2018-01-08

chi erano i Rosacroce?

Ci sono quattro teorie ben distinte per l'enigma Rosacrociano. Ognuna è il risultato di una attenta considerazione delle prove degli studiosi che hanno passato le loro vite a setacciare gli archivi della sapienza Ermetica. Le conclusioni raggiunte dimostrano chiaramente l'inadeguatezza dei documenti disponibili riguardanti la genesi e le prime attività della “Confraternita dei Rosa+Croce”.

Facevano parte di una organizzazione di grandi pensatori ribelli alle limitazioni inquisitorie religiose e filosofiche del loro tempo, oppure erano dei trascendentalisti isolati, uniti soltanto dalla somiglianza dei loro punti di vista e deduzioni?
Dov'era la “Casa dello Spirito Santo” nella quale, secondo i loro manifesti, essi si incontravano una volta all'anno per pianificare le future attività del loro Ordine?
Chi era la misteriosa persona a cui facevano riferimento come “Il nostro Illustre Padre e Fratello C.R.C.”?
Queste tre lettere stavano veramente per le parole “Christian Rosa Croce”?
Christian Rosencreutz è stato il presunto autore delle Nozze Alchemiche, la stessa persona che con altre tre persone fondò “La Società dei Rosacroce”?
Che parentela esisteva fra il Rosacrocianesimo e la Massoneria medioevale?

Perché i destini di queste due organizzazioni furono così strettamente intrecciati?
La “Fratellanza dei Rosa+Croce” è il collegamento più riconosciuto fra la Massoneria del Medioevo e il simbolismo e misticismo dell'antichità?
E la moderna Massoneria continua a rendere perpetui i loro segreti?
L'originale Ordine dei Rosa+Croce si disintegrò durante l'ultimo periodo del diciottesimo secolo, oppure la Società esiste ancora come un'organizzazione che mantiene sempre la stessa segretezza per la quale fu così famosa all'inizio?
Qual era il vero fine per il quale fu costituita la “Fratellanza dei Rosa+Croce”?
I Rosacrociani facevano parte di una Fratellanza religiosa e filosofica, come loro stessi dichiaravano di essere, oppure i loro principi più importanti nascondevano il vero scopo della Confraternita, che probabilmente era quello del controllo politico dell'Europa?
Questi sono alcuni dei quesiti che nascono dallo studio del Rosacrocianesimo.
Ci sono quattro teorie ben distinte per l'enigma Rosacrociano. Ognuna è il risultato di una attenta considerazione delle prove degli studiosi che hanno passato le loro vite a setacciare gli archivi della sapienza Ermetica. Le conclusioni raggiunte dimostrano chiaramente l'inadeguatezza dei documenti disponibili riguardanti la genesi e le prime attività della “Confraternita dei Rosa+Croce”.

Il primo Postulato

Si presume che l'Ordine dei Rosa+Croce sia esistito conformemente alle descrizioni della sua fondazione e successive attività pubblicate nel suo manifesto, il Fama Fraternitatis, che si crede sia stato scritto nel 1610, ma sembra che non sia stato pubblicato fino al 1614, sebbene alcune voci autorevoli suppongono esista una precedente edizione.
Una considerazione intelligente sull'origine del Rosacrocianesimo richiede una familiarità con i contenuti del suo primo e più importante documento.
La Fama Fraternitatis comincia col ricordare a tutto il mondo della bontà e misericordia di Dio, e mette in guardia la intellingentia sul proprio egoismo e cupidigia, che la porteranno a seguire falsi profeti e ad ignorare la vera conoscenza, che Dio nella Sua bontà le ha rivelato.
Perciò è necessaria una riforma, e a tal fine Dio ha innalzato filosofi e saggi.
Allo scopo di aiutare a realizzare la riforma, un misterioso personaggio chiamato “L'Altissimo Padre Illuminato C.R.C.”, tedesco di nascita e discendente da nobile famiglia ma sfortunato, istituì la “Società Segreta dei Rosa+Croce”.
C.R.C. fu portato in un monastero quando aveva soltanto cinque anni, ma più tardi, quando cominciò ad essere in disaccordo con quel sistema educativo, egli cominciò a frequentare un fratello ordinato sacerdote che stava organizzando un pellegrinaggio in Terra Santa.
Partirono insieme, ma il fratello morì a Cipro e C.R.C. proseguì da solo per Damasco. La salute cagionevole gli impedì di raggiungere Gerusalemme, così rimase a Damasco, studiando con i filosofi che abitavano laggiù. Mentre proseguiva negli studi, venne a conoscenza di un gruppo di mistici e cabalisti dimoranti nella mistica città araba di Damcar. Rinunciando al suo desiderio di visitare Gerusalemme, egli si accordò con degli arabi per farsi portare a Damcar. C.R.C. aveva appena sedici anni, quando arrivò a Damcar. Fu ricevuto come una persona che era stata aspettata a lungo, un compagno e amico nella filosofia, e fu istruito nei segreti degli adepti arabi. Mentre era laggiù, C.R.C. imparò la lingua araba e tradusse il libro sacro M. in latino; e quando tornò in Europa portò con sé questo importante volume.
Dopo aver studiato per tre anni a Damcar, C.R.C. partì per la città di Fez, dove dei maghi arabi dichiaravano che gli avrebbero dato ulteriori insegnamenti. A Fez fu istruito su come comunicare con le vite Elementali (le creature evolute ne quattro regni od elementi di Natura, terra, acqua, aria e fuoco), e questi gli svelarono molti altri grandi segreti della Natura. I filosofi di Fez non erano così grandi come quelli di Damcar, però le precedenti esperienze di C.R.C. lo resero capace di distinguere il vero dal falso e quindi di aumentare notevolmente il suo bagaglio di conoscenza.
Dopo due anni trascorsi a Fez, C.R.C. si imbarcò per la Spagna, portando con sé molti tesori, fra cui piante rare e animali, accumulati durante i suoi vagabondaggi. Ingenuamente egli sperava che gli eruditi d'Europa avrebbero ricevuto con gratitudine i rari tesori sia intellettuali che materiali che egli avrebbe portato loro. Invece incontrò soltanto il ridicolo, poiché i cosiddetti saggi avevano paura di ammettere la loro ignoranza e di compromettere il loro prestigio.
A questo punto nella narrazione c'è una nota che afferma che Paracelso, pur non essendo un membro della “Confraternita dei Rosa+Croce”, abbia letto il libro M. e che da un esame dei suoi contenuti abbia avuto informazioni sicure che fecero di lui il più importante medico dell'Europa medioevale. Stanco, ma non scoraggiato, come risultato dei suoi vani sforzi, C.R.C. tornò in Germania, dove costruì una casa nella quale egli potè portare avanti tranquillamente i suoi studi e le sue ricerche. Costruì anche numerosi strumenti scientifici per la ricerca. Avrebbe potuto rendersi famoso commercializzando la sua conoscenza, e invece preferì la compagnia di Dio alla stima degli uomini.
Dopo cinque anni di ritiro, decise di dare battaglia per una riforma delle arti e delle scienze del suo tempo, questa volta con l'aiuto di pochi amici fidati. Andò al monastero dove egli aveva ricevuto la sua prima formazione e chiamò a sé i tre fratelli, che vincolò con il giuramento di mantenere inviolati i segreti che avrebbe impartito loro e le informazioni che avrebbe dettato e scritto a beneficio dei posteri.
Queste quattro persone fondarono la “Confraternita della Rosa+Croce”.
Prepararono il loro linguaggio segreto cifrato e, secondo il Fama, un grande dizionario in cui tutte le forme di saggezza furono classificate per la gloria di Dio.
Cominciarono anche a trascrivere il libro M., ma trovarono quest'impresa troppo difficile a causa delle richieste avanzate dal grande numero di malati che arrivarono da loro per guarire.
Poiché avevano completato una costruzione più nuova e più grande, che chiamarono “La Casa dello Spirito Santo”, decisero di includere quattro nuovi membri nella Confraternita, quindi di portare il numero a otto, sette dei quali erano tedeschi. Erano tutti celibi.
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La Croce d'Oro e Rosa
Da Geheme Figuren der Rosenkreuzer
Si dice di questa croce che sia fatta d'oro spirituale e che ogni Fratello la metta sul suo petto. Essa porta i simboli alchemici del sale, dello zolfo e del mercurio; anche una stella dei pianeti, e intorno ci sono le quattro parole FEDE, SPERANZA, AMORE e PAZIENZA. L'aquila a due teste, o Fenice, lascia sottilmente prefigurare l'ultimo stato androgino dell'essere umano. L'alchimia rosacrociana non riguarda soltanto i metalli. Lo stesso corpo umano era il laboratorio alchemico, e nessuno poteva raggiungere la qualifica di Adepto Rosacruciano finché non avesse raggiunto la suprema condizione di trasmutazione, cambiando i metalli di base dell'ignoranza nell'oro puro della saggezza e comprensione.

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Lavorando alacremente insieme, completarono velocemente l'arduo lavoro di preparazione dei documenti, istruzioni e misteri dell'Ordine.
Misero in ordine anche la casa chiamata “Spirito Santo”: Poi decisero di separarsi e visitare le altre nazioni della terra, così non solo avrebbero potuto trasmettere la loro saggezza ad altri che la meritassero, ma avrebbero potuto anche verificare e correggere gli errori esistenti nel loro stesso sistema.
Prima di separarsi, i Fratelli prepararono sei regole, o norme, e ognuno di loro si impose di obbedirvi.
La prima norma imponeva loro di non avere altro merito o rango se non quello di guarire senza farsi pagare.
La seconda era che da quel momento in poi essi non avrebbero indossato alcun vestito o mantello speciale, ma avrebbero dovuto indossare abiti adeguati agli usi del paese in cui avrebbero abitato.
La terza stabiliva che ogni anno, in un certo giorno, si sarebbero dovuti incontrare nella “Casa dello Spirito Santo” o, se impossibilitati a farlo, avrebbero dovuto essere rappresentati da una lettera.
La quarta stabiliva che ogni membro avrebbe dovuto cercare una persona degna di succedergli alla sua scomparsa.
La quinta stabiliva che le lettere “R.C.” sarebbero dovute essere il loro sigillo, marchio e carattere da quel momento in poi.
La sesta specificava che la Confraternita sarebbe dovuta rimanere sconosciuta al mondo per un periodo di cento anni.
Dopo aver prestato giuramento su questo codice, cinque dei Fratelli partirono per terre lontane e un anno dopo gli ultimi due rimasti presero pure loro la loro strada, lasciando Padre C.R.C. solo nella “Casa dello Spirito Santo”. Anno dopo anno si incontravano con grande gioia, poiché promulgavano sinceramente e tranquillamente le loro dottrine tra i saggi della terra.
Quando il primo dell'Ordine morì in Inghilterra, fu deciso che i luoghi di sepoltura dei membri avrebbero dovuto rimanere segreti. Poco tempo dopo Padre C.R.C. chiamò insieme i restanti sei, sembra per preparare la sua tomba simbolica.
Il Fama racconta che nessuno dei Fratelli vivo al momento in cui fu scritto, sapeva dove Padre C.R.C. morì o dove fu seppellito.
Il suo corpo fu scoperto accidentalmente 120 anni dopo la sua morte quando uno dei Fratelli, che aveva grandi conoscenze in architettura, decise di apportare alcune modifiche nella “Casa dello Spirito Santo”. (È soltanto supposto che la tomba fosse nell'edificio).
Mentre faceva queste modifiche, il Fratello scoprì una lapide su cui erano scritti i nomi dei primi membri dell'Ordine. Egli decise quindi di trasferirla in una cappella più importante, visto che fino ad allora nessuno sapeva in quale paese Padre C.R.C. era morto, in quanto i primi membri avevano tenuto nascosta questa informazione.
Mentre stava apprestandosi a rimuovere questa lapide, che era sostenuta da un grosso chiodo, alcune pietre e pezzi d'intonaco caddero dalla parete, scoprendo una porta nascosta nella muratura. Immediatamente i membri dell'Ordine ripulirono il vano dalle macerie e scoprirono l'ingresso di una cripta. Sopra alla porta a grandi lettere c'erano le parole: POST CXX ANNOS PATEBO. Queste, secondo l'interpretazione mistica dei Fratelli, significavano: “in 120 anni io verrò dinanzi”.
La mattina seguente fu aperta la porta e i membri entrarono nella cripta, che aveva sette lati e sette angoli; ogni lato era lungo cinque piedi e alto otto piedi. Sebbene il sole non fosse mai penetrato in questa tomba, era brillantemente illuminata da una misteriosa luce posta nel soffitto. Al centro della stanza c'era un altare circolare, sopra al quale c'erano targhe in ottone con strani caratteri incisi. In ognuno dei sette lati c'era una porticina che, una volta aperta, rivelava un gran numero di scatole piene di libri, istruzioni segrete, e sembra anche del presunto segreto perduto della Confraternita.
Spostando l'altare da una parte fu scoperta una copertura in ottone. Sollevandola rivelò un corpo, presumibilmente quello di C.R.C. che, sebbene fosse disteso laggiù da 120 anni, era così ben preservato, da sembrare appena interrato. Era decorato e abbigliato con i vestiti dell'Ordine, e in una mano aveva racchiusa una misteriosa pergamena che, assieme alla Bibbia, era il più grande valore in possesso della Società. Dopo aver accuratamente ispezionato la stanza segreta, furono rimessi a posto la lastra d'ottone e l'altare, la porta della cripta fu sigillata di nuovo, e i Fratelli andarono per le loro strade, i loro spiriti crebbero e la loro fede accresciuta dallo spettacolo miracoloso a cui avevano assistito.
In effetti il documento finisce dicendo “Secondo il volere di Padre C.R.C.; il Fama è stato preparato e inviato ai saggi e dotti di tutta Europa in cinque lingue, in modo che tutti possano conoscere e capire i segreti dell'augusta Confraternita. Tutte le anime sincere che lavorano per la gloria di Dio sono invitate a comunicare con i Fratelli ed è promesso che il loro appello sarà udito, indipendentemente da dove si trovano o da come i messaggi saranno inviati. Allo stesso tempo, quelli che hanno motivi egoistici o altri motivi, sono avvisati che soltanto il dolore e la miseria attenderanno chi tenta di scoprire la Fratellanza senza un cuore pulito e una mente pura”.
Questa è in breve la storia del Fama Fraternitatis.
Coloro che lo accettano alla lettera, vedono Padre C.R.C. come il vero fondatore della Confraternita, che si crede da lui fondata intorno al 1400. Il fatto che evidenze storiche dei punti importanti del Fama non siano mai state scoperte, è contro questa teoria.
Non esiste prova che Padre C.R.C. abbia mai avvicinato i dotti della Spagna. La misteriosa città di Damcar non può essere trovata, e non esiste alcuna prova che in Germania sia mai esistito un posto dove un gran numero di malati si sia mai fermato e sia misteriosamente guarito.
“La Tradizione Segreta nella Massoneria” di A. E. Waite contiene un'immagine di Padre C.R.C. che lo rappresenta con una lunga barba sopra al suo petto, seduto davanti a un tavolo sopra al quale brucia una candela. Egli appoggia la sua testa su una mano mentre con l'altra sta appoggiando la punta del suo dito medio sulla tempia di un teschio umano. Tuttavia la figura (vedi l'immagine all'inizio del capitolo), non prova niente.
Padre C.R.C. non è mai stato visto da nessun altro al di fuori dei membri del suo Ordine, e loro non hanno conservato una sua descrizione. Che il suo nome fosse Christian Rosencreutz è molto improbabile, poiché i due non furono mai associati fino allo scritto delle Nozze Alchemiche.

Il secondo Postulato

Quei Fratelli Massoni che hanno studiato questa materia, accettano l'esistenza storica della “Confraternita dei Rosa+Croce” ma sono divisi per quanto riguarda l'origine dell'Ordine.
Un gruppo sostiene che la Società ebbe origine nell'Europa medioevale come un risultato della speculazione alchemica. Robert Macoy, 33°, crede che Johann Valentin Andreae, un teologo tedesco, sia stato il vero fondatore, e crede anche che sia possibile che questa sia già una confraternita, fondata da Sir Henry Cornelius Agrippa, semplicemente riformata e ampliata. Alcuni credono che il Rosacrocianesimo sia la prima invasione in Europa delle culture buddhiste e brahmine. Altri ancora credono che la “Confraternita dei Rosa+Croce” sia stata fondata in Egitto durante la supremazia filosofica di quell'impero, e che abbia anche perpetuato i Misteri dell'antica Persia e della Caldea.
Nel suo “Apocalisse”, Godfrey Higgins scrive: “I Rosacroce della Germania sono abbastanza ignoranti circa le loro origini: ma, per tradizione, essi si credono discendenti degli antichi Egiziani, Caldei, Magi e Gymnosofisti.”. (L'ultimo era un nome dato dai seguaci di Alessandro Magno a una casta di Uomini Saggi nudi che trovarono a meditare lungo le sponde di un fiume in India).
L'opinione generale fra queste fazioni è che la storia di Padre C.R.C., come la leggenda massonica di Hiram Abiff, sia un'allegoria e non dovrebbe essere presa alla lettera. Un problema simile si è posto agli studiosi della Bibbia, che hanno trovato non soltanto difficile, ma nella maggior parte dei casi impossibile, sostenere i loro sforzi per provare l'interpretazione storica delle Scritture.
Ammettendo l'esistenza dei Rosacroce come una società segreta con fini sia filosofici che politici, è da rimarcare il fatto che una organizzazione con membri sparsi in tutte le parti d'Europa abbia potuto mantenere il segreto assoluto per secoli. Tuttavia, la “Confraternita dei Rosa+Croce” era apparentemente capace di farlo.
Un gran numero di studiosi e filosofi, fra cui Sir Francis Bacon e Wolfgang von Goethe, furono sospettati di affiliazione con l'Ordine, ma la loro appartenenza non è stata mai provata per la soddisfazione di storici prosaici.
Abbondavano pseudo-Rosacrociani, ma i veri membri dell'“Antico e Segreto Ordine dei Filosofi Sconosciuti” hanno fatto onore al loro nome: fino ad oggi sono rimasti sconosciuti.
Durante il Medio Evo apparvero un certo numero di opuscoli, aventi la pretesa di essere scritti dalle penne dei Rosacroce. Comunque molti di essi erano falsi, essendo stati pubblicati da persone senza scrupoli per il loro prestigio , che usarono il magico e riverito nome dei Rosacroce con la speranza di guadagnare potere religioso o politico. Questo ha largamente complicato il lavoro di ricerca e studio sulla Confraternita.
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La Rosa Crocefissa
Il simbolo originario della Confraternita dei Rosa+Croce era una rosa stilizzata crocifissa su una croce. La croce era spesso issata su un Calvario con tre scalini. Occasionalmente il simbolo di una croce nascente da una rosa fu usato in relazione alle loro attività. La rosa dei Rosacroce fu avvicinata alla Tavola Rotonda di Re Artù, ed è il motivo centrale per i collegamenti che formano la catena dalla quale il “Grande Giorgio” è sospeso fra i gioielli dell'Ordine della Giarrettiera. Hargrave Jennings crede che questo Ordine sia in qualche modo collegato con i Rosacroce.
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Un gruppo di pseudo-Rosacroce arrivò a fornire i loro membri di una corda nera come mezzo per riconoscersi l'un l'altro, e li misero in guardia che se avessero tradito il giuramento di segretezza, la corda sarebbe stata usata per strangolarli.
Alcuni principi dei Rosacroce sono stati conservati nella letteratura, dei resoconti frammentari dei loro principi e attività sono stati pubblicati soltanto per la Confraternita originaria.
Nel suo “Simboli Segreti dei Rosa+Croce”, Dr. Frantz Hartmann descrive la Confraternita come “una società segreta di uomini che posseggono poteri sovrumani – se non soprannaturali; si diceva fossero capaci di predire eventi futuri, di penetrare nei più profondi misteri della Natura, di trasformare Ferro, Rame, Piombo o Mercurio in Oro, di preparare un Elisir della Vita, o Panacea Universale, di preservare la loro gioventù e virilità con l'uso di esso; e per di più si credeva che avrebbero potuto comandare gli Spiriti degli Elementi della Natura, e conosciuto il segreto della Pietra Filosofale, una sostanza che rendeva chi la possedeva onnipotente, immortale ed enormemente saggio”.
Inoltre lo stesso autore definisce un Rosacroce come “Una persona che tramite il risveglio spirituale ha conseguito una conoscenza pratica del significato segreto della Rosa e della Croce. […] Il chiamare una persona Rosacrociana non la rende tale, così come chiamare una persona Cristiana non la fa diventare un Cristo.
Il vero Rosacruciano o Massone non può essere costruito; egli deve crescere per esserlo tramite l'espandersi e il rivelarsi del potere divino dentro al proprio cuore.
La negligenza verso questa verità è il motivo per cui molte chiese e società segrete sono così lontane da essere quello che esprimono con il proprio nome.”
I principi simbolici dei Rosacroce sono così profondi che persino oggigiorno sono poco valutati come meritano.
Le loro carte e diagrammi implicano complessi principi cosmici che loro trattano con una conoscenza filosofica decisamente innovativa se comparata alla ristretta ortodossia prevalente ai loro giorni.
Secondo la documentazione disponibile, i Rosacroce erano tenuti insieme da aspirazioni comuni piuttosto che da leggi di una confraternita. Si è creduto che i “Fratelli Rosacrociani”abbiano vissuto in maniera riservata, lavorando attivamente in commerci e professioni, senza svelare la loro segreta affiliazione a nessuno – in molti casi nemmeno ai loro stessi familiari.
Dopo la morte di C.R.C., sembrava che la maggior parte dei Fratelli non avesse un posto centrale dove incontrarsi.
Qualunque rito di iniziazione l'Ordine avesse, era così strettamente difeso che non è stato mai rivelato. Senza dubbi è stato nascosto nella terminologia chimica.
Sforzi per unirsi all'Ordine erano chiaramente inutili, poiché i Rosacroce scelgono sempre i loro discepoli.
Dopo essersi accordati su una persona che loro credevano avrebbe onorato la loro illustre confraternita, comunicavano con lui tramite una delle molte misteriose maniere. Egli poteva ricevere una lettera, sia anonima che con un particolare sigillo, di solito portante le lettere “C.R.C.” o “R.C.” sopra di essa. Egli sarebbe stato istruito per andare in un certo posto a un certo orario. Che cosa gli fosse spiegato egli non lo avrebbe mai rivelato, sebbene in molti casi i suoi scritti successivi avrebbero mostrato che una nuova influenza era entrata nella sua vita, approfondendo la sua comprensione e allargando il suo intelletto.
Pochi hanno scritto in modo allegorico riguardo a ciò che avevano contemplato quando erano alla augusta presenza dei “Fratelli Rosacrociani”.
A volte degli alchimisti ricevevano visite nei loro laboratori da parte di stranieri misteriosi, i quali consegnavano dissertazioni riguardanti i processi segreti delle arti ermetiche e, dopo aver svelato certi procedimenti, partivano, senza lasciar tracce. Altri dichiararono che i “Fratelli Rosa+Croce” comunicavano con loro attraverso sogni e visioni, rivelando loro i segreti della Saggezza Ermetica mentre erano addormentati. Dopo esser stato istruito, il candidato era tenuto al segreto non soltanto per le formule chimiche che gli erano state spiegate, ma anche per il metodo con il quale egli le avrebbe protette.
Mentre questi adepti senza nome erano sospettati di essere “Fratelli Rosa+Croce”, non si è mai potuto provare chi fossero, quelli esaminati potevano soltanto farlo dubitare.
Molti credono che la rosa Rosacrociana sia una forma stilizzata del fiore di loto egiziano e hindu, con lo stesso significato simbolico di questo archetipo antico.
La Divina Commedia caratterizza Dante Alighieri come essere familiare con la teoria dei Rosacroce. Secondo questo punto di vista, Albert Pike nel suo “Moralità e Dogma” fa questa significativa affermazione: “Il suo inferno non è altro che un purgatorio negativo. Il suo paradiso è composto da una serie di cerchi cabalistici, divisi da una croce, come il Pentacolo di Ezechiele. Al centro di questa croce sboccia una rosa e vediamo per la prima volta il simbolo degli Adepti della Rosacroce pubblicamente esposto e abbastanza esplicitamente spiegato.”
Il dubbio è sempre esistito se il nome Rosacroce venga dal simbolo della rosa e della croce o se questo fu soltanto un paravento per ingannare i disinformati, e quindi poi celare il vero significato dell'Ordine.
Godfrey Higgins crede che la parola Rosacroce non sia derivata dal fiore, ma dalla parola Ros che significa rugiada. È anche interessante notare che la parola Ras significa saggezza, mentre Rus è tradotta con occultamento. Senza dubbio tutti questi significati hanno contribuito al simbolismo Rosacrociano. A.E. Waite sostiene con Godfrey Higgins che il processo per formare la Pietra Filosofale con l'aiuto della rugiada sia il segreto nascosto nel nome Rosacroce.
È possibile che la rugiada a cui si riferisce sia una misteriosa sostanza all'interno del cervello umano, strettamente rassomigliante alla descrizione data dagli alchimisti circa la rugiada che, cadendo dal cielo, liberò la terra.
La croce è il simbolo del corpo umano, e i due simboli insieme – la rosa sulla croce – significano che l'anima dell'uomo è crocifissa sul corpo, dove è tenuta da tre chiodi.
È probabile che il simbolismo Rosacrociano sia una perpetuazione delle dottrine segrete dell'egiziano Ermete e che la Società dei Filosofi Sconosciuti sia il vero collegamento fra la moderna Massoneria, con la sua massa di simboli, e l'antico Ermetismo egizio, fonte di quel simbolismo.
Nella sua “Dottrina e Letteratura della Kabalah”, A. E. Waite fa questa importante osservazione: “Ci sono importanti indicazioni che mirano ad un possibile legame fra la Massoneria e il Rosacrocianesimo, e questo, se riconosciuto, costituirebbe il suo primo collegamento con il passato. Tuttavia, la prova non è convincente, o almeno è ingarbugliata. La Massoneria di per sé, nonostante l'affinità con il misticismo che ho appena menzionato, non ha mai mostrato alcun carattere mistico, né ha una chiara opinione su come essa possa derivare dai suoi simboli.”
Molti di coloro che furono collegati con lo sviluppo della Massoneria furono sospettati di essere Rosacrociani; alcuni, come nel caso di Robert Fludd, scrissero anche in difesa di questa organizzazione.
Frank C. Higgins, un moderno massone simbolista, scrive: “Il Dottor Ashmole, membro di questa Confraternita (Rosacrociana), è venerato dai Massoni come uno dei fondatori della prima Gran Loggia in Londra” (vedi Ancient Freemasonry).
Elias Ashmole è soltanto uno dei tanti collegamenti intellettuali che collegano il Rosacrocianesimo con la genesi della Massoneria. L'Enciclopedia Britannica ricorda che Elias Ashmole fu iniziato nell'Ordine Massonico nel 1646, e aggiunge che egli fu “il primo gentiluomo, o dilettante, ad essere accettato.”
Su questo stesso argomento, Papus, nel suo “Tarocchi dei Bohemieni”, ha scritto: “Non dobbiamo dimenticare che i Rosacroce furono gli Iniziatori di Leibnitz, e fondatori della vera e propria Massoneria attraverso Ashmole.”
Se i fondatori della Massoneria furono iniziati nel Grande Arcano d'Egitto – e il simbolismo della moderna Massoneria indicasse che le cose stavano così – allora sarebbe ragionevole supporre che loro salvaguardarono la loro scienza tramite una società di cui essi ammettevano l'esistenza, e che fu debitamente resa idonea ad insegnare loro questi simboli ed allegorie.
Una teoria riguardante i due Ordini è che la Massoneria fu una conseguenza del Rosacrocianesimo: in altre parole, che i “Filosofi Sconosciuti” diventarono conosciuti attraverso una organizzazione che loro stessi crearono per loro utilità nel mondo materiale.
La storia va avanti narrando che gli adepti Rosacroce diventarono insoddisfatti della loro progenie e silenziosamente si ritirarono dalla gerarchia Massonica, lasciandosi dietro il loro simbolismo ed allegorie, ma portandosi via la chiave tramite la quale aprire quei simboli che avrebbero potuto spiegare le loro idee segrete.
Alcuni pensatori sono andati così oltre, da asserire che, secondo loro, la moderna Massoneria ha completamente assorbito i Rosacroce ed è divenuta la più grande società segreta del mondo.
Altre menti altrettanto colte dichiarano che la Confraternita dei Rosa+Croce esiste ancora e che preserva la sua individualità come risultato, per essersi ritirata dall'Ordine Massonico.
Secondo la tradizione largamente accettata, la sede dell'Ordine dei Rosa+Croce è vicina a Carlsbad, in Austria (vedi Dottor Franz Hartmann). Un'altra versione dice che una scuola misteriosa, assomigliante nei principi generali alla Confraternita dei Rosa+Croce e che si chiama “I Fratelli Bohemieni”, ancora mantiene la sua peculiarità nella Schwarzwald (Foresta Nera) in Germania.
Una cosa è certa: in Europa con la nascita della Massoneria, l'Ordine dei Rosa+Croce praticamente sparì e, anche se esistono dichiarazioni contrarie, è certo che il diciottesimo grado (comunemente conosciuto come il Rosacroce) perpetua molti dei simboli del Fuoco degli Alchimisti Rosacrociani.
In un manoscritto anonimo e non pubblicato del diciottesimo secolo e riportante il contrassegno della kabalah Rosacrociana, appare questa dichiarazione: “Ebbene, adesso io darò al mondo esterno un paradosso da essere risolto, precisamente che alcuni uomini illuminati si sono impegnati a fondare Scuole di Saggezza in Europa e queste per alcune strane ragioni si sono chiamate Fratres Rosa Crucis. Ma in seguito, ben presto crebbero false scuole che corruppero le buone intenzioni di questi uomini saggi. Tuttavia, l'Ordine non è più come molte persone vorrebbero concepirne l'esistenza e, cosi come in questa Confraternita del Seculo Fili i membri si chiamano Fratelli della Rosa Croce, così anche quelli del Seculo Spiritus Sancti si chiamano Fratelli della Croce del Giglio e Cavalieri del Leone Bianco. Poi le Scuole di Saggezza cominceranno di nuovo a fiorire, ma il motivo per cui le prime scelgono proprio quel nome e perché anche le altre sceglieranno il loro, lo possono chiarire soltanto coloro che hanno acquisito la propria conoscenza nella Natura”.
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La Rosa Rosacrociana
Da Geheime Figuren der Rosenkreuzer
La rosa è un simbolo ionico associato con il generare, la fecondità, e la purezza. Il fatto che i fiori sboccino aprendosi, li portò a sceglierlo come simbolo della crescita spirituale. Il colore rosso della rosa si riferisce al sangue di Cristo, e il cuore d'oro nascosto nel mezzo del fiore corrisponde all'oro spirituale nascosto nella natura umana. Il numero dei suoi petali, dieci, è anche un sottile ricordo del numero perfetto pitagorico.
La rosa simbolizza il cuore, e il cuore è sempre stato accettato dai Cristiani come l'emblema delle virtù di amore e compassione, come la natura di Cristo - la personificazione di queste virtù. La rosa, come emblema religioso, è enormemente antico. Fu accettato dai Greci come il simbolo del sole nascente o dell'alba. Nel suo “Metamorfosi”, o “Asino D'Oro”, Apuleio, si tramutò in un asino a causa della sua stoltezza, e riprese le sua sembianze umane mangiando una rosa sacra datagli dai sacerdoti egizi. La presenza di una rosa stilizzata sopra lo stemma di Martin Lutero è stata alla base di molte indagini, come se esistesse una connessione fra la sua Riforma e le attività segrete dei Rosacroce.
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Le aspirazioni politiche dei Rosacroce furono espresse con i lavori di Sir Francis Bacon, il Conte di St. Germani, e il Conte di Cagliostro.
L'ultimo è stato sospettato di essere stato un emissario dei Cavalieri Templari, una società profondamente implicata nel trascendentalismo, come ha sottolineato Eliphas Levi. Esiste una ipotesi popolare che dice che i Rosacroce furono almeno in parte istigatori della Rivoluzione Francese. (Notare in particolare l'introduzione del Zanoni il romanzo Rosacrociano di Lord Bulwer-Lytton ).

Il Terzo Postulato

La terza teoria prende forma da un completo rifiuto del Rosacrocianesimo, asserendo che il così chiamato Ordine originale non ebbe mai basi reali, ma fu interamente un prodotto dell'immaginazione. Questo punto di vista è bene espresso dalle domande che sono ancora poste dagli studiosi di questo vago gruppo di metafisici.
La “Confraternita dei Rosa+Croce” fu semplicemente una mitica istituzione creata nella fertile mente di alcuni cinici letterati, al fine di deridere le scienze alchemiche ed Ermetiche? È mai esistita la “Casa dello Spirito Santo” al di fuori dell'immaginazione di alcuni mistici medioevali? L'intera storia dei Rosacroce fu una satira nata per ridicolizzare l'ingenuità dell'Europa accademica? Il misterioso Padre C.R.C. fu un prodotto del genio letterario di Johann Valentin Andreae oppure di un'altra mente simile la quale, cercando d'intaccare la filosofia alchemica ed Ermetica, inconsapevolmente diventava una grande sostenitrice nel promuovere la sua diffusione?
Che almeno uno dei primi documenti dei Rosacroce fu scritto dalla penna di Andreae c'è poco da dubitare, ma per quale motivo egli lo compilò, rimane ancora motivo di studio. Fu Andreae stesso a ricevere da una persona sconosciuta, o da più persone, delle istruzioni per scriverlo? Se egli scrisse le Nozze Alchemiche di Christian Rosencreutz quando aveva soltanto quindici anni, fu assistito nella preparazione di quel libro?
A queste domande fondamentali non ci sono risposte.
Un certo numero di persone accettò il notevole inganno di Andreae come una verità assoluta.
Molti affermano che, come conseguenza, spuntarono numerose pseudo società, ognuna dichiarante essere l'organizzazione in merito alla quale il Fama Fraternitatise il Confessio Fraternitatis furono scritti.
Senza dubbio oggigiorno esistono molti falsi ordini ; ma pochi di essi possono affermare che l'inizio della loro storia parte da prima dell'inizio del diciannovesimo secolo.
Il mistero associato con la Confraternita dei Rosa+Croce ha avuto come conseguenza infinite polemiche.
Molte menti competenti, fra cui Eugenius Philalethes, Michael Maier, John Heydon, e Robert Fludd, difesero la vera esistenza della “Società dei Filosofi Sconosciuti”.
Altri egualmente qualificati affermarono che essa aveva false origini e dubbia esistenza.
Eugenius Philalethes, mentre dedicava libri all'Ordine e stava scrivendo un'estesa spiegazione dei suoi principi, nega qualsiasi collegamento personale con esso. Molti altri hanno fatto la stessa cosa.
Alcuni sono dell'opinione che Sir Francis Bacon abbia preso parte alla stesura dei Fama Confessio Fraternitatis, poiché lo stile retorico di queste opere è simile a quello del New Atlantis di Bacon. Inoltre affermano che certe asserzioni nell'ultimo lavoro puntano ad una conoscenza della simbologia Rosacrociana.
L'inafferrabilità dei Rosacroce ha fatto sì che siano i soggetti preferiti per lavori letterari. Fra i romanzi che sono stati tessuti intorno a loro, spicca Zanoni. L'autore, Lord Bulwer-Lytton, è visto da alcuni come un membro dell'Ordine, mentre altri affermano che fece domanda per entrare ma fu respinto.
“Pope's Rape of the Lock & c., Comte de Gabalis” di Abbè de Villars e saggi di De Quincy, Hartmann, Jennings, Mackenzie, e altri, sono esempi di letteratura Rosacrociana.
Sebbene l'esistenza di questi Rosacroce medioevali sia difficile da provare, prove sufficienti sono a portata di mano per far sì che sia estremamente probabile che sia esistita in Germania, e più tardi in Francia, Italia, Inghilterra e altre nazioni europee, una società segreta di saggi illuminati che contribuirono enormemente alla somma della conoscenza umana, mantenendo l'assoluto segreto sulle loro persone e sulla loro organizzazione.

Il quarto postulato

Le apparenti incongruità della controversia Rosacrociana sono state anche delucidate con una spiegazione puramente trascendentale. Esiste la prova che i primi scrittori furono a conoscenza di tale supposizione – che, tuttavia, fu resa pubblica soltanto dopo che fu abbracciata dalla Teosofia.
Questa teoria afferma che i Rosacroce possedevano veramente tutti i poteri soprannaturali che erano loro attribuiti, che erano veramente cittadini dei due mondi: che, mentre avevano corpi fisici per manifestarsi sul piano materiale, erano anche capaci, tramite le istruzioni che ricevevano dalla Fratellanza, di funzionare in un misterioso corpo eterico non soggetto alle limitazioni di tempo e distanza.
Per mezzo di questa “forma astrale” erano capaci di lavorare nel regno invisibile della Natura e in questo regno, l'aldilà per il profano, era situato il loro tempio.
Secondo questo punto di vista, la vera Confraternita dei Rosa+Croce consisteva in un limitato numero di adepti altamente evoluti, o iniziati, quelli dei gradi più alti non erano più soggetti alla legge di mortalità; i candidati erano accettati nell'Ordine soltanto dopo un lungo periodo di prova; gli adepti possedevano il segreto della Pietra Filosofale e conoscevano il processo di trasmutazione dei metalli di base in oro, ma pensavano che queste fossero soltanto allegorie riguardanti il vero mistero della rigenerazione umana attraverso la trasmutazione degli “elementi di base” della natura umana più bassa nell'“oro” della realizzazione intellettuale e spirituale.
Secondo questa teoria, coloro che hanno cercato di registrare gli avvenimenti importanti connessi alla controversia Rosacrociana, hanno invariabilmente fallito perché si sono avvicinati a questo argomento da un'angolazione puramente materialistica o fisica.
Si credeva che questi adepti fossero in grado d'insegnare all'uomo come andare via dal proprio corpo fisico a piacimento, assistendolo per rimuovere “la rosa dalla croce”.
Essi pensavano che la natura spirituale fosse attaccata alla forma materiale in alcuni punti, rappresentati dai “chiodi” della crocefissione, da tre iniziazioni alchemiche che avevano luogo nel mondo spirituale , nel vero Tempio dei Rosa+Croce, erano capaci di “estrarre” questi chiodi e permettere alla natura divina dell'uomo di scendere dalla sua croce.
Nascosero i procedimenti tramite i quali questo era compiuto sotto tre espressioni metaforiche alchemiche: “La Colata del Mare Fuso”“La Realizzazione del Diamante Rosa”“La Conquista della Pietra Filosofale”.
Mentre l'intellettuale si agita faticosamente fra teorie contraddittorie, il mistico affronta il problema in un modo completamente differente.
Egli crede che la vera Fratellanza dei Rosa+Croce, che consiste in una scuola di superuomini (non dissimili dai leggendari Mahatma indiani), sia una istituzione esistente non nel mondo invisibile ma nella sua controparte spirituale, che egli pensa sia opportuno chiamare “i livelli interiori della Natura”, che possono essere raggiunti soltanto da quei Fratelli che sono capaci di trascendere le limitazioni del mondo materiale.
A sostegno del loro punto di vista, questi mistici citano la seguente significativa dichiarazione dal Confessio Fraternitatis : “Migliaia di volte gli indegni possono gridare a gran voce, migliaia di volte si possono presentare, ma Dio ha comandato alle nostre orecchie che essi non avrebbero udito niente di loro, e così ci ha cinto con le Sue nuvole affinché a noi, Suoi servi, non possa essere fatta alcuna violenza; perciò adesso non siamo più visti da occhi umani, a meno che loro abbiano ricevuto forza presa a prestito dall'aquila”.
Nel misticismo l'aquila è un simbolo di iniziazione (il Fuoco spinale dello Spirito), e da questo è spiegata l'incapacità del mondo non rigenerato a capire l'Ordine Segreto dei Rosa+Croce.
Coloro che professano questa teoria vedono il Conte di St. Germain come il più alto adepto e asseriscono che egli e Christian Rosencreutz erano la stessa persona.
Accettano il fuoco come il loro simbolo universale, perché era l'unico elemento col quale potevano controllare i metalli.
Si dichiaravano i discendenti di Tubal-cain e Hiram Abiff, e che il fine della loro esistenza era preservare la natura spirituale dell'uomo attraverso le età di materialità.
“Le sette Gnostiche, gli Arabi, Alchimisti, Templari, Rosa+Croce, e per ultimi i Massoni, formano la catena occidentale nella trasmissione delle scienze occulte”. (Vedi “I tarocchi dei Bohemieni” tradotti da A.E. Waite dal francese di Papus).
Max Heindel, il mistico cristiano, descrisse il Tempio dei Rosa+Croce come una “struttura eterica” situata dentro e attorno alla casa di un gentiluomo di campagna europeo. Egli credeva che questo edificio invisibile potesse essere alla fine spostato nel continente americano.
Il signor Heindel alludeva agli Iniziati Rosacrociani come persone così progredite nella scienza della vita che “la morte li aveva dimenticati”.
__________
Lo stemma di Johann Valentin Andreae
Da Chymische Hochzeit
Il riferimento alle quattro rose rosse e alla croce bianca nel Matrimonio Alchemico di Christian Rosencreutz identificava Johann Valentin Andreae come il suo autore, poiché il suo stemma di famiglia, mostrato sopra, era composto da quattro rose rosse ed una croce bianca. 

Fonte tratta dal sito  .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

2018-01-04

l'archetipo della prostituta


di Aletheia Luna
Traduzione di Anticorpi.info

La prima idea che a molti viene in mente udendo la parola 'prostituzione', è l'immagine di qualcuno che venda il proprio corpo per fini sessuali. Tuttavia la prostituzione a cui mi riferirò in questo articolo non ha a che fare con il sesso a pagamento. La Prostituta interiore è invece una tendenza presente in ognuno di noi.

Nel suo libro Sacred Contracts, Carolyn Myss si riferisce alla Prostituta interiore come ad un archetipo capace di influenzare la nostra vita in un certo numero di modi.

Un archetipo è un'immagine, un modello, un simbolo universale codificato all'interno della psiche umana ed ereditato di generazione in generazione.

In ognuno di noi è presente in qualche misura la Prostituta interiore; tanto negli uomini quanto nelle donne. 
La Prostituta interiore si manifesta nella nostra vita tutte le volte che 'vendiamo' metaforicamente una parte di noi per ottenere in cambio un tornaconto personale...


Come Funziona la Prostituta interiore

La prostituta interiore si nutre delle paure connesse alla sopravvivenza e all'incolumità. L'energia di questo archetipo è ascrivibile principalmente al chakra della radice (Primo Chakra - ndt), il quale può bloccarsi o danneggiarsi come conseguenza dello sviluppo di determinate credenze o dell'influsso di alcune particolari esperienze di vita. Spesso coloro i quali lottino costantemente con la loro Prostituta interiore sono reduci da infanzie fisicamente o emotivamente precarie.

L'individuo guidato dalla Prostituta interiore persegue ad ogni costo una condizione di sicurezza e protezione, anche se ciò significhi rinunciare a diverse prerogative umane. Ad esempio:

- Sacrifica i propri sogni in cambio del comfort.
- Subordina i propri valori ai trend sociali.
- Agisce a scopo di lucro e non sulla spinta di passione o convinzione.
- Si svende al fine di guadagnare popolarità piuttosto che restare ignoto, ma fedele a se stesso e alla propria unicità.
- Mantiene in vita rapporti malsani per non rinunciare alla sicurezza emotiva, sociale o economica.
- Tende a comportarsi gentilmente solo per ottenere qualcosa in cambio.
- Scende a compromessi con i propri principi etici.
- Manipola gli altri per perseguire un tornaconto personale.

L'atteggiamento che caratterizza la Prostituta interiore si può sintetizzare nel mondo seguente:

Sono disposto a dare tutto ciò che mi si chiede (anche in violazione della mia fede, della mia autostima e della mia integrità) in cambio di un'adeguata contropartita. 

Gli Insegnamenti della Prostituta

L'archetipo della Prostituta può indurre a sacrificare qualsiasi cosa in cambio della ricerca della sicurezza e della protezione. Nessun luogo è considerato 'terra santa.' Tutto è in vendita al giusto prezzo. Ciò detto, non importa quanto la Prostituta possa apparire 'cattiva' o 'negativa.' Essa è in realtà una forza del tutto neutra. La Prostituta diventa un problema solo quando non si sia coscienti del suo influsso nella nostra vita. Carolyn Myss si riferisce alla Prostituta interiore come al 'guardiano della fede', in quanto è grazie ad essa che possiamo realizzare fino a che punto siamo inclini a vendere una parte di noi stessi in cambio di un tornaconto.

L'archetipo della Prostituta dovrebbe insegnarci a sviluppare l'integrità, il rispetto e la fiducia in noi stessi, e la fede nel Divino. Se compresa e controllata, la Prostituta può aiutarci a scoprire i luoghi della nostra vita in cui abbiamo deciso di venderci.

La fiducia è la lezione fondamentale impartita dall'archetipo della Prostituta. Per avere fiducia dobbiamo credere fermamente nella nostra capacità di sperimentare la forza, il benessere e l'abbondanza. Quando dubitiamo di noi stessi, il vuoto che si crea viene riempito dalla ricerca della ricchezza esteriore, degli agi del comfort e da facili gratificazioni che possano compensare il nostro senso di insicurezza. Tutto ciò naturalmente genera ulteriore auto-disistima ed insicurezza che alimenta nuovi comportamenti compulsivi dettati dalla Prostituta interiore.

Come Trattare la Prostituta

L'unico modo di neutralizzare la Prostituta interiore apprendendone gli insegnamenti è rafforzare la nostra fiducia in noi stessi. 

Il modo migliore di farlo è rendendosi conto che ciò che siamo si estende oltre le nostre personalità, i nostri titoli, le nostre occupazioni lavorative, i nostri corpi ed i nostri pensieri. Come possiamo fidarci di ciò che non è realmente 'noi'?

Ciò che siamo stati condizionati ad identificare con 'noi' non potrà mai infonderci alcun comfort o senso di sicurezza. Come può una personalità in continuo mutamento, un corpo che invecchia, un lavoro temporaneo, una famiglia transitoria, infondere fiducia in se stessi? Per imparare l'insegnamento della Prostituta e riappropriarci della nostra integrità dobbiamo ristabilire il contatto con l'unico luogo immutabile presente in noi: la nostra Coscienza.

Ciò che definiamo 'Lavoro dell'Anima', presente praticamente in ogni tradizione o percorso spirituale, definisce il nostro impegno e la nostra volontà di riconnetterci con la nostra anima. La nostra anima è la nostra essenza, la verità alla radice della nostra esistenza; in altre parole è il nostro flusso di Coscienza. La nostra anima è illimitata, grande, infinitamente saggia ed amorevole; è il nostro personale collegamento con lo Spirito, il quale è la radice di ogni cosa.

La prostituta interiore non è un nemico, né è qualcosa di cui vergognarsi. Si tratta invece di un normale istinto di difesa presente in ognuno di noi ed a vari livelli. Non si tratta di un 'problema' da risolvere cercando di curarlo o farlo magicamente sparire; è invece necessario prendere realmente atto della sua esistenza. Quando comprendiamo la sua essenza possiamo perfino arrivare ad amarla e al tempo stesso impedirle di prendere il controllo delle nostre decisioni ed azioni.

Vado ad elencare alcune domande da porsi per accrescere la consapevolezza di quanto le nostre esistenze siano influenzate dalla Prostituta:

- In quali aree della mia vita ho scelto di sacrificare le mie autentiche esigenze in cambio di denaro, beni materiali, popolarità, protezione, sicurezza, comfort e ammirazione?
- Vivo rapporti personali o di lavoro manifestamente tossici per il mio benessere?
- Quali componenti della mia identità ho venduto agli altri? (Esempi: l'allegria, l'affettività, la sincerità, la fantasia ...)
- Ho venduto o sacrificato la mia moralità in cambio di un tornaconto personale?
- Quante volte mi capita di mentire per ottenere un tornaconto personale?
- Ho mai indotto qualcuno a 'vendersi' per il mio tornaconto personale?
- Cosa sono disposto a digerire pur di raggiungere o conservare la 'sicurezza'?
Per lavorare proficuamente con la propria Prostituta interiore occorre raggiungere la ferma consapevolezza che la Coscienza / Dio è sempre qui per supportarci, dal momento che tutti noi siamo parte di Essa / Egli.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Loner Wolf

Link diretto:
https://lonerwolf.com/inner-prostitute-archetype/

Fonte: www.anticorpi.info

fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it/

2017-12-29

nazismo, IBM e Renzi







Boston, 31 marzo 2016:
seduti da sinistra: Erich Clementi, SVP, IBM Europa, Ivan Scalfarotto, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio italiano; in piedi da sinistra: Ginni Rometty, Chairman, Presidente e CEO di IBM; Matteo Renzi, primo ministro italiano.


di Gianni Lannes

Schedature di massa nel belpaese: l'IBM già lavora per il ministero dell'interno, ma non solo. E' il prossimo olocausto tricolore? Comunque ce n’è abbastanza per mandare sotto processo Matteo Renzi e i suoi sodali del governo Gentiloni. A proposito chi ha dato alla fondazione Open riconducibile al bomba toscano ben 5,5 milioni di euro? E in cambio di che? La Procura della Repubblica di Roma si attiverà?


C’è già chi l’ha definito “il grande fratello della Sanità”: un altro esperimento sulla pelle della gente come la vaccinazione obbligatoria di neonati, bambini e adolescenti sani. Alle porte di Milano IBM realizzerà l’Hub europeo ‘Watson Health’ con il beneplacito del governatore Maroni. Almeno sulla carta un centro di eccellenza nel campo della genomica, dei big data, dell’invecchiamento della popolazione e dell’alimentazione. Il cervellone di Ibm sarà in grado di memorizzare e analizzare milioni  e milioni di referti diventando un punto di riferimento per l’informatizzazione del settore sanitario. L’iniziativa si baserà su forti sinergie tra pubblico e privato, con il coinvolgimento di vari atenei, tra i quali l’Università Statale e il Politecnico di Milano, e di diversi partner internazionali. Oltre a IBM, al progetto parteciperanno Google, lo European Molecular Biology Laboratory, il Weizmann Institute, ma interesse è stato espresso anche da multinazionali tra cui Nestlè, Bayer e Novartis.


L’IBM nel 2006 reclamò dal governo Prodi ed ottenne in seguito l’istituzione del fascicolo sanitario elettronico. Questa corporation oggi ha ottenuto i dati sensibili e sanitari dell’ignara popolazione italiana. Infatti Matteo Renzi il 31 marzo 2016 a Boston, ha avallato insieme al sottosegretario Ivan Scalfarotto, un accordo mai ratificato dal Parlamento italiano - peraltro ufficialmente all’oscuro della vicenda - che prevede la cessione all’IBM, ovvero ad una multinazionale straniera, senza interpellare preventivamente gli interessati, di tutti i dati sensibili della popolazione italiana, in cambio di un investimento a Milano di appena 150 milioni di dollari. E la privacy? Singolare coincidenza: adesso proprio in Lombardia è appena partito il progetto Watson che coinvolge ben 3 milioni di ignari cittadini. Già nel 2016 l’IBM aveva proceduto  in Italia a massicci licenziamenti di personale, come attestano gli atti parlamentari e le denunce sindacali. Comunque Renzi e poi Gentiloni sembrano avere gravi problemi di udito. In altri termini i due compari del piddì non ci sentono, poiché ben 25 atti parlamentari nella XVII legislatura corrente, inerenti proprio l'IBM non hanno mai avuto risposta dal governo: 

4/03641 (19/02/2014), 4/08004 (17/02/2015), 4/18394 (07/11/2017), 4/12559 (17/03/2016), 4/16653 (19/05/2017), 4/13892 (21/07/2016), 4/06208 (01/08/2016), 4/03510 (24/02/2015), 5/10120 (14/12/2016), 3/02879 (24/05/2016), 5/02110 (11/02/2014), 5/09329 (02/08/2016), 2/02029 (22/11/2017), 5/11855 (13/07/2017), 5/00653 (19/07/2013), 2/008825 (23/01/2015), 3/02252 (19/07/2013), 5/12352 (04/10/2017), 5/09638 (29/09/2016), 5/09315 (29/07/2016), 5/10947 (23/03/2017), 5/12615 (07/11/2017), 3/04077 (25/10/2017), 4/06189 (27/07/2016), 4/12359 (03/03/2016.

 Hollerith Maschinen: prima macchina per la schedatura di massa

Tutto a posto? L’efficienza dell’IBM è stata provata in un tempo storico addirittura oscuro. Ne parla un saggio di Edvin Black - L’Ibm e l’olocausto - uscito nel  2001, un libro documentato che accusa la multinazionale di aver favorito l’organizzazione dei lager nella Germania nazista. La storia si ripete nella disattenzione generale.

L’IBM in effetti, ebbe un ruolo decisivo nel censimento e nelle deportazioni, anche nell'apartheid in Sudafrica e nella strategia terroristica della CIA in Sudamerica (fonte: National security Archive - Archivio di sicurezza nazionale americano). 


Ai giorni nostri le tecnologie informatiche possono avere un supporto rilevante nei sistemi totalitari. L’azienda nordamericana IBM ha fornito le macchine e le schede perforate per il trattamento automatico dei dati per realizzare l’Olocausto. L’azienda statunitense fornì consapevolmente ai nazisti quello che oggi si direbbe il know how, sfidando le leggi statunitensi che dal 1941 in poi vietarono rapporti commerciali con il Reich e con le industrie ad esso collegate. Per nessuno sarebbe stato possibile procedere senza la tecnologia  assolutamente essenziale della compagnia: Hitler aveva necessità dell'IBM.  A quel tempo ci fu una stretta collaborazione fra la corporation USA e la Germania di Hitler: prova che l’allora presidente dell’International Business Machines, Thomas Watson, collaborò col governo nazista fin dall’inizio. Le gerarchie naziste decisero di mappare nel minor tempo possibile l’intera popolazione tedesca.

La filiale tedesca dell’IBM prese il nome tedesco di Dehomag (Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft) per poter operare anche durante la guerra. Watson, nel 1933, forniva la tecnologia necessaria per il primo censimento del nazismo, a cui ne seguiranno altri più perfezionati, anche negli anni di guerra. L’intera popolazione sarà schedata, in modo da poter identificare gli ebrei e differenziare anche altre categorie, ad esempio, i soggetti che avevano sposato ebrei, gli ebrei che avevano combattuto durante la Prima guerra mondiale, la percentuale di sangue ebraico. La tecnologia dell’IBM permetterà una maggiore efficienza dell’industria bellica, e una migliore organizzazione dei trasporti. L’aiuto della IBM fu fondamentale per realizzare lo sterminio degli ebrei e per ottenere i migliori risultati nell'eliminazione dei soggetti ritenuti indegni di vivere (zingari, disabili, mendicanti, dissidenti politici). Il padrone dell'IBM, Thomas J. Watson era talmente vicino ai nazisti che, nel 1937, ricevette la “Croce al merito dell’aquila tedesca”, la più alta onorificenza nazista che si poteva offrire ad uno straniero. Dopo lo scoppio della guerra, la Dehomag aprì nuove filiali nei territori conquistati (Austria, Polonia, Cecoslovacchia ecc.), per attuare nuovi censimenti. Addirittura, l’IBM, con rapidità ed efficienza, istituì nuove filiali nei territori che verranno occupati in seguito, anticipando le mosse della Wehrmacht. In tal modo i governi nazisti locali potevano da subito smascherare gli ebrei e deportarli. Questa realtà agghiacciante è inoppugnabilmente documentata. Alla fine della guerra, l’IBM potrà festeggiare una doppia vittoria: oltre agli enormi profitti maturati prima e durante la guerra, sarà considerata dagli Alleati una vittima dell’esproprio nazista, e potrà recuperare tutte le proprie macchine. Il movente principale della IBM era il profitto.

Attraverso sue affiliate, l'IBM aveva fornito calcolatrici agli aguzzini nazisti consegnando così loro gli strumenti per amministrare la macchina di sterminio dei Lager. Fu la Dehomag infatti a gestire il censimento tedesco del 1933, e quello successivo del 1934. Censimenti che avevano dichiaramente l'obiettivo di individuare la popolazione ebrea e porre le basi per l'Olocausto. Nelle schede Hollerith comparvero infatti per la prima volta elementi di classificazione quali la religione praticata, la razza, o definizioni come antisociale o omosessuale. In quegli anni in Germania le persecuzioni verso gli ebrei erano già cominciate, e la stampa internazionale, in particolare quella statunitense, nei riferiva puntualmente. Le mire espansionistiche della Germania di Hitler erano evidenti, ma al contrario i rapporti commerciali tra l'IBM, che verificava sin nei minimi particolari l'attività delle sue consociate, e il Reich ebbero un'accelerazione. La Dehomag, dopo il censimento, diventò un elemento insostituibile nella burocrazia tedesca, ma anche in settori che poi si sarebbero rivelati tristemente indispensabili per lo sterminio degli ebrei, come le ferrovie che le trasportavano verso i campi di concentramento. Nel contempo il prestigio di Watson cresceva, dentro e fuori i confini degli Usa. Era diventato presidente della Camera di commercio internazionale e un convinto fautore del libero mercato. Il suo motto, in anni in cui affacciava lo spettro della guerra, era «Pace mondiale attraverso il commercio mondiale». Mentre altre grandi aziende cominciavano a sospendere i rapporti con la Germania, al contrario Watson scelse deliberatamente di incrementarli. In quegli anni cruciali Watson non nascondeva la propria simpatia per Hitler e per il nuovo assetto totalitario dell'Europa. Poteva non sapere dei piani del Furher? Certo lo sapevano i suoi diretti dipendenti, i vertici tedeschi della Dehomag, fanatici nazisti. Nello stesso anno, durante l'inaugurazione di uno stabilimento a Berlino, a proposito delle statistiche demografiche il presidente Heidinger disse: «Il medico esamina il corpo umano e verifica che tutti gli organi funzionino in modo da garantire il benessere dell'intero organismo. Noi (la Dehomag) siamo molto simili ai medici perchè sezioniamo, cellula dopo cellula, il corpo della cultura tedesca. Indichiamo ogni singola caratteristica su una piccola scheda (...) Siamo orgogliosi di poter contribuire a tale compito, un compito che fornisce al Medico della nostra Nazione (Hitler) il materiale necessario ai suoi accertamenti. Egli potrà stabilire se i valori calcolati sono tali da garantire la salute del nostro popolo: in caso contrario potrà prendere misure correttive per guarire il male». Poteva non sapere Watson, che telegrafò immediatamente per congratularsi con l'autore del discorso, a cosa si riferissero quelle parole? Con singolari coincidenze: l'apertura di nuove filiali, ad esempio in Cecoslovacchia o in Polonia, avveniva in concomitanza con le invasioni del Terzo Reich, qualche volta in anticipo di alcuni mesi. Chi era dunque Watson, un intimo del presidente Roosevelt o un fanatico nazista? Sicuramente un uomo abilissimo, capace di sviare i sospetti di filonazismo che, inevitabilmente, dopo l'inizio del conflitto (ma anche al termine) lambirono in modo insolitamente marginale la sua azienda. L’IBM, anche dopo che il governo americano proibì rapporti commerciali con la Germania e le nazioni sotto il suo dominio, continuò a gestire i propri affari attraverso la sua filiale madre in Europa, quella di Ginevra. E quando l'esercito alleato entrò nei campi di concentramento nessuno, di fronte a tanto orrore, si chiese a cosa servissero quelle macchine Hollerith con su scritto IBM o Dehomag che erano servite a far diventare numeri a 5 o 6 cifre milioni di individui e a garantire la puntualità dei treni della morte per Dachau, Auschwitz, Treblinka o Mauthausen.


Per ogni gruppo etnico (ebrei, zingari, eccetera) sulle schede perforate IBM c'era un apposito codice numerico. Le informazioni registrate sulle schede, elaborate per mezzo delle selezionatrici elettromeccaniche IBM, permisero di individuare e deportare milioni di ebrei verso i campi di concentramento in tempi rapidissimi, impensabili per l'epoca senza la tecnologia fornita dall'IBM. In particolare, grazie alle selezionatrici IBM i nazisti riuscivano a individuare con estrema efficienza le persone con cognome tedesco ma discendenti da famiglie ebraiche.



Un poster pubblicitario Dehomag del 1934 rappresentava un occhio che,   emettendo un raggio di luce,  scrutava una città dal cielo. Sul poster c'era anche il profilo di una scheda perforata IBM. Nell'insieme, l'immagine era decisamente inquietante. Lo slogan del poster recitava più o meno: "Potete controllare tutto con le schede perforate Hollerith". Le schede perforate IBM all'epoca si chiamavano "schede Hollerith", dal nome del loro inventore, l'americano Hollerith.

I rapporti tra Thomas J. Watson, il "boss" dell'IBM, e Adolf Hitler, restarono ottimi fino allo scoppio della guerra tra USA e Germania. Nel 1937 Hitler assegnò addirittura a Watson un alto riconoscimento nazista, l'"Ordine dell'Aquila Tedesca". Il riconoscimento era più che meritato: in quegli anni l'IBM deteneva il monopolio sulla tecnologia della schede perforate, e senza la tecnologia IBM difficilmente le idee deliranti di Hitler si sarebbero concretizzate in un sistema così efficiente per la  deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei tedeschi.


riferimenti:

Gianni Lannes,  VACCINI DOMINIO ASSOLUTO, Battaglia Terme (PD) 2017.










http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/11/27/news /lavoro_ibm_e_sorelle_investono_43_milioni_di_euro_in_emilia-romagna-182343289/?refresh_ce





















http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=3/02879&ramo=S&leg=17

fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

2017-12-23

succede a Reggio Emilia: la magistratura complice della pedofilia

Non si può credere che nel 2017 un giudice possa revocare gli arresti domiciliari a un pedofilo reo-confesso. Eppure è successo, tra l’incredulità dell’opinione pubblica, delle forze dell’ordine che hanno arrestato il pedofilo e dello stesso CSM, che forse (l’ipotesi è d’obbligo) avvierà un’inchiesta interna contro il giudice responsabile del grave atto di scarcerazione per valutarne l’incompatibilità.
I fatti risalgono a circa una settimana fa, quando un giovane pakistano senza fissa dimora ha aggredito e abusato sessualmente in campagna di un tredicenne disabile. Subito sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno interrogato e poi condotto in carcere il pakistano, il quale, ha candidamente ammesso di aver violentato il tredicenne. Non solo. Il pakistano ha anche fatto davanti ai carabinieri un’affermazione gravissima: “il bambino era d’accordo, altrimenti non l’avrei fatto”. Come no! Ma un giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia, tal Giovanni Ghiani, di cui si allega una foto a fine post per dare la possibilità agli utenti di ammirare la classe e il rispetto per il ruolo rivestito da questo servitore dello Stato, ha preso sulla parola il pedofilo reo-confesso, disponendo la revocazione degli arresti domiciliari. La motivazione? “Per lo straordinario senso di autodisciplina dimostrato dall’indagato”. Siamo alle comiche: un pedofilo reo-confesso, che secondo le forze dell’ordine aveva dei precedenti penali dello stesso tipo, che non ha mostrato alcun segno di pentimento - tant’è vero che ha dichiarato nero su bianco che il tredicenne era consenziente - viene rilasciato da un GIP “noblesse oblige” per il senso di autodisciplina dimostrato. Una perizia psichiatrica non sarebbe un azzardo per questo servitore dello Stato che con la sua discrezionalità (che fa rima con imbec…) sta mettendo in pericolo una città di 250 mila abitanti.
Ma la cosa ancora più assurda in questa vicenda che sa di surreale è che l’amministrazione cittadina non solo non si è pronunciata contro la gravissima decisione del giudice, anzi, ha dichiarato che la rispetta e che l’opinione pubblica forcaiola è sotto il condizionamento di forze politiche xenofobe, che stanno strumentalizzando il fatto per portare acqua al loro mulino. Per di più, saputo che il pedofilo pakistano è senza fissa dimora e che 2 anni fa aveva ottenuto l’ambito status di rifugiato (!), alcune associazioni – di quelle che piacciono tanto a Saviano – hanno lanciato un appello alla cittadinanza per rendere disponibile un’abitazione al povero rifugiato. Oltre al danno anche la beffa. Non solo il criminale non viene espulso, come stabilisce la legge, ma si predispone, da parte della gentaglia buonista della città, l'accoglienza con tanto di tappettino rosso.
Che dire di questa sconcertante vicenda? Non può saltare all’occhio lo stato caotico che regna all’interno della magistratura. Mi assale un dubbio: se a compiere l’orribile reato fosse stato non un rifugiato straniero ma un italiano di Canicattì, il trasandato GIP (che fa rima con mentec..), avrebbe usato la stessa clemenza, rimettendo in libertà il reo-confesso? E vogliamo dire qualcosa sul comportamento inquietante tenuto dal centro-sinistra, di assoluta insensibilità verso la vittima e la sua famiglia? Come fanno un sindaco e la sua amministrazione a giustificare una decisione così incomprensibile e conturbante per la comunità che rappresentano?
Mi auguro che anche all’interno della magistratura prima o poi si faccia pulizia di tutto il lerciume umano colluso con la delinquenza comune e con la criminalità organizzata. E che le cose stiano così lo dimostrano le numerose sentenze emesse negli ultimi anni da giudici che sembrano sbarcati da Marte, incuranti del senso civico e della difesa dei cittadini, dai quali sono stipendiati. Giudici che emettono sentenze non in modo oggettivo e neutro, come richiederebbe il loro cursus honorum, ma lasciandosi influenzare dalla loro personale visione del reato. Evidentemente per il giudice sbracato di Reggio Emilia il reato di abuso sessuale di minore è una bazzecola, da cestinare senza troppo dispendio di energia mentale.
In conclusione: il disordine che regna sovrano all’interno della magistratura italiana è un altro segno dei Tempi da decodificare in una certa direzione, quella della dissoluzione che sta agendo all’impazzata, spazzando via tutto ciò che resta di civile in un paese dove ormai di civile è rimasta solo la Costituzione sulla carta, il Codice civile e penale, mai applicati veramente e costantemente calpestati da giudici irresponsabili e incompetenti. Altro che Stato di diritto!

 L'affascinante GIP durante la sentenza di scarcerazione del pedofilo

fonte: http://federicafrancesconi.blogspot.it/