la “Casa dello Spirito Santo” al di fuori dell'immaginazione di alcuni mistici medioevali? L'intera storia dei Rosacroce fu una satira nata per ridicolizzare l'ingenuità dell'Europa accademica? Il misterioso Padre C.R.C. fu un prodotto del genio letterario di Johann Valentin Andreae oppure di un'altra mente simile la quale, cercando d'intaccare la filosofia alchemica ed Ermetica, inconsapevolmente diventava una grande sostenitrice nel promuovere la sua diffusione?
Che almeno uno dei primi documenti dei Rosacroce fu scritto dalla penna di Andreae c'è poco da dubitare, ma per quale motivo egli lo compilò, rimane ancora motivo di studio. Fu Andreae stesso a ricevere da una persona sconosciuta, o da più persone, delle istruzioni per scriverlo? Se egli scrisse le Nozze Alchemiche di Christian Rosencreutz quando aveva soltanto quindici anni, fu assistito nella preparazione di quel libro?
A queste domande fondamentali non ci sono risposte.
Un certo numero di persone accettò il notevole inganno di Andreae come una verità assoluta.
Molti affermano che, come conseguenza, spuntarono numerose pseudo società, ognuna dichiarante essere l'organizzazione in merito alla quale il Fama Fraternitatise il Confessio Fraternitatis furono scritti.
Senza dubbio oggigiorno esistono molti falsi ordini ; ma pochi di essi possono affermare che l'inizio della loro storia parte da prima dell'inizio del diciannovesimo secolo.
Il mistero associato con la Confraternita dei Rosa+Croce ha avuto come conseguenza infinite polemiche.
Molte menti competenti, fra cui Eugenius Philalethes, Michael Maier, John Heydon, e Robert Fludd, difesero la vera esistenza della “Società dei Filosofi Sconosciuti”.
Altri egualmente qualificati affermarono che essa aveva false origini e dubbia esistenza.
Eugenius Philalethes, mentre dedicava libri all'Ordine e stava scrivendo un'estesa spiegazione dei suoi principi, nega qualsiasi collegamento personale con esso. Molti altri hanno fatto la stessa cosa.
Alcuni sono dell'opinione che Sir Francis Bacon abbia preso parte alla stesura dei Fama Confessio Fraternitatis, poiché lo stile retorico di queste opere è simile a quello del New Atlantis di Bacon. Inoltre affermano che certe asserzioni nell'ultimo lavoro puntano ad una conoscenza della simbologia Rosacrociana.
L'inafferrabilità dei Rosacroce ha fatto sì che siano i soggetti preferiti per lavori letterari. Fra i romanzi che sono stati tessuti intorno a loro, spicca Zanoni. L'autore, Lord Bulwer-Lytton, è visto da alcuni come un membro dell'Ordine, mentre altri affermano che fece domanda per entrare ma fu respinto.
“Pope's Rape of the Lock & c., Comte de Gabalis” di Abbè de Villars e saggi di De Quincy, Hartmann, Jennings, Mackenzie, e altri, sono esempi di letteratura Rosacrociana.
Sebbene l'esistenza di questi Rosacroce medioevali sia difficile da provare, prove sufficienti sono a portata di mano per far sì che sia estremamente probabile che sia esistita in Germania, e più tardi in Francia, Italia, Inghilterra e altre nazioni europee, una società segreta di saggi illuminati che contribuirono enormemente alla somma della conoscenza umana, mantenendo l'assoluto segreto sulle loro persone e sulla loro organizzazione.

Il quarto postulato

Le apparenti incongruità della controversia Rosacrociana sono state anche delucidate con una spiegazione puramente trascendentale. Esiste la prova che i primi scrittori furono a conoscenza di tale supposizione – che, tuttavia, fu resa pubblica soltanto dopo che fu abbracciata dalla Teosofia.
Questa teoria afferma che i Rosacroce possedevano veramente tutti i poteri soprannaturali che erano loro attribuiti, che erano veramente cittadini dei due mondi: che, mentre avevano corpi fisici per manifestarsi sul piano materiale, erano anche capaci, tramite le istruzioni che ricevevano dalla Fratellanza, di funzionare in un misterioso corpo eterico non soggetto alle limitazioni di tempo e distanza.
Per mezzo di questa “forma astrale” erano capaci di lavorare nel regno invisibile della Natura e in questo regno, l'aldilà per il profano, era situato il loro tempio.
Secondo questo punto di vista, la vera Confraternita dei Rosa+Croce consisteva in un limitato numero di adepti altamente evoluti, o iniziati, quelli dei gradi più alti non erano più soggetti alla legge di mortalità; i candidati erano accettati nell'Ordine soltanto dopo un lungo periodo di prova; gli adepti possedevano il segreto della Pietra Filosofale e conoscevano il processo di trasmutazione dei metalli di base in oro, ma pensavano che queste fossero soltanto allegorie riguardanti il vero mistero della rigenerazione umana attraverso la trasmutazione degli “elementi di base” della natura umana più bassa nell'“oro” della realizzazione intellettuale e spirituale.
Secondo questa teoria, coloro che hanno cercato di registrare gli avvenimenti importanti connessi alla controversia Rosacrociana, hanno invariabilmente fallito perché si sono avvicinati a questo argomento da un'angolazione puramente materialistica o fisica.
Si credeva che questi adepti fossero in grado d'insegnare all'uomo come andare via dal proprio corpo fisico a piacimento, assistendolo per rimuovere “la rosa dalla croce”.
Essi pensavano che la natura spirituale fosse attaccata alla forma materiale in alcuni punti, rappresentati dai “chiodi” della crocefissione, da tre iniziazioni alchemiche che avevano luogo nel mondo spirituale , nel vero Tempio dei Rosa+Croce, erano capaci di “estrarre” questi chiodi e permettere alla natura divina dell'uomo di scendere dalla sua croce.
Nascosero i procedimenti tramite i quali questo era compiuto sotto tre espressioni metaforiche alchemiche: “La Colata del Mare Fuso”“La Realizzazione del Diamante Rosa”“La Conquista della Pietra Filosofale”.
Mentre l'intellettuale si agita faticosamente fra teorie contraddittorie, il mistico affronta il problema in un modo completamente differente.
Egli crede che la vera Fratellanza dei Rosa+Croce, che consiste in una scuola di superuomini (non dissimili dai leggendari Mahatma indiani), sia una istituzione esistente non nel mondo invisibile ma nella sua controparte spirituale, che egli pensa sia opportuno chiamare “i livelli interiori della Natura”, che possono essere raggiunti soltanto da quei Fratelli che sono capaci di trascendere le limitazioni del mondo materiale.
A sostegno del loro punto di vista, questi mistici citano la seguente significativa dichiarazione dal Confessio Fraternitatis : “Migliaia di volte gli indegni possono gridare a gran voce, migliaia di volte si possono presentare, ma Dio ha comandato alle nostre orecchie che essi non avrebbero udito niente di loro, e così ci ha cinto con le Sue nuvole affinché a noi, Suoi servi, non possa essere fatta alcuna violenza; perciò adesso non siamo più visti da occhi umani, a meno che loro abbiano ricevuto forza presa a prestito dall'aquila”.
Nel misticismo l'aquila è un simbolo di iniziazione (il Fuoco spinale dello Spirito), e da questo è spiegata l'incapacità del mondo non rigenerato a capire l'Ordine Segreto dei Rosa+Croce.
Coloro che professano questa teoria vedono il Conte di St. Germain come il più alto adepto e asseriscono che egli e Christian Rosencreutz erano la stessa persona.
Accettano il fuoco come il loro simbolo universale, perché era l'unico elemento col quale potevano controllare i metalli.
Si dichiaravano i discendenti di Tubal-cain e Hiram Abiff, e che il fine della loro esistenza era preservare la natura spirituale dell'uomo attraverso le età di materialità.
“Le sette Gnostiche, gli Arabi, Alchimisti, Templari, Rosa+Croce, e per ultimi i Massoni, formano la catena occidentale nella trasmissione delle scienze occulte”. (Vedi “I tarocchi dei Bohemieni” tradotti da A.E. Waite dal francese di Papus).
Max Heindel, il mistico cristiano, descrisse il Tempio dei Rosa+Croce come una “struttura eterica” situata dentro e attorno alla casa di un gentiluomo di campagna europeo. Egli credeva che questo edificio invisibile potesse essere alla fine spostato nel continente americano.
Il signor Heindel alludeva agli Iniziati Rosacrociani come persone così progredite nella scienza della vita che “la morte li aveva dimenticati”.
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Lo stemma di Johann Valentin Andreae
Da Chymische Hochzeit
Il riferimento alle quattro rose rosse e alla croce bianca nel Matrimonio Alchemico di Christian Rosencreutz identificava Johann Valentin Andreae come il suo autore, poiché il suo stemma di famiglia, mostrato sopra, era composto da quattro rose rosse ed una croce bianca. 

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